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giovedì 24 ottobre 2013

Una chiacchierata su Bridget Jones: Un amore di ragazzo di Helen Fielding

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

parliamo oggi di un romanzo di cui abbiamo atteso l'uscita per anni ma che, alla fine, ci ha lasciato l'amaro in bocca come fanno tutti i sequel che non prevedono l'Happily Ever After.
Naturalmente parliamo di Bridget Jones. Un amore di ragazzo, il terzo romanzo della serie di BJ, che la Fielding ha pubblicato a oltre quindici anni di distanza dai primi due.
Chiunque non abbia ancora sentito parlare della terribile novità e non voglia conoscere le anticipazioni sulla trama può tornare qui su OF&NF dopo aver letto il libro, perché questa chiacchierata prevede molti 
SPOILER!


Questo romanzo ha lasciato i fan disperati nell'apprendere dell'eliminazione del nostro personaggio preferito, Mark Darcy.
E allora, a che pro leggere Bridget Jones 3?
A differenza dei due precedenti, Un amore di ragazzo non richiama nessuno dei romanzi austeniani, e già questo è un punto a suo svantaggio.


Comprendiamo però quali possano essere state le motivazioni della Fielding per compiere un simile delitto. Come abbiamo più volte ripetuto, Bridget Jones nasce sulle pagine dell'Indipendent e del Daily Telegraph, con una colonna dedicata al costume degli anni '90 che racconta le avventure di una donna media di età fra i trenta e i quarant'anni, che affronta le novità, le mode del momento e le modalità di corteggiamento/appuntamento secondo le tendenze del suo tempo. Bridget è ossessionata dai manuali di auto-aiuto, che le indicano la giusta via da seguire nei suoi rapporti con l'altro sesso.


Ora sono passati più di quindici anni e la società ha subito delle trasformazioni, non ultime le dipendenze dai social network.
Come avrebbe potuto la Fielding far passare Bridget per la trafila di twitter, facebook e i siti di incontri online se fosse esistito ancora un Mark Darcy? Come farle vivere un'esperienza da panterona, con un ragazzo più giovane follemente innamorato di lei, senza che la considerassimo una fedifraga e ci disamorassimo del suo personaggio?
Sicuramente il divorzio era fuori questione. D'accordo, dovevamo vedere Bridget in relazioni con altri uomini, ma l'amore eterno fra lei e Mark non si poteva toccare. E allora l'unica alternativa era la vedovanza.


Crudele? Sì, certo, ma ben ci sta. Abbiamo voluto BJ3 a tutti i costi? Volevamo vedere ancora Bridget l'imbranata, l'insicura, la casinista? Se ci fosse stato ancora Mark Darcy a renderla fiduciosa in se stessa, a farla sentire amata e felice, la storia sarebbe stata di una noia mortale. E sì, si era parlato di farle avere dei problemi ad avere dei figli, ma la Fielding ha atteso così tanto che ormai una Bridget cinquantenne si sarebbe dovuta rassegnare a non poterne avere più. Meno male, allora, che Mark le abbia lasciato almeno questa consolazione, i piccoli Billy (avete notato come il figlio maggiore si chiami William Darcy?) e Mabel.


Eccoci dunque serviti: così impariamo a chiedere il sequel a una storia perfetta. I fan devono comprendere che le alternative sono due: o la noia mortale dei due piccioncini che tubano senza andare da nessuna parte, o lo stravolgimento del loro mondo con grande sofferenza per tutti.
Forse l'alternativa migliore sarebbe stata che la Fielding scrivesse uno spin-off, sviluppando un personaggio femminile secondario ― Jude, per esempio ― facendole vivere l'esperienza di panterona e così via. Purtroppo, però, Jude non è mai stata Bridget, e la Fielding non si trova probabilmente a suo agio nei suoi panni.
E allora perché non creare un personaggio nuovo di zecca? Tanto, come non ci stanchiamo mai di ricordare, tutte le donne sono in fondo un po' Bridget Jones.
Ma no, i fan volevano Bridget Jones 3 e la Fielding ha scritto proprio Bridget Jones 3! Non ci possiamo lamentare.


Il romanzo segue esattamente lo stesso schema dei due precedenti, tanto che si capisce perfettamente come andrà a finire e Bridget incontrerà un nuovo Mark Darcy, solo che avrà un nome diverso. 
Anche l'esperienza con ragazzi più giovani di lei, se ricordate, era stata affrontata in entrambi i precedenti libri, sebbene non fosse così centrale nella trama.
Ritroveremo molti dei personaggi dei capitoli precedenti, primo fra tutti Daniel Cleaver, che non si smentisce mai (possiamo pensare a lui esattamente come l'avevamo lasciato alla fine del primo film, mentre cambia continuamente partner, senza neanche darsi pena di ricordare il suo nome).


Unica consolazione alla morte di Mark Darcy sono i ringraziamenti finali, in cui compare, fra gli altri nomi, quello di Colin Firth che, evidentemente, non si è risentito del fatto che il suo personaggio sia stato tolto di mezzo in maniera così brutale e ha compreso (forse) perché la Fielding lo abbia fatto fuori, esattamente come lo comprendiamo noi, senza tuttavia accettarlo (!!!)


Riguardo a una trasposizione cinematografica di questo libro, crediamo che questo sia un enorme punto interrogativo. Tenendo presente che anche per il primo e il secondo romanzo la corrispondenza fra libro e film è molto ma molto blanda, ci potrebbe stare. Anzi, con una buona sceneggiatura, persino Mark Darcy potrebbe avere un ruolo importante all'interno di Un amore di ragazzo.

Ma Bridget Jones 4? No, grazie!



SCHEDA LIBRO
Autore: Helen Fielding
Titolo: Bridget Jones. Un amore di ragazzo
Titolo originale: Bridget Jones: Mad about the Boy
Traduzione di A. Di Meo
Casa editrice: Rizzoli
pagine: 468
Prezzo: € 19,00 hardcover; € 9,99 e-book
Data pubblicazione: 10 ottobre 2013
Sinossi: CHE COSA FAI se la festa per i sessant’anni della tua migliore amica e il trentesimo compleanno del tuo ragazzo cadono lo stesso giorno? È GIUSTO mentire sull’età quando sei a caccia di appuntamenti on-line? È MORALMENTE ACCETTABILE farsi fare la piega quando entrambi i tuoi figli hanno i pidocchi? MA IL DALAI LAMA twitta personalmente o delega tutto al suo assistente? LA TECNOLOGIA È ORMAI diventata il quinto elemento? O ti stai confondendo col legno? FARE SESSO CON UNO dopo sei settimane di sms è l’equivalente moderno di sposarsi dopo due incontri e sei mesi di corrispondenza all’epoca di Jane Austen? Con in testa questi ed altri, perfino più gravi dilemmi, Bridget Jones inciampa tra un ostacolo e l’altro della sua nuova vita da mamma single. E intanto twitta, messaggia e butta giù elenchi di cose da fare per risvegliare la sua sessualità assopita, a dispetto di quella che alcuni, con espressione odiosa e sorpassata, si ostinano a chiamare mezza età. Il ritorno dell’eroina più vera in un romanzo tenero, saggio, toccante. E maledettamente divertente.



8 commenti:

  1. Ho letto il primo Bridget Jones unicamente in ragione delle "assonanze" con P&P.
    L'ho trovato divertente, romantico, ho amato Marc Darcy come nessun altro uomo della letteratura contemporanea (l'originale Darcy è fuori dai giochi, naturalmente!).
    Ho divorato il secondo libro, attendendo il tanto sospirato "happy ending". Avevo trovato la fine perfetta, non avrei mai voluto un terzo diario. Non ho mai creduto nei sequel " a tutti i costi".
    Pertanto, ho deciso.
    Per quanto mi riguarda, "Bridget Jones: un amore di ragazzo" non è mai uscito".
    Marc Darcy non è morto.
    La mia inguaribilmente romantica anima non riuscirebbe ad accettarlo.
    Helen Fielding ha rilasciato un intervista in cui ha spiegato di aver fatto morire "Darcy perchè non sempre nella vita tutto finisce bene". Però quando leggo certi romanzi, mi aspetto che sia così.
    Quindi, per consolarmi, rileggerò il primo Bridget Jones.

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    Risposte
    1. Brava Chiara! Io ho dovuto leggerlo per 'dovere', ma me lo sarei volentieri risparmiato! :)

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    2. D'altronde il tuo è un duro lavoro... ma qualcuno deve pur farlo!:)

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    3. Io non lo leggerò... mi fa piacere comunque, leggendo qua e là, vedere che non sia solo un sequel fatto tanto per accumulare qualcosina per la pensione... i giudizi sono abbastanza positivi, e forse la Fielding voleva effettivamente dare speranza "a chi rimane". Per quel che mi riguarda, credo che un amore come quello per Mark Darcy non possa essere replicato così semplicemente... in questo modo, a mio avviso, si banalizza sia il primo amore che il secondo. Di nuovo, parlo senza averlo letto, eh! Ma leggere questo libro, proprio, no.

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    4. Bah... Credo che invece il suo scopo sia stato davvero quello, Nina.
      Fra l'altro ho omesso di parlare di alcuni elementi della trama. Per esempio la faccenda dei pidocchi, che era talmente noiosa da non far neanche venir voglia di darsi una grattatina fuggevole!
      Non esistono più i pidocchi di una volta!

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    5. Bah... Credo che invece il suo scopo sia stato davvero quello, Nina

      Mi togli un peso dal cuore... mi sentivo in colpa a parlarne male senza averlo letto, ora invece potrò continuare senza remore :) È una ben piccola soddisfazione contro il RIP di M(a)r(k) Darcy, ma meglio di niente... ;)

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  2. Condivido tutto, anche la delusione, come del resto avevamo già avuto occasione di dirci. Posso citare la mia recensione?
    http://www.informazione.tv/index.php?action=index&p=305&art=46914#.UmlyfkpH7IU

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  3. Decisamente non sarA' fra le mie prossime letture e soprattutto speriamo che ci risparmino il film! ;)

    RispondiElimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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