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lunedì 6 gennaio 2014

"Searching for Captain Wentworth" di Jane Odiwe | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

dopo l'abbuffata di derivati di Orgoglio e pregiudizio durata per ben due anni (e che, senza dubbio, continuerà ancora a lungo, vista la prolificità del filone) e subito prima di calarci full-immersion in Mansfield Park, romanzo di cui in questo 2014 si festeggia il Bicentenario, abbiamo pensato di prenderci una piccola vacanza. 
Dal momento che io (LizzyGee) sono stata idealmente nella Bath di Jane Austen grazie ai capitoli da me tradotti di Jane Austen: i luoghi e gli amici di Constance Hill, mi sono tuffata in un romanzo che è ambientato lì (come anche a Lyme Regis) dal momento che è un derivato di Persuasione (che, fra parentesi, è il mio romanzo preferito, come probabilmente saprete). Il nome dell'autrice – Jane Odiwe  era una garanzia, e questo Seraching for Captain Wentworth non mi ha delusa, donandomi una lettura avvincente, con un romanzo che si svolge in parte ai giorni nostri e in parte nel 1802, dal momento che si tratta di un time travel, un genere relativamente nuovo fra le Austen Inspired Novels.



SCHEDA LIBRO

Autore: Jane Odiwe
Titolo: Searching for Captain Wentworth (Alla ricerca del Capitano Wentworth)
Editore: Paintbox Publishing
Pagine: 320
Data Pubblicazione: 7 settembre 2012
Descrizione: Quando l'aspirante scrittrice Sophie Elliot riceve le chiavi della casa di famiglia a Bath, non riesce proprio a rifiutare l'invito, in particolar modo quando scopre che abiterà nella casa accanto a quella in cui visse Jane Austen. Nello scoprire che un antico guanto di proprietà del suo misterioso vicino, Josh Stafford, la potrà trasportare nella Bath dell'epoca Regency, comincia a dubitare della propria sanità mentale. Sophie, però, viene subito catturata da entrambe le dimensioni temporali, in cui la realtà sembra essere parimenti concreta. Combattuta tra la sua vita nella realtà del XXI secolo e quella della sua antenata, amica di Jane Austen e del suo affascinante fratello Charles, la storia di Sophie attraversa due secoli avanti e indietro nel tempo, per unirla al suo Capitano Wentworth. Anche la ricerca della felicità di Jane Austen medesima si intreccia alla storia di Sophie, con una miscela di fatti reali e di fantasia, creando un mondo verosimile di nuove possibilità come ispirazione dell'amato romanzo Persuasione.

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mercoledì 30 ottobre 2013

Jane e il prigioniero di Wool House (Le indagini di Jane Austen #6) di Stephanie Barron | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Parliamo oggi del sesto caso che vede Jane Austen nei panni di investigatrice. 
Jane e il prigioniero di Wool House è il sesto 'diario' ritrovato da Francine Mathews, meglio nota col nome di Stephanie Barron, ex-agente della CIA, ricercatrice storica d'eccezione e presunta curatrice di questa anomala biografia di Jane Austen, che vede la scrittrice imbattersi in delitti ovunque si rechi. (Ovviamente si tratta solo di un espediente letterario!)
Questa volta ci troviamo a Southampton, e Jane è ospite del fratello Frank, capitano della Royal Navy di Sua Maestà, nel pieno delle Guerre Napoleoniche.


SCHEDA LIBRO
Autore: Stephanie Barron
Titolo: Jane e il prigioniero di Wool House
Titolo Originale: Jane and the prisoner of Wool House
Traduzione di Alessandro Zabini
Casa Editrice: TEA
Pagine: 320
Prezzo: € 12,00 brossura; € 8,99 e-book
Data Pubblicazione: 28 aprile 2011
Descrizione: Southampton, 1807. Questa volta la curiosità di Jane per i casi intricati è risvegliata da suo fratello Frank che chiede il suo aiuto per salvare la vita all'amico e collega della Marina, il capitano Tom Seagrave, condannato a morte per un omicidio che non avrebbe commesso. Frank è il solo a credere all'amico e ha bisogno del fiuto di sua sorella per portare a galla la verità. Per i due investigatori inizia un viaggio attraverso i segreti della famiglia Seagrave che li porterà fino alle celle della prigione di Wool House, dove uno dei detenuti potrebbe essere il testimone chiave per risolvere il caso. Ma più Jane si avvicinerà alla verità, più si stringerà la rete che l'assassino le sta tessendo intorno e, quando Jane se ne renderà conto, sarà troppo tardi per tornare indietro, e far luce sull'omicidio sarà il solo modo per salvarsi la vita.

martedì 30 luglio 2013

Quiz-zies! Gioca con noi con "Attori e Trasposizioni Austeniane"

"È una verità universalmente riconosciuta...che una vera Janeite sia sempre informata sulla propria materia!"

Quale miglior training di un quiz?

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

è da tantissimo tempo che non mettiamo alla prova le vostre abilità con uno dei nostri famosi Quiz-zies e confessiamo che ci mancava un po' questa divertente pratica.

Dal momento che Laeffe sta proponendo in questo periodo le traduzioni in italiano (finalmente!) di alcune delle più belle trasposizioni austeniane della BBC, vi invitiamo a testare le vostre conoscenze su alcuni degli adattamenti televisivi e cinematografici più famosi con un simpatico Quiz.


lunedì 14 maggio 2012

Recensione "La vita secondo Jane Austen" di William Deresiewicz

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

iniziamo con questa recensione la nostra collaborazione con TEA, la casa editrice attenta ai gusti e alle esigenze degli appassionati di Jane Austen come noi. Non solo TEA ha tradotto e pubblicato alcuni degli autori più importanti di Austen Inspired Novels, come Stephanie Barron, Pamela Aidan e Carrie Bebris, per citare solo alcuni nomi; adesso si è spinta oltre, con questo libro, che intreccia all’autobiografia dell’autore un gradevolissimo saggio su Jane Austen e i suoi sei romanzi canonici. 
Questo libro era già nei programmi di lettura di noi Lizzies, che lo avevamo acquistato in versione originale poco dopo la sua uscita, nell’aprile 2011. Quando abbiamo saputo che TEA lo avrebbe tradotto in italiano, ne siamo state piacevolmente sorprese ed abbiamo atteso con ansia la sua pubblicazione.

«Tra tutti i libri dedicati alla vita e alle opere della Austen, questo spicca: è la prova di quanto i temi dei suoi romanzi siano sempre attuali e capaci di affascinare lettori di ogni epoca e di ogni età». The Library Journal

«Acuto e spiritoso, Deresiewicz conquista con il suo garbo... e con la sincerità con cui ammette i suoi iniziali pregiudizi maschili verso Jane Austen.» The New York Times Book Review
SCHEDA LIBRO
Autore: William Deresiewicz
Titolo: La vita secondo Jane Austen
Sottotitolo: Cosa ho imparato dai suoi romanzi sull’amore, l’amicizia e le cose davvero importanti
Titolo originale: A Jane Austen Education
Traduzione di Claudio Carcano
Casa Editrice: TEA
pagine 212
prezzo € 13,00
ISBN 978-88-502-2708-2
Data Pubblicazione: 26 aprile 2012
Sinossi: Quando William Deresiewicz, all’età di ventisette anni, scopre Jane Austen, è un giovane presuntuoso, sentimentalmente immaturo e persuaso che quei «romanzetti da femmine» non facciano di certo per lui. Pochi mesi dopo è un uomo trasformato: nelle pagine dei romanzi austeniani, infatti, scopre un mondo di verità e valori universali e impara a considerare la vita e i rapporti con le persone che lo circondano in chiave completamente diversa; impara a vivere intensamente e veramente. Emma gli insegna a «prestare attenzione alle piccole cose di ogni giorno»; grazie a Orgoglio e pregiudizio si accorge che, ebbene sì, «nessuno nasce perfetto»; L’abbazia di Northanger lo mette in guardia dal rischio di «dare per scontato ciò che si ha»; seguendo le peripezie dei protagonisti di Mansfield Park capisce che divertimento non è sinonimo di felicità; scopre il vero valore dell'amicizia leggendo Persuasione; e infine, accompagnato da Ragione e sentimento, impara che amare significa crescere insieme. Questa è la commovente storia di un uomo che scopre Jane Austen, se ne innamora perdutamente e, grazie a lei, incontra la donna della sua vita. Storia di un’educazione sentimentale; percorso di crescita e di scoperta di sé e degli altri, attraverso le pagine dei sei romanzi austeniani. 

giovedì 12 aprile 2012

Novità: il 19/04 esce "La vita secondo Jane Austen"

La notizia di oggi riguarda una bella novità per noi Janeite italiani che desideriamo vedere tradotte nella nostra lingua le opere dedicate alla nostra beniamina affinché siano più facilmente accessibili a tutti.
La casa editrice TEA prosegue lungo questa strada e il prossimo 19 aprile pubblicherà un altro libro "intorno a Jane Austen" da un punto di vista poco consueto in tempi moderni, quello maschile.
Si tratta di La vita secondo Jane Austen, di William Deresiewicz, del quale vi abbiamo già ampiamente parlato anche noi Lizzies qualche tempo fa (post dell'anteprima).

Non mancheremo di leggerlo e di parlarne. Siamo molto curiose! E voi?...

SCHEDA DEL LIBRO                                                                            
Autore: William Deresiewicz
Titolo: La vita secondo Jane Austen
(Titolo originale: A Jane Austen Education)
Traduzione di C. Carcano
Casa Editrice: TEA
pagine 212
prezzo € 13,00

mercoledì 21 marzo 2012

Recensione di "Che pasticcio, Bridget Jones": un'altra chiacchierata tra Lizzies | Seconda Parte

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,
concludiamo oggi la nostra chiacchierata/recensione di Che Pasticcio, Bridget Jones!, lo spin-off di Persuasione che è stato il nostro secondo Gruppo di Lettura di questo 2012. Potrete trovare QUI la prima parte della chiacchiere fra Lizzies.
Vi ricordiamo ancora una volta di seguire i diversi colori e font per scoprire se a parlare è LizzySLizzyGee LizzyP.

LizzyS: Film batte libro, 5 a 3 (traduttrice: n.c.)
LizzyGee: Sparate sulla traduttrice! (5 Austenstars per il libro e il film - 2 scarse per la traduzione!)
Titolo di LizzyP: Brava Bridget, ma meglio Renée! (3 Austenstars per il libro - 5 per il film!)
Riprendo la chiacchierata dicendo che secondo la mia opinione sono ben due i momenti memorabili, sotto ogni punto di vista, di questo secondo libro.
E sembrano perfettamente simmetrici nelle emozioni che esprimono.
Il primo è l'intervista a Colin Firth, genuinamente esilarante (anche se la traduzione italiana abbonda in volgarità che l'originale non possiede - no, assolutamente, nell'originale è palpabile l'imbarazzo di Colin a parlare di certe cose, mentre Bridget si ostina imperterrita a tornare sull'argomento! E la traduzione ha totalmente stravolto il testo, oltre a contenere grossolani errori... ), che da sola basterebbe a darci un quadro completo del personaggio BJ. Lo stesso Colin creato dalla Fielding sembra molto credibile! Ma l'intervista è vera!!! In realtà, Lizzies, questo ci rivela quanto della Fielding ci sia in Bridget! Infatti si narra che la Fielding abbia talmente tacchinato Colin Firth prima di conoscerlo, da arrivare a seguirlo nel bagno degli uomini proprio per richiedergli questa intervista! [Oh fly! Mi rammenta qualcun'altra... LoL!]
Fra l'altro bisogna ringraziarla per aver svelato sia con questa intervista che con quella tagliata dal film - per ovvi motivi, sebbene Colin abbia dichiarato che non gli sarebbe dispiaciuto se nel film il suo ruolo fosse stato interpretato da George Clooney - alcuni retroscena di Pride and Prejudice che non sono contenuti né in The Making of Pride and Prejudice-Documentario, né in The Making of Pride and Prejudice-Libro (che ho letto da poco e in cui è contenuta un'altra intervista - seria - a Colin Firth). George Clooney come Colin... mhmm... meglio un doppio ruolo, come Mark e nel ruolo di se stesso, Bridget (nel film, ovviamente) avrebbe potuto dire ad inizio intervista "... Sa che Lei mi rammenta qualcuno? ... No, non riesco a visualizzare chi... mi dispiace, ma sappia che esiste un suo sosia qua in giro..." (altro sguardo paziente ed imbarazzato assieme di Colin). Certo (LoL!!!), ma già Bridget era impegnata a dirgli che le ricordava Mr Darcy... 
L'altro è il momento in cui BJ va in prigione: nel dramma, il personaggio di BJ finalmente esce dal cliché adolescenziale e sfodera il carattere di una trentenne, pur conservando la propria leggerezza. Uno dei momenti in cui ho sperato di veder crescere Bridget, costretta a riflettere su se stessa e sulla gravità della situazione, ciononostante, l'autoanalisi non ha sortito il cambiamento che aspettavo.
Lo stesso carattere che emerge in un altro caso drammatico, quello della morte di Lady Diana Spencer, che diventa un motivo di riflessione molto profonda sugli schemi sociali e sulla condizione femminile moderna, in poche, calzanti parole (che, onestamente, valgono tutto il libro): Se una donna così bella e incantevole pèuò essere trattata come un cane da uomini stupidi e sentirsi sola e non amata, allora capisci che, se la stessa cosa capita anche a te, non è perché fai schifo. Continuava a reinventarsi e a risolvere i suoi problemi. Ce la metteva tutta, proprio come le donne moderne.  
Forse è proprio su questo evento che Bridget riflette maggiormente: la morte di Lady D è l'equivalente dell'assassinio di un ideale, di una donna esemplare in cui Bridget si rivede, un evento così improvviso, inaspettato, drammatico da destabilizzare anche l'animo più superficiale, concentrando l'attenzione sulle priorità della vita, sull'opportuno ridimensionamento delle aspettative, come delle futilità, rendendo impellente la necessità di semplificare le cose, scegliendo il miglior ritratto di se stessi... d'altronde, un evento come la morte di Lady D o come l'11 Settembre, sono storia che diviene parte della memoria comune, è naturale ed auspicabile l'effetto meditativo che generano sul comune spettatore.
È in virtù di questi sporadici momenti di vera sostanza che ho scelto di salvare il salvabile di questi libri ed assegnare tre Austenstars.
Ma resto convinta che siano un capolavoro di quella chick lit che non ho mai amato ma alla quale riconosco una sua dignità - e che i film siano migliori, forse, chissà, anche grazie alla mano fatata di Sua Maestà austeniana Sir Andrew Davies. Mi accodo alla tua opinione, sebbene, mi sia chiesta come sarebbe stato il mio stesso giudizio in merito ai Diari se li avessi letti prima e non dopo aver imparato a memoria e tanto amato i film... chissà.
Io invece ho assegnato 5 Austenstars a entrambi i libri, per il divertimento che mi regalano ogni volta che li leggo. Un po' meno le traduzioni, che mi fanno davvero imbestialire. Tre Austenstars alla traduzione del primo Diario, ma a questo non ne metterei neanche 2!!!
Per le dolenti note della traduzione... 
Questo argomento è dolente non solo perché non ci piace criticare un qualsivoglia traduttore: il suo è un lavoro delicato e complesso, che deve tener presenti fin troppe cose, rischiando, logicamente, che alcune di esse gli sfuggano di mano, ma anche per una questione di riservatezza riguardo agli argomenti trattati. Infatti in questo libro che già ha numerosi argomenti triviali rivela gli errori più grossolani di traduzione proprio in circostanze delicate, in cui si affronta il topic sesso (non è che Bridget pensi a molto altro, eh?!).
Dal momento che noi Lizzies siamo piuttosto pudiche, siamo state piuttosto combattute su 'come' presentarvi l'argomento, per non doverci scandalizzare di noi stesse e delle parole pubblicate... 
Dunque sappiate che l'argomento affrontato qui sotto è scottante e che ne siamo fortemente imbarazzate... Ma ci tocca, purtroppo!
La casa editrice ha cambiato traduttrice fra il primo e il secondo Diario ma, se la traduzione di Olivia Crosio lasciava a desiderare, questa di Maura Maioli è davvero catastrofica! Un libro, in cui parolacce e volgarità sono fin troppo comuni, viene ulteriormente involgarito da una traduzione forfettaria e approssimativa. 
Facciamo un esempio di come la traduzione abbia reso volgare anche un brano che lo era solo fino ad un certo punto. 
Al 26 Aprile
Testo originale:
"What about friends when neither fancies the other?" said Jude.
"Doesn't happen. Sex is what drives it. Friends is a bad definition."
"Pashminas," I slurred slurping on my Chardonnay.
"That's it!" said Tom excitedly. "It's fin-de-millennium pashmina-ism. Shazzer is Simon's pashmina because she wants to shag him most so he diminishes her and Simon is Shazzer's pashmaster."
La traduttrice l'ha reso così: 
"E cosa mi dici di due amici che non nutrono fantasie l'uno per l'altra?" ha incalzato Jude. 
"Non esistono. È il sesso ad avvicinare le persone. Amici è una pessima definizione."
"Passerine", ho farfugliato, tracannando il mio Chardonnay. 
"Proprio così!" ha esclamato Tom, eccitato. "Si tratta di pasciovinismo di fine millennio.Shazzer è la passerina di Simon perché dei due è quella che desidera di più scopare l'altro; per questo lui la umilia. E Simon è il pascià di Shazzer."

Ora il discorso verte sull'argomento sesso - argomento fin troppo affrontato da Bridget e i suoi amici -, ma ci chiediamo: perché volgarizzarlo ulteriormente? Che significa tradurre pashmina con passerina? Forse la traduttrice non sapeva ancora cosa fosse una pashmina?

Una traduzione più adeguata sarebbe:
"Che ne pensi di due amici che non sono interessati l'uno all'altra? ha detto Jude.
"Non succede. Dipende tutto dal sesso. La definizione Amici è sbagliata."
"Pashmine," ho farfugliato sorseggiando rumorosamente il mio Chardonnay.
"Esatto!", ha detto Tom eccitato. "Si tratta si pashminesimo di fine millennio. Shazzer è la pashmina di Simon perché fra i due è quella che più vuole scopare l'altro, così Simon  indebolisce le sue difese e diventa il pash-padrone di Shazzer. 

"Doh!!"
Inoltre, come dicevamo sopra, tutto l'imbarazzo di Colin Firth nell'intervista si perde completamente: sembra quasi spavaldo nel parlare di sesso con una giornalista (se tale si può considerare Bridget) sconosciuta... Assurdo, soprattutto tenendo presente che si tratta di un gentleman inglese! 
Le continue domande di Bridget di carattere delicato (e i suoi continui riferimenti alla camicia bagnata di Pride and Prejudice, le sue morbose curiosità) creavano non poco imbarazzo - oltre che a una certa dose di irritazione - nell'attore inglese.
La traduzione invece, specialmente in alcune sequenze, perde il senso di disagio, che in inglese è palpabile, facendoci vedere un Colin Firth spavaldo che parla di temi... diciamo piuttosto privati, come se stesse discutendo di cosa ha mangiato al ristorante quel giorno...
Inoltre a un certo punto la traduttrice commette gravi errori di grammatica, facendo perdere il senso al discorso. Vediamo dunque il testo incriminato.
Testo Originale:

Bridget Jones: Oh. Do you think Mr Darcy would have slept with Elizabeth Bennet before the wedding?
Colin Firth: Yes, I do think he might have. 
BJ: Do you?
CF: Yes. I think its entirely possible. Yes.
BJ: (BREATHLESSLY) Really?
CF: I think its possible, yes.
BJ: How would it be possible?
CF: Don't know if Jane Austen would agree with me on this, but...
BJ: We can't know because she's dead.
CF: NO, we can't... but I think Andrew Davies's Mr Darcy would have done.
BJ: Why do you think that, though? Why? Why?
CF: Because I think it was very important to Andrew Davies that Mr Darcy had the most enormous sex drive. 
BJ: (GASPS) 
CF: And, um... 
BJ: I think that came across, really, really well with the acting. I really think it did.
CF: Thank you. At one point, Andrew even wrote as a stage direction: 'Imagine that Darcy has an erection'.
(VERY LARGE CRASHING NOISE)
BJ: Which bit was that?
CF: It's when Elizabeth's been walking across the country and bumps into him in the grounds in the early stages.
BJ: The bit where she's all muddy?
CF: And dishevelled.
BJ: ... and sweaty?
CF: Exactly.
BJ: Was that a difficult bit to act?
CF: You mean the erection?
BJ: (AWED WHISPER) Yes.
CF: um , well, Andrew also wrote that I don't propose that we should focus on it, and, therefore, no acting required in that department at least.

Traduzione: (Per non allungare troppo il discorso aggiungerò solo i miei commenti laddove la traduzione risulterà eccessivamente divergente... o errata)

BJ: Capisco. Pensa che il signor Darcy sarebbe andato a letto con Elizabeth Bennet prima del matrimonio?
CF: Sì, lo credo possibile.
BJ: Sul serio?
CF: Sì, è del tutto probabile. Sì.
BJ: (Senza fiato) Davvero?
CF: Lo credo possibile, sì.
BJ: Come mai?
CF: Non so se Jane Austen sarebbe d'accordo con me in proposito, ma...
BJ: Non lo sapremo mai perché è morta.
CF: Già, non lo sapremo mai... ma penso che il signor Darcy di Andrew Davis l'avrebbe fatto.
BJ: Perché ne è convinto? Perché? Perché?
CF: Perché per Andrew Davis era molto importante che al signor Darcy diventasse duro. (Ma che volgarità! I think it was very important to Andrew Davies that Mr Darcy had the most enormous sex drive. si sarebbe potuto tradurre: Penso che fosse molto importante per Andrew Davies che Mr Darcy avesse enormi impulsi sessuali.)
BJ: (Gasp)
CF: E, uhm...
BJ: Penso che la sua interpretazione sia riuscita benissimo. Lo penso sul serio.
CF: Grazie. A un certo punto Andrew lo ha anche scritto tra le note di regia: "Immagina che Darcy abbia un'erezione".
(Enorme fracasso)
BJ: In quale scena?
CF: Quando Elizabeth, attraversando la campagna, si imbatte in lui steso a terra, all'inizio della storia. (It's when Elizabeth's been walking across the country and bumps into him in the grounds in the early stages. In the grounds andava qui tradotto come il parco, i campi di Netherfield. Quella in cui Elizabeth, dopo aver attraversato la campagna, si imbatte in lui nel parco di Netherfield nelle prime scene)
BJ: La scena in cui è tutto infangato? (The bit where she's all muddy? La scena in cui è tutta infangata? Si parla di Elizabeth, non di Darcy!!! Il pronome personale è chiaramente FEMMINILE, non MASCHILE! Del resto si tratta di una scena famosa di Orgoglio e Pregiudizio!)
CF: E arruffato. (a) Idem come sopra.
BJ: E sudato? (a) di nuovo
CF: Esatto.
BJ: È stata difficile da interpretare?
CF: Intende l'erezione?
BJ: (Con un tìmido sussurro) Sì.
CF: Be', Andrew ha anche scritto di non dichiararmi a Elizabeth e di concentrarci su quello, perciò alla fine non è stata necessaria. (DICHIARARMI? Andrew also wrote that I don't propose that we should focus on it, and, therefore, no acting required in that department at least. Sarebbe dovuto essere: Andrew mi ha inoltre scritto di lasciar perdere e di non concentrarci su questa questione, quindi alla fine non è stato necessario nessun provvedimento a riguardo.)

Speriamo che la nostra chiacchierata sia stata gradevole per voi come lo è stata per noi. Siamo felicissime di aver letto i due Diari di Bridget Jones con il Gruppo di Lettura, soprattutto perché ci hanno consentito di condividere questa divertentissima esperienza con voi.
Nonostante tutte le obiezioni riteniamo che anche questo secondo diario sia molto divertente (sebbene talvolta appaia anacronistico e la traduzione italiana non aiuti a coglierne tutte le sfumature), inoltre i riferimenti a Persuasion sono ben amalgamati e riletti in chiave moderna e Bridget si conferma modello archetipico della trentenne dei nostri tempi.

Speriamo che continuiate a seguirci nei nostri prossimi Gruppi di Lettura e che risultino altrettanto divertenti
Grazie a tutti, 
Le Lizzies
 Link Utili:                                                                                            

martedì 20 marzo 2012

Recensione di "Che pasticcio, Bridget Jones": un'altra chiacchierata tra Lizzies | Prima Parte

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,
anche se in ritardo, iniziamo oggi a chiacchierare sulle nostre impressioni di lettura relative a Che Pasticcio, Bridget Jones!, lo spin-off di Persuasione che è stato il nostro secondo Gruppo di Lettura di questo 2012. Le nostre idee convergono su molti punti, ma sono discordi su altri.
Come al solito seguite i diversi colori e font per scoprire se a parlare è LizzyS, LizzyGee o LizzyP.
E voi? Aggiungete la vostra opinione, che aspettate?!
LizzyS: Film batte libro, 5 a 3 (traduttrice: n.c.)
LizzyGee: Sparate sulla traduttrice! (5 Austenstars per il libro e il film - 2 scarse per la traduzione!)
Titolo di LizzyP: Brava Bridget, ma meglio Renée! (3 Austenstars per il libro - 5 per il film!)
Comincerò dalla fine, dall'impressione generale che mi ha fatto questo libro o meglio, la sua protagonista.
La invidio cocentemente. Perché può permettersi di essere un'ultratrentenne col cervello di un'adolescente scombinata, superficiale sul lavoro come in qualunque altro ambito, vero monumento all'immaturità compulsiva, e alla fine le vanno tutte bene.
Trova persino un Darcy che si innamora sinceramente di lei. (Ma come ci sarà riuscita? Il libro non lo spiega affatto, semplicemente le capita, come tutto il resto!) Io direi anche un Wentworth, visto che questo libro è uno spin-off di Persuasion, anzi, direi che Mark si dovrebbe proprio chiamare Wentworth in questo secondo Diario, se non fosse che è lo stesso personaggio del primo, quindi già si chiamava Darcy! E questo Mark Wentworth mi piace di gran lunga di più del Mark Darcy del primo libro e anche di quello del film (sia del primo che del secondo), che continua a essere piuttosto arrogante!
Mi associo all'apprezzamento di LizzyGee nell'evidente miglioramento di Mark/Darcy in Mark/Wentworth, decisamente più propositivo ed attivo in questo secondo diario, c'era proprio bisogno di un po' di palese virilità, ammettiamolo! Invece, ho trovato deludente Bridget, speravo di vederla più matura, meno sesso/bilancia-dipendente e, ovviamente, più decisa e possibilista nella sua iniziale situazione di coppia, insomma, ha ottenuto il suo principe azzurro, avrebbe dovuto cambiare un tantino il suo punto di vista sulla realtà, non credete? Invece, che ne fa della sua recente vittoria sul destino? Affoga in un bicchier d'acqua alla prima incomprensione! Lo so, lo so! Doveva accadere, altrimenti sarebbe saltato il parallelo con Persuasione... ma, a mio modesto avviso, l'incomprensione che interrompe il tutto è un po' troppo superficiale, non dovrei stupirmi neanche di questo, in fondo, non si tratta di trame che toccano le profondità dell'animo umano, come per gli originali cui fanno da spin off!
Ed è forse qui la debolezza di questi due libri: sono palesemente irreali. E non ditemi che sono surreali perché trovo che i libri siano più superficiali dei film. Perbacco, questa è una di quelle rare volte in cui preferisco l'adattamento cinematografico al libro da cui è tratto! Concordo con LizzyS, da questo punto di vista. No, su questo non sono d'accordo con voi: è vero che Bridget ha un mare di difetti, che è irreale, che non è all'altezza del compito di cui è stata investita (di essere una Elizabeth Bennet o una Anne Elliot, o comunque un'eroina degna di questo nome, che sia paladina di tutte le single trentenni degli anni '90), tuttavia trovo che tutte e quattro le storie (i due film e i due libri) siano delle favolose storie d'amore e di costume degli anni '90 e che siano 4 storie assolutamente distinte! Certo, è facile riscrivere una storia d'amore sulla base di una collaudata già da un Bicentenario come Pride and Prejudice o Persuasion, ma la Fielding è riuscita comunque a creare qualcosa di enorme, se dai suoi romanzi - e soprattutto dai film da essi tratti - è nato un boom di proporzioni planetarie, che alla fine si è distaccato dalla costola Jane Austen (ancora oggi c'è tantissima gente che non si rende conto che i due Diari sono spin-off dei romanzi di Jane Austen!). Beh, non posso negare il successo che hanno sortito questi due diari, forse quelli erano gli anni giusti per un prodotto del genere, resto, però, ferma su un punto, le versioni cinematografiche hanno (a mio parere) il merito esclusivo di vedere protagonisti tre attori d'eccezione, perfetti interpreti dei propri personaggi, che hanno reso fluido ciò che nei diari è frammentario, il pensiero di Bridget e il corso degli eventi, oltre ad aggiungere quel ritmo necessario all'humor che fa di una storia comune una commedia brillante. 
La BJ dello schermo mi appare più coerente con la realtà. Ed è per questo che ci fa tanto ridere e ci dà speranza e carica. E' molto più simile a noi donne adulte fagocitate dalla vita quotidiana e dai sobbalzi della nostra anima. Su questo siamo assolutamente d'accordo: è vero che la Bridget dello schermo sembra più reale da quella del libro. Forse però ciò dipende ancora una volta, dalla 'formula Diario'. Quante stupidaggini appuntiamo sul diario? Pensieri intimi spesso meschini, oppure riflessioni gratificanti per un particolare stato d'animo, che ci fanno sentire delle complete idiote se riletti a distanza di uno/due anni? Concordo con le tue perplessità, Gee, un diario è forse ancora più frammetario e disarticolato di uno scambio epistolare, però, anche nei film è Bridget la voce narrante, è lei che lega (in modo assai migliore) gli episodi, impedendo allo spettatore di perdersi nei meandri dei suoi pensieri e cambi d'umore. Inoltre, il diario è la testimonianza più diretta del carattere del suo proprietario, dunque, secondo quanto ha già detto LizzyS, ne risulta che la Bridget dei libri è molto meno rassicurante di quella dello schermo, troppo disorganizzata, facile ai cambi d'opinione, poco riflessiva, insomma, un'immatura alla quale non ci sentiamo, né aspiriamo di assomigliare! Beh, ma i cambi di opinione fanno parte dell'animo umano! E guai a rimanere saldi su una presa di posizione, rischieremmo di trasformarci in Lady Catherine de Bourgh!
Ho fatto molte risate a pagina aperta, non lo nego, ma le situazioni paradossali che vengono raccontate non hanno la brillantezza necessaria a sostenerle e alla lunga diventano pesanti, addirittura noiose. Il gioco dell'assurdo affidato al personaggio di Pam, la madre, nel primo libro è esilarante ma in questo è fine a se stesso e sulla distanza è stancante. Sì, Wellington in questo romanzo non è all'altezza di Julio nel primo, anche perché sembra che si scada nello stesso cliché, sebbene sia lui a ispirare Pam e Mrs Darcy - in quanto 'anziani' della comunità - nel tentativo di sistemare le cose fra Mark e Bridget. Vero, le storie secondarie, assieme ai personaggi che li vedono protagonisti, sono meno incisive, mi è mancata molto Pam!
Ho un dubbio: se uscissero oggi questi libri, avrebbero lo stesso successo? Credo di no. Gli anni in cui sono usciti erano segnati da un tipo di donna opposta, mascolinamente votata alla carriera e al successo a tutti i costi, e riconosco il merito di Bridget di essere stata un elemento di rottura, di espressione di un'esigenza che scorreva sotterranea nella società - e che poi, in letteratura, ha dato vita alla chick-lit di cui questi 2 libri possono essere considerati i capolavori.
Ma letti oggi, perdono un po' del loro smalto, non trovate?...
Naturalmente LizzyS! Ma sono lo specchio della società degli anni '90, è logico che oggi siano superati. Oggi un'eroina trentenne sarebbe ben diversa da Bridget: sono passati vent'anni e sono cambiate un bel po' di cose...
Sarebbe interessante conoscere, a tal proposito, com'è vista la Bridget Jones degli anni '90 dalle generazioni successive... Ed immaginare la nostra eroina protagonista della stessa storia vent'anni dopo, probabilmente sarebbe una single di 40anni, alle prese con la ricerca di un posto di lavoro inesistente, per cui non ha più un'età vantaggiosa (vedi criteri di scelta under 26 pro-sgravi fiscali), la presenza (è necessario essere belle, snelle e dire sempre sì) e le energie per sopportarne i ritmi, forse, non avrebbe neanche tempo di divagare sul possibile futuro col primo, il secondo, il terzo, ecc. uomo che incontra nell'arco di un giorno!  
Facciamo ora qualche riflessione positiva.
Dopo questa rinfrescata, ci vuole! Sì!
Divertente e molto sottile l'ironia sui manuali di auto-aiuto: unica fonte di conoscenza per BJ (e si vede che danni combina!), non è un caso che Darcy tenti di buttarglieli via - o almeno così sembra... Anche in questo caso ci troviamo davanti a un fenomeno del costume degli anni '90. Probabilmente la Fielding era divertita da queste pubblicazioni (o magari era anche lei una maniaca come Bridget e i suoi amici!), i cui nomi fanno pensare che siano inventati, tanto sono ridicoli, invece si tratta di libri pubblicati! Basta provare a cercare il nome di John Gray, l'autore di Men Are from Mars, Women Are from Venus per realizzare che conta al suo attivo ben 17 pubblicazioni di questo genere! LoL! Difatti, quando Bridget trova il (ahimé, sbagliato!) biglietto di Mark, legge la poesia come se fosse un manuale, finisce per impararla a memoria nel tentativo di comprenderne il significato che, è convinta, lui ha voluto intendere citandola.
Molto azzeccati e piacevoli i riferimenti a Persuasion e il loro adattamento alla storia di BJ.
Bridget ha lasciato (o si è fatta lasciare?) perché convinta dai suoi amici (e dai manuali di auto-aiuto), proprio come Anne Elliot.
Anche l'atteggiamento di questi amici ricorda quello di chi circonda Anne: Shaz e Jude, più che Tom, le danno ordini più che consigli, tra l'altro predicando benissimo e razzolando all'opposto (inneggiano alla singlitudine ma  poi sono fidanzatissime). Esattamente, gli amici sono al pari dei manuali, degli elargitori di frasi fatte e consigli infallibili, per fortuna, saranno le loro azioni, ovvero i fatti, ad essere d'aiuto a Bridget e a conferire valore al rapporto d'amicizia. Tom in questo romanzo ha brillato per la sua assenza... (Mi è mancato anche lui!) mentre Magda, l'amica sposata e con figli riveste il ruolo di Mary Elliot Musgrove, con tutte le sue lamentele sulla vita da sposata, sui figli, la sua invidia nei confronti delle amiche single, quindi più libere... Inoltre l'atteggiamento di Bridget verso i suoi amici scimmiotta quello di Anne Elliot, sempre disponibile verso tutti. Tanto altruista da esser invisibile a loro, proprio nel momento del bisogno!
Ed i personaggi di Giles Benwick (vi dice niente questo cognome?) e soprattutto Rebecca sono una perfetta trasposizione moderna di quelli di Persuasion (Rebecca, da perfetta Louisa Musgrove, è persino protagonista di un incidente funzionale alla storia).
Ancora una volta il ruolo dell'antagonista - Mr Elliot - è interpretato da Daniel Cleaver. Però è un ruolo minimo, sebbene al cinema - dovendo essere interpretato da Hugh Grant - sia stato notevolmente ampliato. (Non ne faremo un dispiacere!)
Mr e Mrs Darcy sono l'equivalente dell'Ammiraglio e di Sophia Croft: anche quando Mark fa riferimento a loro e ai loro viaggi in macchina sembra di sentire il Capitano Wentworh che parla della sorella e del cognato che si ribaltava col calesse.
Alcune scene sono riprodotte sul modello di quelle di Persuasione: la prima cena dopo la separazione separazione a cui Bridget/Anne non partecipa, ma che viene presenziata da Mary/Magda (che racconta a Bridget tutto tranne ciò che vorrebbe davvero sapere), il bambino che si aggrappa alla schiena di Bridget alla festa di compleanno (salvata a sorpresa da Mark/Wentworth) [scena deliziosa!], la conversazione fra Mark e Rebecca ascoltata da dietro ai cespugli, in tutto e per tutto simile a quella che Anne ascolta in Persuasione.
Ma soprattutto, sono toccanti e ben riusciti i momenti in cui Mark parla a Bridget indirettamente, a proposito della pessima influenza degli amici, dei manuali di auto-aiuto, e dell'amore senza fine anche se tutto è finito, come se assumesse su di sé anche il ruolo di Anne Elliot... No, io lo trovo sempre il Capitano Wentworth, solo che la Fielding ci fa leggere meglio dentro di lui, più di quanto non abbia fatto Jane Austen. È un po' come se fosse lo spin-off sia di Persuasione che di Captain Wentworth's Diary! Ho trovato letteralmente "adorabile" Mark in questi tentativi di riconciliazione! Mi sono chiesta più volte come potesse essere così cieca Bridget, di fronte a certi episodi, ma la trama doveva procedere così, vero? Spunta persino un simulacro della lettera del Cap. Wentworth, un foglio che Mark riesce a consegnare a Bridget furtivamente, proprio come in Persuasion, e che rispunterà in un momento cruciale. Ma in pieno stile Bridget Jones si rivelerà un intoppo! Ah ah! Se non altro, leggerà qualcosa dal contenuto più aulico di un manuale di auto-aiuto!

 Link Utili:                                                                                            

domenica 26 febbraio 2012

IN EDICOLA! Dall'8 Marzo i romanzi di Jane Austen con Donna Moderna!

Caissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

Nonostante i suoi 236 anni Jane Austen è ormai un cavallo vincente che impazza su tutti i fronti. Notizia dell'ultima ora: Donna Moderna ha deciso di farle omaggio - rendendo molto felici anche noi - allegando settimanalmente alla rivista uno dei suoi sei romanzi canonici, a partire dall'8 Marzo, proprio in occasione della Festa della Donna.
Quale migliore festeggiamento ci poteva essere infatti, se non la lettura dell'Autrice per eccellenza, colei che ha celebrato per prima la Donna Intelligente?
Sei settimane di piacere, dunque, a cominciare da Giovedì 8 marzo, giorno in cui insieme con Donna Moderna potremo acquistare Persuasione e il cofanetto raccoglitore dell'intera opera a soli € 6,90.
Dall’8 Marzo Jane Austen con Donna Moderna: 6 romanzi di un’indimenticabile autrice in un’elegante collana. Scopri l’Inghilterra di inizio ‘800 come solo Jane Austen può raccontarla. L’autrice simbolo della letteratura inglese ci regala uno spaccato ironico e pungente della società: gli scontri generazionali, le differenze di classe e i pregiudizi di un'epoca.

sabato 25 febbraio 2012

GdL "Che pasticcio, Bridget Jones!" | Terza Tappa

Carissimi lettori,
Inizia oggi la terza e ultima tappa del Gruppo di Lettura tutto Italiano di Old Friends & New Fancies: Che pasticcio Bridget Jones (Bridget Jones: The Edge of Reason) di Helen Fielding. Abbiamo già più volte ripetuto che si tratta dello spin-off di Persuasione, con alcuni elementi di Orgoglio e Pregiudizio:  nella Prima Tappa e nella Seconda Tappa abbiamo trovato alcuni paralleli fra i due romanzi. Siamo ora curiosissimi di sapere se la storia si concluderà come è avvenuto nel film, o, a sorpresa, avrà un altro finale, magari più vicino a quello dell'ultimo dei romanzi di Jane Austen.
In questa seconda tappa abbiamo trovato parecchie affinità, ma anche parecchie discrepanze, sia con il film che con Persuasione. Infatti la prima parte della tappa riguardava quel periodo di tempo in cui i nostri eroi ed eroine restano separati, e conducono una vita diversa. Bridget si è addirittura trasformata in giornalista ed è andata ad intervistare l'altro Mr Darcy, Colin Firth, l'attore protagonista della serie televisiva Pride and Prejudice del 1995 (che ha dato il via a tutta la storia del Diario di Bridget Jones!), con dubbi risultati...
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