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lunedì 4 giugno 2012

GdL 'Il Bisbetico Domato' di Melissa Nathan - La recensione a sei mani delle Lizzies

Carissimi Lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

finalmente siamo giunti al post con la recensione di Il Bisbetico Domato (o Acting Up o Pride, Prejudice and Jasmin Field).
Quarto Gruppo di Lettura dell'anno e Terzo GdL per il Pride and Prejudice Anniversary, il libro di Melissa Nathan ci ha riportati nel mondo del chick-lit; alcuni di noi lo hanno apprezzato enormemente, altri un po' meno. Siamo tuttavia concordi nel ritenere questa rivisitazione in chiave modena molto più fedele a Orgoglio e Pregiudizio di Bridget Jones's Diary, e Jasmine Field una Lizzy molto più credibile.
Pubblicato con il titolo di Pride, Prejudice and Jasmine Field nel 2001, il libro è stato poi ristampato nel 2008, due anni dopo la morte dell’autrice, con il titolo di Acting Up. In Italia è stato pubblicato da Dalai Editore nel 2009 con il titolo di Il Bisbetico Domato.
Autore: Melissa Nathan
Titolo: Il bisbetico domato
Titolo originale: Acting Up o Pride, Prejudice and Jasmin Field
Editore Dalai Editore
Pagine 344
Prezzo € 18,00
Data pubblicazione: Marzo 2009
Trama
Jazz non sopporta Harry… No, troppo banale. Ah, ecco: Il bisbetico domato! Questo sarebbe un titolo perfetto per un articolo, pensa Jasmin Field – Jazz per gli amici – giornalista professionista e attrice dilettante alle prese con un remake teatrale di Orgoglio e pregiudizio. E pensare che è stato proprio lui a sceglierla per interpretare Elizabeth Bennet, la brillante protagonista… Ma lui chi? Harry Noble, il più grande (e stronzo!) regista sul pianeta terra! Mamma mia quanto lo odia! È presuntuoso, borioso, egocentrico (ma terribilmente bello e affascinante)… e non smette un attimo di fissarla, manco fosse un quadro cubista. In più ha detto che la trova brutta! E grassa! Però… è davvero bravo nel suo lavoro, come negarlo? Anche se guarda tutti dall’alto in basso e si comporta proprio come Darcy, l’eroe romantico inventato da Jane Austen. In un intreccio tra finzione e realtà, Jasmin si ritroverà a tenere testa allo spocchioso Harry, e non solo sul palcoscenico ma nella vita di tutti i giorni, tra scambi di battute al vetriolo e siparietti romantici. Chi la spunterà? Be’, il bisbetico sarà alla fine domato, ma… ops, giù la testa!!! Qui i coltelli volano ancora!

Recensione delle Lizzies
LizzyS: Jasmin è la mia Bridget!
LizzyGee: Negli anni 2000 Pemberley si trasforma in un palcoscenico
LizzyP: Luci della ribalta


Inoltrarmi in un altro esempio di chick-lit, che non ho mai amato, è stata durissima. Dopo la piccola delusione con la maggiore esponente del genere, sua maestà Helen Fielding con l'icona Bridget Jones, temevo molto questa lettura.
E all'inizio i miei timori sembravano confermati. (All'inizio, anch'io condivisi questa perplessità, se rammenti).
Il pretesto che mette in moto la trama - la riduzione teatrale di Pride and Prejudice si intreccia con la vita reale dei personaggi, soprattutto i due protagonisti - è un po' debole e questo si riflette in tutta la prima parte del libro. 
Nell'ultima, però, gli eventi nefasti che accadono ai personaggi, rischiano di compromettere la messa in scena della suddetta riduzione di P&P, visto la coincidenza di molti protagonisti della storia con il cast scelto... insomma, in qualche modo, i danni rischiano di raddoppiarsi, di complicare il tutto!
Io, al contrario - pur non essendo una fan scatenata del genere -, non disdegno un romanzo di chick-lit ogni tanto; una lettura veloce e frivola da finire in volata (infatti ho finito il libro in poco più di un giorno e non ho rispettato i tempi del GdL!!!), a maggior ragione se tale chick-lit è ispirato a Pride and Prejudice! D'altronde io avevo già letto prima dei GdL di gennaio e febbraio - e ben due volte - entrambi i Diari di Bridget Jones, che ho amato molto più per i loro legami con i romanzi di Jane Austen e con la serie Pride and Prejudice 1995 che per i Diari in se stessi. 
Nei primi capitoli, dunque, tutto sembra molto schematico e netto: a cominciare dai personaggi, che entrano in scena come sul palcoscenico di un teatro, e sono facilmente riconoscibili, forse troppo, ma con molta ironia e fanno divertire nella loro semplicità.
Come per i Diari di Bridget, anche qui mi è mancata la profondità dei personaggi tanto "indagati" da Zia Jane. Capisco che siamo in un genere diverse, contemporaneo, fra i cui obiettivi c'è, appunto, la lettura immediata, direi anche "spensierata", ciononostante, per quello che ho letto finora, i derivati rivisti in chiave moderna mancano sempre di questa completezza caratteriale e descrittiva, come se oggigiorno, personaggi come quelli austeniani non fossero adatti al pubblico (assai più ampio e variegato di allora), oppure, come persone reali, fossero incapaci di quella stessa profondità. Credo, invece, che la gran parte degli estimatori di JA, riescano ormai facilmente a ritrovare nei loro incontri quotidiani molti dei personaggi descritti dall'autrice, un Wickham, una Emma, una Miss Bates e, chissà, forse anche un Mr Darcy (sebbene, in via di estinzione) e la spiegazione è più ovvia di quel che si può immaginare... perché i personaggi dei suoi romanzi sono ispirati all'attenta osservazione di persone reali!
A poco a poco sembra di vedere un misto tra Bridget Jones e Sex and the city, ma senza gli eccessi.
Una scena da Sex and the city
La prima parte scorre così, quasi un po' monotona, nel costruire il quadro generale... Ma con molta fedeltà all'originale - a cominciare dal giudizio offensivo che la protagonista ispira al bel tenebroso e che ella ode casualmente, dando il la al loro rapporto burrascoso.
Ed è proprio questo il carattere che colpisce sempre di più, a mano a mano che ci si addentra nel romanzo.
Sì, all'inizio sembra tutto un po' troppo scontato: i personaggi rivestono esattamente lo stesso ruolo nella commedia come nella vita. George è assolutamente Jane, Jack Hayes è Bingley.
He ambled in, all jollity and eagerness to please. His cheeks were as rosy as ever and his eyes shone with warmth and interest. He was a tall man, but next to Harry, he looked slight, and beside Harry's crow-black hair, his blondness looked almost silly.
[Entrò, tutto allegria e desiderio di piacere. Le sua guance erano rosee come sempre e i suoi occhi splendevano calorosi e pieni di interesse. Era alto, ma vicino ad Harry appariva minuto e accanto ai capelli corvini di Harry, il suo biondo sembrava quasi insulso.]
Che Sara, la sorella di Jack/Bingley, sembri proprio Caroline Bingley e che questo sia proprio il ruolo che le viene assegnato nella commedia sembra fin troppo prevedibile. Avrei preferito un po' di 'movimento', ma forse questo avrebbe causato troppa confusione. Inoltre dopo un inizio un po' troppo intuibile, il romanzo decolla con un frizzante riadattamento di Orgoglio e Pregiudizio ai giorni nostri in cui si corre avidamente capitolo dopo capitolo, per scoprire come la Nathan abbia reso le varie vicende adattandole ai suoi personaggi.
Dopo poche pagine, tra una brutta figura ed un'impennata emotiva, la protagonista, Jasmin Field, per gli amici Jazz (Sì, ma vogliamo parlare della scelta del nomignolo della protagonista? Ho mal tollerato da subito il binomio Lizzy-Jazz, avrei preferito di gran lunga Elizabeth/Jasmin, piuttosto di un nick che ricorda il nome di un cane - con tutto il rispetto per i cani! - e dall'inizio alla fine ho visualizzato inciso su una targhetta d'ottone a forma di osso...), comincia ad assomigliare a Bridget Jones ma in una versione decisamente migliore: è una giornalista che dimostra una buona dose di cultura e prende assai sul serio il proprio lavoro, così come le sue amicizie ed i rapporti familiari. Bè, devo ammettere che questa Jazz è molto vicino all'idea di Bridget che io mi ero costruita sulla sola base dei film (e che non ho ritrovato nell'originale letterario costruito dalla Fielding). 
Patricia Noonan and Doug Carpenter in JANE AUSTEN'S PRIDE AND PREJUDICE.
Photo by Peter James Zielinski.
Così, gli scambi con il Darcy della situazione (l'attore bellissimo, superfamoso e iperbravo Harry Noble, aristocraticissimo perfino nel nome) sono molto più pertinenti e scoppiettanti di quelli che avevo letto nei libri di Helen Fielding.

Decisamente Jazz è molto più Lizzie di Bridget Jones! La differenza è enfatizzata anche dalla condivisione del mestiere di "giornalista". Intelligente e colta, laddove Bridget sembra stupida - tanto da farci arrivare a chiedere cosa avesse visto Mark Darcy in lei! -; arguta e tagliente come Lizzie - e sicuramente come la stessa Nathan - nelle sue rubriche giornalistiche, in cui non disdegna battute e giochi di parole; pronta a ribattere parola su parola ad Henry Noble, al contrario di Bridget che sembra molto più passiva: e gli unici giochetti di parole e arguzie sembrano essere solo quelli a sfondo sessuale scambiati con Daniel Cleaver via e-mail. (Non me lo rammentare, ti prego...)
Renée Zellweger in Bridget Jones
Gli scambi e "le situazioni di Lui e Lei" (per citare l'omonimo anime incentrato sui sentimenti della coppia protagonista) non fanno certo rimpiangere gl'incontri e gli scontri di P&P: Lizzy/Jazz e Darcy/Harry si muovono sul palco - è proprio il caso di dirlo - in una danza di parole ben pensate, tra sguardi d'intesa o incomprensione, tra gesti di stizza o di avvicinamento, ricordandoci quel perenne duello di sentimenti che ci fa leggere e rileggere all'infinito Orgoglio e Pregiudizio, con le stesse invariate emozioni della prima volta.
Anche i personaggi intorno ai due antagonisti sono molto ben cogegnati sulla base di quelli originali.
A cominciare dalla splendida Mo (Charlotte), strepitosa amica del cuore di Jazz, con cui ingaggia costantemente discussioni e riflessioni, soprattutto sulle donne e sul rapporto con gli uomini.
Non bella e profondamente rinserrata nel proprio battagliero femminismo, Mo comincia a sentire il desiderio di accontentare anche la parte meno razionale e più emotiva di sé ed intraprende un cammino di trasformazione non solo esteriore del tutto inaspettato, sconvolgendo Jazz. Ma mantiene una saggezza perfettamente uguale a quella della Charlotte originale.
Splendida e molto toccante la chiacchierata tra le due Amiche per la Pelle sui loro rispettivi destini amorosi - anche se, pure qui, proprio la loro rispettiva felicità ha un prezzo finale, e un po' amaro, da pagare.
Jennifer Ehle/Lizzy e Lucy Scott/Charlotte in P&P BBC 1995
Mo rispecchia il personaggio di Charlotte e lo amplifica, ritagliandosi molto più spazio nel romanzo rispetto a Mrs Collins e rivelando molte delle caratteristiche comuni all'universo femminile, come il desiderio di piacere, di avere accanto un uomo da coccolare, nonostante le idee femministe, che non vengono rinnegate, ma solo rivedute per un futuro più sereno. Del resto, diciamocelo: Gilbert Valentine non è uno stupido come Mr Collins; forse un po' viscido, ma la nostra Mo saprà sicuramente come usare lo sgrassatore per migliorare la sua untuosità! 
In effetti, un pregio di questa commedia moderna - ottimo spunto per un film stile "Quattro matrimoni e un funerale" - risiede proprio nell'aver dato più voce a personaggi come Charlotte e Mr Collins, migliorando e aggiungendo qualcosa ai loro profili, suggerimento forse originato dal desiderio dell'autrice di riscattare qualcosa di quei personaggi. Ad ogni modo, tutti i personaggi sono molto più "eloquenti" vincolo necessario nella struttura del chick-lit, imbastito soprattutto sullo scambio verbale, il dialogo fitto, insomma.
La Nathan si rivela anche molto abile nell'orchestrare le scene d'insieme: un esempio su tutti, il "ballo di Netherfiled", cioè il party super-vipposo dove molte cose importanti accadono, a tutti, in una girandola molto divertente, ed intelligente, di piccoli colpi di scena.
Jena Malone/Lydia - P&P 2005
Mi è piaciuto molto il modo in cui la Nathan ha costruito il "misfatto di Lydia". In questa riscrittura moderna, la sorella più giovane è Josie (in totale, qui le sorelle sono tre e non cinque). Che è una perfetta, invidiatissima donna "realizzata", con un marito innamorato e uno splendido bambino e un altro in arrivo, e che riesce ancora a pensare a se stessa. Ma non è tutto oro quel che luccica. Ed in questo, la modernizzazione di Lydia è davvero ben costruita, perfettamente veridica. Ho apprezzato anch'io l'idea dell'inganno delle cosidette "apparenze", ma non credo che Lizzy ne avrebbe fatto motivo d'invidia, se pur mascheratamente... questa Lydia/Josie, però, mi piace di più! Soprattutto per "quella" sua scelta, sebbene arrivi soltanto dopo una "certa" occasione, ciò ne fa un personaggio più maturo del suo originale, non credete?
Non sveliamo tutto sui personaggi: in fondo la principale attrattiva di questo libro, quel che fa da turn-pages è proprio il costante desiderio di scoprire come si evolveranno i personaggi e gli eventi trasportando le vicende di Orgoglio e Pregiudizio ai giorni nostri. Ad esempio, ricordo che mentre leggevo mi chiedevo chi fosse il Colonnello Fitzwilliam della situazione, e non sono stata soddisfatta fino a quando non l'ho scoperto! (Molti, infatti, i passaggi che riprendono Orgoglio e Pregiudizio - un'altra amenità di questa lettura è scovarli tutti!)
 
Che la Nathan conosca profondamente il romanzo di Jane Austen è evidente, così come il grande amore che traspare da molte dichiarazioni di fedeltà austeniana che regala a Jazz.  L'originale riecheggia costantemente in questa riscrittura moderna, piena di umorismo genuino e felici intuizioni, e del tutto priva di quelle esagerazioni un po' banali che spesso caratterizzano questo genere letterario.
Amanda Lisman and Rejean Cournoyer in Pride and Prejudice Edmonton’s Citadel Theatre (Canada)
È una lettura estremamente piacevole sia per l'aderenza allo spirito e alla traccia originali sia per il modo in cui è scritta e strutturata.
Mi sento di consigliarne la lettura per chiunque desideri immergersi di nuovo nel microcosmo austeniano con la giusta dose di leggerezza e senza far mancare nulla alle proprie celluline grigie o all'esigenza di non far sussultare dear Aunt Jane.
Io lo consiglio a tutte le appassionate di chick-lit; questo libro ha decisamente una marcia in più: una sinossi scritta da Jane Austen 200 anni fa! E naturalmente anche a tutti gli appassionati di Jane Austen - con le dovute cautele: non state leggendo un'opera di alta letteratura, solo un giocoso riadattamento di Pride and Prejudice!
Il mio consiglio è di leggerlo senza aspettative di qualsiasi genere, ciò vi salverà dalla delusione di non trovare ciò che pensavate, piuttosto, vi darà modo di gustarvi pienamente il carattere frizzante di questo chick-lit, magari sotto l'ombrellone, in riva al mare, con una bibita fresca e col piglio ironico che Zia Jane ci ha insegnato.


 Il Giudizio delle Lizzies
LizzyS: Divertente e ben congegnato - ma non vado più in là delle tre Austenstars - perfetto per distrarsi un po' a Bath, ma con intelligenza.
LizzyGee: Io di Austenstars ne ho messe ben 5: ottimo per Bath, è vero, ma anche indispensabile nelle librerie di appassionate di Austen Inspired Novels, questo libro mi ha regalato un paio di giorni di serenità e di svago in un periodo stressato della mia vita!
LizzyP: Libricino interessante, tutto sommato, ma l'ho letto più come una sceneggiatura adatta ad un film d'evasione che un derivato da conservare nella Biblioteca di Pemberley. Tre Austenstars per la conoscenza di P&P e l'inventiva dell'autrice nel riadattare personaggi e ruoli in un contesto moderno.


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6 commenti:

  1. Bella recensione! Brave! Devo dire che tra i derivati austeniani che ho letto, questo è uno dei miei preferiti... probabilmente perché mi sono sempre chiesta come sarebbe stata adattata la storia ai giorni nostri - non un adattamento molto vago alla Bridget Jones - ma un adattamento pari pari all'originale e in questo romanzo sono riuscita realizzare questo mio desiderio! Probabilmente non è originalissimo perché si rifà forse troppo all'originale e magari non aggiunge (quasi) niente di nuovo a quello che già sappiamo o non sappiamo dei nostro amati personaggi, però ha una freschezza genuina, il tutto è piacevole, scorre che è una meraviglia, in qualche modo ti dà una diversa prospettiva della ben nota storia, ti fa sperare d'incontrare davvero un moderno Darcy e soprattutto non si prende troppo sul serio. Soprattutto questo. Mi pare che a volte i derivati austeniani abbiano troppe pretese di volersi paragonare all'originale, con titoloni buttati lì per accalappiare il lettore e nessuna profondità, qualità e rispetto per la Zia Jane. Almeno questo romanzo cerca solo di essere una versione aggiornata al 2000 e leggera di Orgoglio e pregiudizio, ironizzando forse un po' su di esso, ma anche e soprattutto rendendogli omaggio come a dire e a ribadire che il mondo di Jane Austen è sempre attuale! Insomma, io l'ho adorato questo libro e... sì, magari ne realizzassero un bel film: impazzirei!!!!

    ;-)

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  2. PS: adoro le immagini delle trasposizioni teatrali che avete scelto per il post!

    ;-)

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  3. Io l'ho appena iniziato e non riesco a scollarmene. Non che sia favoloso, di nessun riadattamento lo direi, ma lo prendo così com'è, simpatico, frizzante, non proprio originale ma accattivante. Anch'io ho pensato subito a Bridget Jones ma qui il parallelismo con O&P è fin troppo evidente e comprende tutti i personaggi così da risultare interessante fino alla fine per scoprire come ogni evento del primo è reso in chiave moderna e come invece i caratteri umani, allora come nel XXI secolo, siano sempre gli stessi.

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    Risposte
    1. Esattamente la mia stessa reazione: non mi sono riuscita a staccare finché non ho letto la parola 'fine'. Mi ha molto divertita, tanto che ho subito acquistato un altro retelling in chiave moderna della Nathan: Persuading Annie, ma chissà quando troverò il tempo per leggerlo (spero di non dover aspettare il Bicentenario di Persuasion!!!)

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  4. Ovviamente è in inglese l'altro vero?

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"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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