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giovedì 24 ottobre 2013

Una chiacchierata su Bridget Jones: Un amore di ragazzo di Helen Fielding

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

parliamo oggi di un romanzo di cui abbiamo atteso l'uscita per anni ma che, alla fine, ci ha lasciato l'amaro in bocca come fanno tutti i sequel che non prevedono l'Happily Ever After.
Naturalmente parliamo di Bridget Jones. Un amore di ragazzo, il terzo romanzo della serie di BJ, che la Fielding ha pubblicato a oltre quindici anni di distanza dai primi due.
Chiunque non abbia ancora sentito parlare della terribile novità e non voglia conoscere le anticipazioni sulla trama può tornare qui su OF&NF dopo aver letto il libro, perché questa chiacchierata prevede molti 
SPOILER!


venerdì 2 agosto 2013

Bridget Jones 3: dal 10 ottobre finalmente in libreria


Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Abbiamo più di una volta parlato dell'eventualità di un Bridget Jones 3. Per la verità si è parlato più del film che non del libro ma, se nel caso dei primi due successi cinematografici c'era alle spalle un romanzo da cui prendere spunto (non si può parlare di trasposizione vera e propria, visto quanto differiscono i film dai romanzi), nel caso di un terzo film Helen Fielding non aveva offerto un soggetto valido su cui lavorare, a parte la rubrica scritta circa sette anni fa sulle colonne di The Indipendent, in cui Bridget avrebbe dovuto avere un figlio da Daniel Cleaver (personaggio interpretato da Hugh Grant). Il progetto del terzo film, basato su quella rubrica, Bridget Jones's Baby si trova però a un punto di stallo. 

Invece la scrittrice dello Yorkshire si è finalmente messa all'opera e ha prodotto una storia nuova di zecca. Il 

10 ottobre 2013

potremo vedere il risultato di questa lunghissima incubazione nel terzo libro dedicato all'anti-eroina per eccellenza, Bridget Jones, quella in cui tutte le donne in un momento o nell'altro della loro vita arrivano a identificarsi: Bridget Jones: Mad about the boy (Pazza del ragazzo).

Confesso che la prima cosa a cui ho pensato quando ho saputo di questo titolo è stato il brano scritto dal drammaturgo e attore inglese Noel Coward nel 1932, che nel 2008 ha fatto parte della colonna sonora del film Easy Virtue (Un matrimonio all'inglese - tratto dall'omonima commedia dello stesso Coward) e cantato dalla protagonista femminile Jessica Biel (da cui il video all'inizio del post). Una coincidenza, visto che nel cast del film figura Mark Darcy/Colin Firth come coprotagonista? Solo la lettura ci potrà confermare se ci saranno legami fra la commedia di Coward e il libro e solo il tempo ci dirà se finalmente potremo vedere l'adattamento cinematografico tratto da questo romanzo nelle nostre sale! 

Intanto gustiamoci la 

SCHEDA LIBRO

giovedì 21 febbraio 2013

Helen Fielding scriverà Bridget Jones 3

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Sembra ufficiale la notizia che Helen Fielding, la 'mamma' di Bridget Jones, sia all'opera nella lavorazione del terzo capitolo delle avventure della strampalata eroina, che dovrebbe essere pubblicato il prossimo autunno. Il libro, che sarà ambientato a Londra ma esplorerà un nuovo scenario nella vita di Bridget, sta divertendo molto la Fielding nel corso della stesura.

Divenuto romanzo nel 1996, raccogliendo gli articoli della rubrica pubblicata sulle pagine dell'Indipendent prima e del Daily Telegraph poi, Bridget Jones' Diary (Il Diario di Bridget Jones, Rizzoli) narra le avventure di una giovane single sulla trentina un po' imbranata, che vive a Londra ed è perennemente alla ricerca dell'uomo dei suoi sogni.
Nel 1999 la Fielding pubblicava la seconda parte delle avventure di Bridget, Bridget Jones: The Edge of Reason (Che pasticcio, Bridget Jones!, Rizzoli).


Nel 2000 il primo libro è divenuto un film, con Renée Zellweger nei panni della protagonista, Colin Firth in quelli di Mark Darcy e Hugh Grant in quelli di Daniel Cleaver. Il grandissimo successo del film è stato bissato nel 2004 dal sequel, Che pasticcio Bridget Jones!



La notizia di un nuovo libro, dunque, ci fa ben sperare riguardo a un terzo film, da sempre annunciato, ma mai realizzato a causa di numerose riserve degli attori. Sembra che sia Hugh Grant che Renée Zellweger, infatti, abbiano finalmente superato le remore e siano decisi ad accettare questa terza sfida. 

Il film, che sarà prodotto dalla Working Title Film, la stessa Casa Produttrice dei primi due episodi, si chiamerà Bridget Jones' Baby; vedrà riconfermato il terzetto dei protagonisti; sarà diretto da Peter Cattaneo (Full Monty), e avrà la sceneggiatura di David Nicholls (Un giorno, Grandi speranze).


Link Utili:
 Biografia dell'autrice nella Galleria dei Ritratti di OF&NF

mercoledì 21 marzo 2012

Recensione di "Che pasticcio, Bridget Jones": un'altra chiacchierata tra Lizzies | Seconda Parte

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,
concludiamo oggi la nostra chiacchierata/recensione di Che Pasticcio, Bridget Jones!, lo spin-off di Persuasione che è stato il nostro secondo Gruppo di Lettura di questo 2012. Potrete trovare QUI la prima parte della chiacchiere fra Lizzies.
Vi ricordiamo ancora una volta di seguire i diversi colori e font per scoprire se a parlare è LizzySLizzyGee LizzyP.

LizzyS: Film batte libro, 5 a 3 (traduttrice: n.c.)
LizzyGee: Sparate sulla traduttrice! (5 Austenstars per il libro e il film - 2 scarse per la traduzione!)
Titolo di LizzyP: Brava Bridget, ma meglio Renée! (3 Austenstars per il libro - 5 per il film!)
Riprendo la chiacchierata dicendo che secondo la mia opinione sono ben due i momenti memorabili, sotto ogni punto di vista, di questo secondo libro.
E sembrano perfettamente simmetrici nelle emozioni che esprimono.
Il primo è l'intervista a Colin Firth, genuinamente esilarante (anche se la traduzione italiana abbonda in volgarità che l'originale non possiede - no, assolutamente, nell'originale è palpabile l'imbarazzo di Colin a parlare di certe cose, mentre Bridget si ostina imperterrita a tornare sull'argomento! E la traduzione ha totalmente stravolto il testo, oltre a contenere grossolani errori... ), che da sola basterebbe a darci un quadro completo del personaggio BJ. Lo stesso Colin creato dalla Fielding sembra molto credibile! Ma l'intervista è vera!!! In realtà, Lizzies, questo ci rivela quanto della Fielding ci sia in Bridget! Infatti si narra che la Fielding abbia talmente tacchinato Colin Firth prima di conoscerlo, da arrivare a seguirlo nel bagno degli uomini proprio per richiedergli questa intervista! [Oh fly! Mi rammenta qualcun'altra... LoL!]
Fra l'altro bisogna ringraziarla per aver svelato sia con questa intervista che con quella tagliata dal film - per ovvi motivi, sebbene Colin abbia dichiarato che non gli sarebbe dispiaciuto se nel film il suo ruolo fosse stato interpretato da George Clooney - alcuni retroscena di Pride and Prejudice che non sono contenuti né in The Making of Pride and Prejudice-Documentario, né in The Making of Pride and Prejudice-Libro (che ho letto da poco e in cui è contenuta un'altra intervista - seria - a Colin Firth). George Clooney come Colin... mhmm... meglio un doppio ruolo, come Mark e nel ruolo di se stesso, Bridget (nel film, ovviamente) avrebbe potuto dire ad inizio intervista "... Sa che Lei mi rammenta qualcuno? ... No, non riesco a visualizzare chi... mi dispiace, ma sappia che esiste un suo sosia qua in giro..." (altro sguardo paziente ed imbarazzato assieme di Colin). Certo (LoL!!!), ma già Bridget era impegnata a dirgli che le ricordava Mr Darcy... 
L'altro è il momento in cui BJ va in prigione: nel dramma, il personaggio di BJ finalmente esce dal cliché adolescenziale e sfodera il carattere di una trentenne, pur conservando la propria leggerezza. Uno dei momenti in cui ho sperato di veder crescere Bridget, costretta a riflettere su se stessa e sulla gravità della situazione, ciononostante, l'autoanalisi non ha sortito il cambiamento che aspettavo.
Lo stesso carattere che emerge in un altro caso drammatico, quello della morte di Lady Diana Spencer, che diventa un motivo di riflessione molto profonda sugli schemi sociali e sulla condizione femminile moderna, in poche, calzanti parole (che, onestamente, valgono tutto il libro): Se una donna così bella e incantevole pèuò essere trattata come un cane da uomini stupidi e sentirsi sola e non amata, allora capisci che, se la stessa cosa capita anche a te, non è perché fai schifo. Continuava a reinventarsi e a risolvere i suoi problemi. Ce la metteva tutta, proprio come le donne moderne.  
Forse è proprio su questo evento che Bridget riflette maggiormente: la morte di Lady D è l'equivalente dell'assassinio di un ideale, di una donna esemplare in cui Bridget si rivede, un evento così improvviso, inaspettato, drammatico da destabilizzare anche l'animo più superficiale, concentrando l'attenzione sulle priorità della vita, sull'opportuno ridimensionamento delle aspettative, come delle futilità, rendendo impellente la necessità di semplificare le cose, scegliendo il miglior ritratto di se stessi... d'altronde, un evento come la morte di Lady D o come l'11 Settembre, sono storia che diviene parte della memoria comune, è naturale ed auspicabile l'effetto meditativo che generano sul comune spettatore.
È in virtù di questi sporadici momenti di vera sostanza che ho scelto di salvare il salvabile di questi libri ed assegnare tre Austenstars.
Ma resto convinta che siano un capolavoro di quella chick lit che non ho mai amato ma alla quale riconosco una sua dignità - e che i film siano migliori, forse, chissà, anche grazie alla mano fatata di Sua Maestà austeniana Sir Andrew Davies. Mi accodo alla tua opinione, sebbene, mi sia chiesta come sarebbe stato il mio stesso giudizio in merito ai Diari se li avessi letti prima e non dopo aver imparato a memoria e tanto amato i film... chissà.
Io invece ho assegnato 5 Austenstars a entrambi i libri, per il divertimento che mi regalano ogni volta che li leggo. Un po' meno le traduzioni, che mi fanno davvero imbestialire. Tre Austenstars alla traduzione del primo Diario, ma a questo non ne metterei neanche 2!!!
Per le dolenti note della traduzione... 
Questo argomento è dolente non solo perché non ci piace criticare un qualsivoglia traduttore: il suo è un lavoro delicato e complesso, che deve tener presenti fin troppe cose, rischiando, logicamente, che alcune di esse gli sfuggano di mano, ma anche per una questione di riservatezza riguardo agli argomenti trattati. Infatti in questo libro che già ha numerosi argomenti triviali rivela gli errori più grossolani di traduzione proprio in circostanze delicate, in cui si affronta il topic sesso (non è che Bridget pensi a molto altro, eh?!).
Dal momento che noi Lizzies siamo piuttosto pudiche, siamo state piuttosto combattute su 'come' presentarvi l'argomento, per non doverci scandalizzare di noi stesse e delle parole pubblicate... 
Dunque sappiate che l'argomento affrontato qui sotto è scottante e che ne siamo fortemente imbarazzate... Ma ci tocca, purtroppo!
La casa editrice ha cambiato traduttrice fra il primo e il secondo Diario ma, se la traduzione di Olivia Crosio lasciava a desiderare, questa di Maura Maioli è davvero catastrofica! Un libro, in cui parolacce e volgarità sono fin troppo comuni, viene ulteriormente involgarito da una traduzione forfettaria e approssimativa. 
Facciamo un esempio di come la traduzione abbia reso volgare anche un brano che lo era solo fino ad un certo punto. 
Al 26 Aprile
Testo originale:
"What about friends when neither fancies the other?" said Jude.
"Doesn't happen. Sex is what drives it. Friends is a bad definition."
"Pashminas," I slurred slurping on my Chardonnay.
"That's it!" said Tom excitedly. "It's fin-de-millennium pashmina-ism. Shazzer is Simon's pashmina because she wants to shag him most so he diminishes her and Simon is Shazzer's pashmaster."
La traduttrice l'ha reso così: 
"E cosa mi dici di due amici che non nutrono fantasie l'uno per l'altra?" ha incalzato Jude. 
"Non esistono. È il sesso ad avvicinare le persone. Amici è una pessima definizione."
"Passerine", ho farfugliato, tracannando il mio Chardonnay. 
"Proprio così!" ha esclamato Tom, eccitato. "Si tratta di pasciovinismo di fine millennio.Shazzer è la passerina di Simon perché dei due è quella che desidera di più scopare l'altro; per questo lui la umilia. E Simon è il pascià di Shazzer."

Ora il discorso verte sull'argomento sesso - argomento fin troppo affrontato da Bridget e i suoi amici -, ma ci chiediamo: perché volgarizzarlo ulteriormente? Che significa tradurre pashmina con passerina? Forse la traduttrice non sapeva ancora cosa fosse una pashmina?

Una traduzione più adeguata sarebbe:
"Che ne pensi di due amici che non sono interessati l'uno all'altra? ha detto Jude.
"Non succede. Dipende tutto dal sesso. La definizione Amici è sbagliata."
"Pashmine," ho farfugliato sorseggiando rumorosamente il mio Chardonnay.
"Esatto!", ha detto Tom eccitato. "Si tratta si pashminesimo di fine millennio. Shazzer è la pashmina di Simon perché fra i due è quella che più vuole scopare l'altro, così Simon  indebolisce le sue difese e diventa il pash-padrone di Shazzer. 

"Doh!!"
Inoltre, come dicevamo sopra, tutto l'imbarazzo di Colin Firth nell'intervista si perde completamente: sembra quasi spavaldo nel parlare di sesso con una giornalista (se tale si può considerare Bridget) sconosciuta... Assurdo, soprattutto tenendo presente che si tratta di un gentleman inglese! 
Le continue domande di Bridget di carattere delicato (e i suoi continui riferimenti alla camicia bagnata di Pride and Prejudice, le sue morbose curiosità) creavano non poco imbarazzo - oltre che a una certa dose di irritazione - nell'attore inglese.
La traduzione invece, specialmente in alcune sequenze, perde il senso di disagio, che in inglese è palpabile, facendoci vedere un Colin Firth spavaldo che parla di temi... diciamo piuttosto privati, come se stesse discutendo di cosa ha mangiato al ristorante quel giorno...
Inoltre a un certo punto la traduttrice commette gravi errori di grammatica, facendo perdere il senso al discorso. Vediamo dunque il testo incriminato.
Testo Originale:

Bridget Jones: Oh. Do you think Mr Darcy would have slept with Elizabeth Bennet before the wedding?
Colin Firth: Yes, I do think he might have. 
BJ: Do you?
CF: Yes. I think its entirely possible. Yes.
BJ: (BREATHLESSLY) Really?
CF: I think its possible, yes.
BJ: How would it be possible?
CF: Don't know if Jane Austen would agree with me on this, but...
BJ: We can't know because she's dead.
CF: NO, we can't... but I think Andrew Davies's Mr Darcy would have done.
BJ: Why do you think that, though? Why? Why?
CF: Because I think it was very important to Andrew Davies that Mr Darcy had the most enormous sex drive. 
BJ: (GASPS) 
CF: And, um... 
BJ: I think that came across, really, really well with the acting. I really think it did.
CF: Thank you. At one point, Andrew even wrote as a stage direction: 'Imagine that Darcy has an erection'.
(VERY LARGE CRASHING NOISE)
BJ: Which bit was that?
CF: It's when Elizabeth's been walking across the country and bumps into him in the grounds in the early stages.
BJ: The bit where she's all muddy?
CF: And dishevelled.
BJ: ... and sweaty?
CF: Exactly.
BJ: Was that a difficult bit to act?
CF: You mean the erection?
BJ: (AWED WHISPER) Yes.
CF: um , well, Andrew also wrote that I don't propose that we should focus on it, and, therefore, no acting required in that department at least.

Traduzione: (Per non allungare troppo il discorso aggiungerò solo i miei commenti laddove la traduzione risulterà eccessivamente divergente... o errata)

BJ: Capisco. Pensa che il signor Darcy sarebbe andato a letto con Elizabeth Bennet prima del matrimonio?
CF: Sì, lo credo possibile.
BJ: Sul serio?
CF: Sì, è del tutto probabile. Sì.
BJ: (Senza fiato) Davvero?
CF: Lo credo possibile, sì.
BJ: Come mai?
CF: Non so se Jane Austen sarebbe d'accordo con me in proposito, ma...
BJ: Non lo sapremo mai perché è morta.
CF: Già, non lo sapremo mai... ma penso che il signor Darcy di Andrew Davis l'avrebbe fatto.
BJ: Perché ne è convinto? Perché? Perché?
CF: Perché per Andrew Davis era molto importante che al signor Darcy diventasse duro. (Ma che volgarità! I think it was very important to Andrew Davies that Mr Darcy had the most enormous sex drive. si sarebbe potuto tradurre: Penso che fosse molto importante per Andrew Davies che Mr Darcy avesse enormi impulsi sessuali.)
BJ: (Gasp)
CF: E, uhm...
BJ: Penso che la sua interpretazione sia riuscita benissimo. Lo penso sul serio.
CF: Grazie. A un certo punto Andrew lo ha anche scritto tra le note di regia: "Immagina che Darcy abbia un'erezione".
(Enorme fracasso)
BJ: In quale scena?
CF: Quando Elizabeth, attraversando la campagna, si imbatte in lui steso a terra, all'inizio della storia. (It's when Elizabeth's been walking across the country and bumps into him in the grounds in the early stages. In the grounds andava qui tradotto come il parco, i campi di Netherfield. Quella in cui Elizabeth, dopo aver attraversato la campagna, si imbatte in lui nel parco di Netherfield nelle prime scene)
BJ: La scena in cui è tutto infangato? (The bit where she's all muddy? La scena in cui è tutta infangata? Si parla di Elizabeth, non di Darcy!!! Il pronome personale è chiaramente FEMMINILE, non MASCHILE! Del resto si tratta di una scena famosa di Orgoglio e Pregiudizio!)
CF: E arruffato. (a) Idem come sopra.
BJ: E sudato? (a) di nuovo
CF: Esatto.
BJ: È stata difficile da interpretare?
CF: Intende l'erezione?
BJ: (Con un tìmido sussurro) Sì.
CF: Be', Andrew ha anche scritto di non dichiararmi a Elizabeth e di concentrarci su quello, perciò alla fine non è stata necessaria. (DICHIARARMI? Andrew also wrote that I don't propose that we should focus on it, and, therefore, no acting required in that department at least. Sarebbe dovuto essere: Andrew mi ha inoltre scritto di lasciar perdere e di non concentrarci su questa questione, quindi alla fine non è stato necessario nessun provvedimento a riguardo.)

Speriamo che la nostra chiacchierata sia stata gradevole per voi come lo è stata per noi. Siamo felicissime di aver letto i due Diari di Bridget Jones con il Gruppo di Lettura, soprattutto perché ci hanno consentito di condividere questa divertentissima esperienza con voi.
Nonostante tutte le obiezioni riteniamo che anche questo secondo diario sia molto divertente (sebbene talvolta appaia anacronistico e la traduzione italiana non aiuti a coglierne tutte le sfumature), inoltre i riferimenti a Persuasion sono ben amalgamati e riletti in chiave moderna e Bridget si conferma modello archetipico della trentenne dei nostri tempi.

Speriamo che continuiate a seguirci nei nostri prossimi Gruppi di Lettura e che risultino altrettanto divertenti
Grazie a tutti, 
Le Lizzies
 Link Utili:                                                                                            

martedì 20 marzo 2012

Recensione di "Che pasticcio, Bridget Jones": un'altra chiacchierata tra Lizzies | Prima Parte

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,
anche se in ritardo, iniziamo oggi a chiacchierare sulle nostre impressioni di lettura relative a Che Pasticcio, Bridget Jones!, lo spin-off di Persuasione che è stato il nostro secondo Gruppo di Lettura di questo 2012. Le nostre idee convergono su molti punti, ma sono discordi su altri.
Come al solito seguite i diversi colori e font per scoprire se a parlare è LizzyS, LizzyGee o LizzyP.
E voi? Aggiungete la vostra opinione, che aspettate?!
LizzyS: Film batte libro, 5 a 3 (traduttrice: n.c.)
LizzyGee: Sparate sulla traduttrice! (5 Austenstars per il libro e il film - 2 scarse per la traduzione!)
Titolo di LizzyP: Brava Bridget, ma meglio Renée! (3 Austenstars per il libro - 5 per il film!)
Comincerò dalla fine, dall'impressione generale che mi ha fatto questo libro o meglio, la sua protagonista.
La invidio cocentemente. Perché può permettersi di essere un'ultratrentenne col cervello di un'adolescente scombinata, superficiale sul lavoro come in qualunque altro ambito, vero monumento all'immaturità compulsiva, e alla fine le vanno tutte bene.
Trova persino un Darcy che si innamora sinceramente di lei. (Ma come ci sarà riuscita? Il libro non lo spiega affatto, semplicemente le capita, come tutto il resto!) Io direi anche un Wentworth, visto che questo libro è uno spin-off di Persuasion, anzi, direi che Mark si dovrebbe proprio chiamare Wentworth in questo secondo Diario, se non fosse che è lo stesso personaggio del primo, quindi già si chiamava Darcy! E questo Mark Wentworth mi piace di gran lunga di più del Mark Darcy del primo libro e anche di quello del film (sia del primo che del secondo), che continua a essere piuttosto arrogante!
Mi associo all'apprezzamento di LizzyGee nell'evidente miglioramento di Mark/Darcy in Mark/Wentworth, decisamente più propositivo ed attivo in questo secondo diario, c'era proprio bisogno di un po' di palese virilità, ammettiamolo! Invece, ho trovato deludente Bridget, speravo di vederla più matura, meno sesso/bilancia-dipendente e, ovviamente, più decisa e possibilista nella sua iniziale situazione di coppia, insomma, ha ottenuto il suo principe azzurro, avrebbe dovuto cambiare un tantino il suo punto di vista sulla realtà, non credete? Invece, che ne fa della sua recente vittoria sul destino? Affoga in un bicchier d'acqua alla prima incomprensione! Lo so, lo so! Doveva accadere, altrimenti sarebbe saltato il parallelo con Persuasione... ma, a mio modesto avviso, l'incomprensione che interrompe il tutto è un po' troppo superficiale, non dovrei stupirmi neanche di questo, in fondo, non si tratta di trame che toccano le profondità dell'animo umano, come per gli originali cui fanno da spin off!
Ed è forse qui la debolezza di questi due libri: sono palesemente irreali. E non ditemi che sono surreali perché trovo che i libri siano più superficiali dei film. Perbacco, questa è una di quelle rare volte in cui preferisco l'adattamento cinematografico al libro da cui è tratto! Concordo con LizzyS, da questo punto di vista. No, su questo non sono d'accordo con voi: è vero che Bridget ha un mare di difetti, che è irreale, che non è all'altezza del compito di cui è stata investita (di essere una Elizabeth Bennet o una Anne Elliot, o comunque un'eroina degna di questo nome, che sia paladina di tutte le single trentenni degli anni '90), tuttavia trovo che tutte e quattro le storie (i due film e i due libri) siano delle favolose storie d'amore e di costume degli anni '90 e che siano 4 storie assolutamente distinte! Certo, è facile riscrivere una storia d'amore sulla base di una collaudata già da un Bicentenario come Pride and Prejudice o Persuasion, ma la Fielding è riuscita comunque a creare qualcosa di enorme, se dai suoi romanzi - e soprattutto dai film da essi tratti - è nato un boom di proporzioni planetarie, che alla fine si è distaccato dalla costola Jane Austen (ancora oggi c'è tantissima gente che non si rende conto che i due Diari sono spin-off dei romanzi di Jane Austen!). Beh, non posso negare il successo che hanno sortito questi due diari, forse quelli erano gli anni giusti per un prodotto del genere, resto, però, ferma su un punto, le versioni cinematografiche hanno (a mio parere) il merito esclusivo di vedere protagonisti tre attori d'eccezione, perfetti interpreti dei propri personaggi, che hanno reso fluido ciò che nei diari è frammentario, il pensiero di Bridget e il corso degli eventi, oltre ad aggiungere quel ritmo necessario all'humor che fa di una storia comune una commedia brillante. 
La BJ dello schermo mi appare più coerente con la realtà. Ed è per questo che ci fa tanto ridere e ci dà speranza e carica. E' molto più simile a noi donne adulte fagocitate dalla vita quotidiana e dai sobbalzi della nostra anima. Su questo siamo assolutamente d'accordo: è vero che la Bridget dello schermo sembra più reale da quella del libro. Forse però ciò dipende ancora una volta, dalla 'formula Diario'. Quante stupidaggini appuntiamo sul diario? Pensieri intimi spesso meschini, oppure riflessioni gratificanti per un particolare stato d'animo, che ci fanno sentire delle complete idiote se riletti a distanza di uno/due anni? Concordo con le tue perplessità, Gee, un diario è forse ancora più frammetario e disarticolato di uno scambio epistolare, però, anche nei film è Bridget la voce narrante, è lei che lega (in modo assai migliore) gli episodi, impedendo allo spettatore di perdersi nei meandri dei suoi pensieri e cambi d'umore. Inoltre, il diario è la testimonianza più diretta del carattere del suo proprietario, dunque, secondo quanto ha già detto LizzyS, ne risulta che la Bridget dei libri è molto meno rassicurante di quella dello schermo, troppo disorganizzata, facile ai cambi d'opinione, poco riflessiva, insomma, un'immatura alla quale non ci sentiamo, né aspiriamo di assomigliare! Beh, ma i cambi di opinione fanno parte dell'animo umano! E guai a rimanere saldi su una presa di posizione, rischieremmo di trasformarci in Lady Catherine de Bourgh!
Ho fatto molte risate a pagina aperta, non lo nego, ma le situazioni paradossali che vengono raccontate non hanno la brillantezza necessaria a sostenerle e alla lunga diventano pesanti, addirittura noiose. Il gioco dell'assurdo affidato al personaggio di Pam, la madre, nel primo libro è esilarante ma in questo è fine a se stesso e sulla distanza è stancante. Sì, Wellington in questo romanzo non è all'altezza di Julio nel primo, anche perché sembra che si scada nello stesso cliché, sebbene sia lui a ispirare Pam e Mrs Darcy - in quanto 'anziani' della comunità - nel tentativo di sistemare le cose fra Mark e Bridget. Vero, le storie secondarie, assieme ai personaggi che li vedono protagonisti, sono meno incisive, mi è mancata molto Pam!
Ho un dubbio: se uscissero oggi questi libri, avrebbero lo stesso successo? Credo di no. Gli anni in cui sono usciti erano segnati da un tipo di donna opposta, mascolinamente votata alla carriera e al successo a tutti i costi, e riconosco il merito di Bridget di essere stata un elemento di rottura, di espressione di un'esigenza che scorreva sotterranea nella società - e che poi, in letteratura, ha dato vita alla chick-lit di cui questi 2 libri possono essere considerati i capolavori.
Ma letti oggi, perdono un po' del loro smalto, non trovate?...
Naturalmente LizzyS! Ma sono lo specchio della società degli anni '90, è logico che oggi siano superati. Oggi un'eroina trentenne sarebbe ben diversa da Bridget: sono passati vent'anni e sono cambiate un bel po' di cose...
Sarebbe interessante conoscere, a tal proposito, com'è vista la Bridget Jones degli anni '90 dalle generazioni successive... Ed immaginare la nostra eroina protagonista della stessa storia vent'anni dopo, probabilmente sarebbe una single di 40anni, alle prese con la ricerca di un posto di lavoro inesistente, per cui non ha più un'età vantaggiosa (vedi criteri di scelta under 26 pro-sgravi fiscali), la presenza (è necessario essere belle, snelle e dire sempre sì) e le energie per sopportarne i ritmi, forse, non avrebbe neanche tempo di divagare sul possibile futuro col primo, il secondo, il terzo, ecc. uomo che incontra nell'arco di un giorno!  
Facciamo ora qualche riflessione positiva.
Dopo questa rinfrescata, ci vuole! Sì!
Divertente e molto sottile l'ironia sui manuali di auto-aiuto: unica fonte di conoscenza per BJ (e si vede che danni combina!), non è un caso che Darcy tenti di buttarglieli via - o almeno così sembra... Anche in questo caso ci troviamo davanti a un fenomeno del costume degli anni '90. Probabilmente la Fielding era divertita da queste pubblicazioni (o magari era anche lei una maniaca come Bridget e i suoi amici!), i cui nomi fanno pensare che siano inventati, tanto sono ridicoli, invece si tratta di libri pubblicati! Basta provare a cercare il nome di John Gray, l'autore di Men Are from Mars, Women Are from Venus per realizzare che conta al suo attivo ben 17 pubblicazioni di questo genere! LoL! Difatti, quando Bridget trova il (ahimé, sbagliato!) biglietto di Mark, legge la poesia come se fosse un manuale, finisce per impararla a memoria nel tentativo di comprenderne il significato che, è convinta, lui ha voluto intendere citandola.
Molto azzeccati e piacevoli i riferimenti a Persuasion e il loro adattamento alla storia di BJ.
Bridget ha lasciato (o si è fatta lasciare?) perché convinta dai suoi amici (e dai manuali di auto-aiuto), proprio come Anne Elliot.
Anche l'atteggiamento di questi amici ricorda quello di chi circonda Anne: Shaz e Jude, più che Tom, le danno ordini più che consigli, tra l'altro predicando benissimo e razzolando all'opposto (inneggiano alla singlitudine ma  poi sono fidanzatissime). Esattamente, gli amici sono al pari dei manuali, degli elargitori di frasi fatte e consigli infallibili, per fortuna, saranno le loro azioni, ovvero i fatti, ad essere d'aiuto a Bridget e a conferire valore al rapporto d'amicizia. Tom in questo romanzo ha brillato per la sua assenza... (Mi è mancato anche lui!) mentre Magda, l'amica sposata e con figli riveste il ruolo di Mary Elliot Musgrove, con tutte le sue lamentele sulla vita da sposata, sui figli, la sua invidia nei confronti delle amiche single, quindi più libere... Inoltre l'atteggiamento di Bridget verso i suoi amici scimmiotta quello di Anne Elliot, sempre disponibile verso tutti. Tanto altruista da esser invisibile a loro, proprio nel momento del bisogno!
Ed i personaggi di Giles Benwick (vi dice niente questo cognome?) e soprattutto Rebecca sono una perfetta trasposizione moderna di quelli di Persuasion (Rebecca, da perfetta Louisa Musgrove, è persino protagonista di un incidente funzionale alla storia).
Ancora una volta il ruolo dell'antagonista - Mr Elliot - è interpretato da Daniel Cleaver. Però è un ruolo minimo, sebbene al cinema - dovendo essere interpretato da Hugh Grant - sia stato notevolmente ampliato. (Non ne faremo un dispiacere!)
Mr e Mrs Darcy sono l'equivalente dell'Ammiraglio e di Sophia Croft: anche quando Mark fa riferimento a loro e ai loro viaggi in macchina sembra di sentire il Capitano Wentworh che parla della sorella e del cognato che si ribaltava col calesse.
Alcune scene sono riprodotte sul modello di quelle di Persuasione: la prima cena dopo la separazione separazione a cui Bridget/Anne non partecipa, ma che viene presenziata da Mary/Magda (che racconta a Bridget tutto tranne ciò che vorrebbe davvero sapere), il bambino che si aggrappa alla schiena di Bridget alla festa di compleanno (salvata a sorpresa da Mark/Wentworth) [scena deliziosa!], la conversazione fra Mark e Rebecca ascoltata da dietro ai cespugli, in tutto e per tutto simile a quella che Anne ascolta in Persuasione.
Ma soprattutto, sono toccanti e ben riusciti i momenti in cui Mark parla a Bridget indirettamente, a proposito della pessima influenza degli amici, dei manuali di auto-aiuto, e dell'amore senza fine anche se tutto è finito, come se assumesse su di sé anche il ruolo di Anne Elliot... No, io lo trovo sempre il Capitano Wentworth, solo che la Fielding ci fa leggere meglio dentro di lui, più di quanto non abbia fatto Jane Austen. È un po' come se fosse lo spin-off sia di Persuasione che di Captain Wentworth's Diary! Ho trovato letteralmente "adorabile" Mark in questi tentativi di riconciliazione! Mi sono chiesta più volte come potesse essere così cieca Bridget, di fronte a certi episodi, ma la trama doveva procedere così, vero? Spunta persino un simulacro della lettera del Cap. Wentworth, un foglio che Mark riesce a consegnare a Bridget furtivamente, proprio come in Persuasion, e che rispunterà in un momento cruciale. Ma in pieno stile Bridget Jones si rivelerà un intoppo! Ah ah! Se non altro, leggerà qualcosa dal contenuto più aulico di un manuale di auto-aiuto!

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sabato 25 febbraio 2012

GdL "Che pasticcio, Bridget Jones!" | Terza Tappa

Carissimi lettori,
Inizia oggi la terza e ultima tappa del Gruppo di Lettura tutto Italiano di Old Friends & New Fancies: Che pasticcio Bridget Jones (Bridget Jones: The Edge of Reason) di Helen Fielding. Abbiamo già più volte ripetuto che si tratta dello spin-off di Persuasione, con alcuni elementi di Orgoglio e Pregiudizio:  nella Prima Tappa e nella Seconda Tappa abbiamo trovato alcuni paralleli fra i due romanzi. Siamo ora curiosissimi di sapere se la storia si concluderà come è avvenuto nel film, o, a sorpresa, avrà un altro finale, magari più vicino a quello dell'ultimo dei romanzi di Jane Austen.
In questa seconda tappa abbiamo trovato parecchie affinità, ma anche parecchie discrepanze, sia con il film che con Persuasione. Infatti la prima parte della tappa riguardava quel periodo di tempo in cui i nostri eroi ed eroine restano separati, e conducono una vita diversa. Bridget si è addirittura trasformata in giornalista ed è andata ad intervistare l'altro Mr Darcy, Colin Firth, l'attore protagonista della serie televisiva Pride and Prejudice del 1995 (che ha dato il via a tutta la storia del Diario di Bridget Jones!), con dubbi risultati...

martedì 21 febbraio 2012

Recensione di "Il Diario di Bridget Jones": una chiacchierata tra le Lizzies

Carissimi amici,

Questo Gruppo di Lettura è stato molto vivace e partecipato: le vicende raccontate da Helen Fielding hanno suscitato uno scambio intenso di commenti e riflessioni.
Per celebrare degnamente questa condivisione, abbiamo pensato che mai come in questo caso è opportuna una recensione che, più che un racconto a senso unico della nostra esperienza di lettura, sia soprattutto l'espressione di questa condivisione così appassionata.
Ecco una recensione concepita come una chiacchierata tra noi Lizzies.
N.B.! Come già accaduto in passato, cercheremo di farvi comprendere i nostri pareri utilizzando i nostri colori e caratteri simbolo: verde per LizzyGee, blu per LizzyP e viola per LizzyS.
E poiché questa è una recensione in forma di conversazione, anche in questo caso le vostre considerazioni finali su questo libro saranno un'ottima integrazione di questa nostra chiacchierata.

Venite con noi, dunque, e accomodatevi sul nostro sofà...

sabato 18 febbraio 2012

GdL "Che pasticcio, Bridget Jones!" | Seconda Tappa

Mark e Bridget sulle nevi della Svizzera
(anche se la tuta da sci di Bridget - prestito di Jude -
dovrebbe essere nera, stando a quanto dice il libro)
Carissimi lettori,
Cominciamo oggi la seconda tappa del Gruppo di Lettura tutto Italiano di Old Friends & New Fancies: Che pasticcio Bridget Jones (Bridget Jones: The Edge of Reason) di Helen Fielding. Abbiamo già più volte ripetuto che si tratta dello spin-off di Persuasione, con alcuni elementi di Orgoglio e Pregiudizio, ma nella Prima Tappa i paralleli che abbiamo trovato con l'ultimo dei romanzi di Jane Austen sono molto pochi. Perché? Naturalmente perché Jane Austen in Persuasione ci fa vedere Anne quando la sua storia d'amore con il Capitano Wentworth si è conclusa già da otto anni. Invece The Edge of Reason inizia con Bridget/Anne e Mark/Frederick più uniti che mai... mettendoci davanti a quella parte di Persuasione che avremmo voluto conoscere, ma che purtroppo la nostra cara zia ci ha concesso solo di immaginare (per chi volesse leggere un'interpretazione di questa parte della storia, vi consigliamo Captain Wentworth's Diary di Amanda Grange).
Il reportage sulla caccia alla volpe, che è narrato nel libro, è una delle scene tagliate del film.
Le prime scene del libro sono state fedelmente riprodotte nel film, anche se alcuni personaggi non coincidono e alcuni non compaiono affatto nella versione cinematografica. D'altronde alcune scene del film non si trovano nel libro. Ci troviamo ancora una volta di fronte ad una doppia versione della storia... come se esistessero altri due Diari di Bridget Jones ancora da trasporre. E proprio questo è uno dei pregi di questi libri e costituisce il divertimento di leggerli insieme in Gruppo di Lettura.

sabato 11 febbraio 2012

GdL "Che pasticcio, Bridget Jones!" | Prima Tappa

Carissimi lettori,
Diamo oggi il via al nuovo Gruppo di Lettura tutto italiano di Old Friends & New Fancies, il secondo per questo 2012: Che pasticcio Bridget Jones (Bridget Jones: The Edge of Reason) di Helen Fielding. Abbiamo già più volte ripetuto che si tratta dello spin-off di Persuasione, con alcuni elementi di Orgoglio e Pregiudizio (non ultimo la presenza di un Mr Darcy nelle vesti del protagonista maschile; che poi il suo nome di battesimo sia Mark e non Fitzwilliam, poco conta!).

Ancora una volta i nostri obiettivi sono: 
  • Trovare tutti i punti di contatto fra Che Pasticcio Bridget Jones e Persuasione (e anche, eventualmente, con  Orgoglio e Pregiudizio );
  • Trovare le discrepanze fra libro e film (e cercare di portare alla luce tutte le curiosità ad essi relative);
  • Confrontare la versione Italiana e quella Inglese del romanzo.
  • Divertirci come matti a commentare e a confrontare i vari commenti.


Trama: Il libro è il proseguimento de "Il diario di Bridget Jones", resoconto spassionato di una single trentenne in carriera. Bridget ritorna, fidanzata niente di meno che con Mark Darcy, l'uomo dei suoi sogni. E' innamorata pazza e soprattutto magra. Che sia la volta buona? Bridget però non fa in tempo a considerarsi appartenente a quella categoria da sempre invidiata delle ex single che si scontra con la dura realtà: anche l'amore con la A maiuscola è pieno di incognite e incomprensioni e la convivenza logora persino le relazioni più romantiche... soprattutto quando scopri che l'uomo dei tuoi sogni non sa neppure riempire la lavastoviglie (o forse non ne ha voglia).

                               CALENDARIO                               
☞ 1° Tappa 
dall'11 al 17 Febbraio 2012
capitoli 1-4


2° Tappa 
dal 18 al 24 Febbraio 2012
capitoli 5-10


3° Tappa
dal 25 Febbraio al 2 Marzo 2012
capitoli 11-15
                                                                                                                     
Se non vi siete ancora iscritti, cosa aspettate? Correte a procurarvi il libro e leggetelo assieme a noi.
Potrete trovare QUI il bellissimo SEGNALIBRO realizzato dalla meravigliosa Miss Claire/LizzyP

Le Lizzies vi augurano Buona Lettura!!!

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