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martedì 26 febbraio 2013

GdL Lydia Bennet's Story di Jane Odiwe | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,
dopo lo scoppiettante Gruppo di Lettura dedicato a Lydia Bennet's Story di Jane Odiwe, siamo qui oggi per una recensione che speriamo vi troverà tutti d'accordo.
Per recensire questo romanzo abbiamo chiamato una nostra cara amica, che ha assiduamente partecipato al Gruppo di Lettura e che speriamo continuerà a divertirsi con noi in futuro. 
È nostra graditissima ospite Elisabetta. Noi Lizzies le diamo un affettuosissimo benvenuto e le offriamo una tazza di tè, facendola mettere comoda sul nostro sofà. Potrete seguire i suoi commenti, che saranno contrassegnati dal colore rosa e che si alterneranno a quelli di LizzyGee (che, naturalmente, scrive in verde).


RECENSIONE
LizzyGee: Il romanzo di formazione di Lydia
Elisabetta: La nuova Lydia

Perdita Weeks
Lydia Bennet
Lost in Austen  2008
Non avevo mai pensato che Lydia fosse un personaggio simpatico: Jane Austen la dà per irrecuperabile e la lascia alla mercé di quello scellerato di Wickham e alla compassione delle più fortunate sorelle. In The Bad Miss Bennet, Lydia procede lungo una strada in continua discesa e sembra non trovare mai il fondo. Continua a muoversi nell'Europa del vizio e, anziché riscattarsi, si perde sempre di più. In Lydia Bennet's Story Jane Odiwe, trasforma la più giovane delle sorelle Bennet in un'autentica eroina austeniana.
Anch’io, all’inizio, la pensavo esattamente come te, anzi ero addirittura un po’ restia a iniziare un romanzo dove era sicuro che avrei trovato antipatica la protagonista. Io ancora non ho letto The Bad Miss Bennet, ma posso portare l’esempio di L’indipendenza della signorina Bennet di Colleen McCullough, dove Lydia vive una vita dissoluta fino alla fine, e quindi non mi sarei mai aspettata un evoluzione del personaggio così profonda.
In Lydia Bennet's story la scrittrice apre una possibilità anche per il personaggio più frivolo e antipatico (forse non proprio la più antipatica, che secondo me rimane Mary) di Orgoglio e Pregiudizio, come non apprezzare la Odiwe per questo? [Anche per me è Mary la più antipatica... ma dipende dai sequel]
Jena Malone - Lydia Bennet  (Pride and Prejudice 2005)
Il primo libro narra la storia di Lydia dal periodo di Orgoglio e Pregiudizio in cui Jane è a Londra e Lizzy a Hunsford.
Episodi solo accennati da Jane Austen nei racconti di Lydia alle sorelle, durante il pranzo di ricongiungimento alla taverna, vengono magistralmente sviluppati dalla Odiwe, per rivelare una ragazzina di quindici anni a cui è stata data troppa libertà dalla madre indulgente, che la vizia e le permette di fare tutto ciò che fanno le sorelle più grandi (e assennate) di lei e che risente dello scarso affetto del padre, che la ritiene una delle giovani più sciocche d'InghilterraÈ dura essere la più giovane di cinque sorelle, tutte rinomatamente belle, e Lydia cerca il suo modo per farsi notare e meritarsi l'affetto del padre. Vuole primeggiare, non solo nell'altezza; vuole arrivare prima delle sorelle a fare qualcosa; sposarsi, forse, e un uomo sembrerebbe valere un altro purché non sia noioso; magari sarebbe meglio che indossasse una bella giubba rossa.
Rupert Friend - George Wickham (Pride and Prejudice 2005)
Questa prima parte mi ha fatto molto riflettere su come ho considerato Lydia leggendo O&P. La sua insicurezza, i suoi disagi per essere la più piccola di 5 sorelle, passano in sordina leggendo Orgoglio e Pregiudizio, ma grazie alla Odiwe qui riusciamo a vedere il malessere di Lydia, mitigato dal suo brio e dalla sua frivolezza; e ciò ha cambiato il mio giudizio verso di lei. Mi ha colpito come in tutto il libro vengano riportate le parole del padre: “Una delle giovani più sciocche d’Inghilterra” è una frase che spesso riporta Lydia; chi lo sa che non sia proprio questo il motivo per cui Lydia si comporta così da stupidina?
Pur atteggiandosi a donna di mondo Lydia è molto ingenua e rischia davvero molto. Wickham - che non ha nessuna intenzione di sedurla: è lei che si getta fra le sue braccia - non è il male peggiore. In fondo, il suo atteggiamento da civetta le avrebbe potuto procurare danni ancor più gravi. Il Capitano Trayton-Camfield, un membro della Guardia Reale del Principe Reggente di stanza a Brighton, la corteggia e la bacia anche: sarà stato serio e ben intenzionato? Non è dato di sapere, perché, almeno in questo, la farfalloneria di Lydia l'assiste: baciare il capitano non le scatena alcuna passione, anzi, la ragazzina prova anche una certa repulsione; ciò le permette di capire che il capitano, pur essendo un uomo piacente e un buon partito, non è l'uomo giusto per lei. Ma lo è forse Wickham? Lydia ne è convinta, forse anche perché la sua scelta è stata avallata dalla saggia sorella Elizabeth, di cui un tempo Wickham era un favorito. Anzi, la scelta è dettata da una forte dose di competitività fra sorelle, in una gara che Lydia sente molto più delle altre Miss Bennet, perché ultima arrivata in famiglia.
Ashley Clements e Mary Kate Wiles in The Lizzy Bennet Diaries
Ti dirò, a me non dispiaceva il Capitano. La mia impressione è stata quella di un ragazzo con intenzioni serie, ma non sono rimasta per niente colpita dalla decisione di Lydia di ripiegare su Wickham. (Beh, si presume che - avendo letto più volte P&P - non ci fossero dubbi in proposito. A meno che... non ci toccherà leggerlo un'altra volta per verificare che succeda davvero?) (Beh, certo, ma nonostante la consapevolezza della scelta che avrebbe intrapreso conoscendo già la storia di fondo, quello che intendo io è che la scelta compiuta è tipicamente nel suo carattere, come se la strada più semplice e più giusta non fosse contemplata nel DNA di Lydia)
Ho notato che in tutta la prima parte la Odiwe accenni spesso a comportamenti tipicamente adolescenziali e la scelta del classico “bad boy” al posto del ragazzo serio è una di queste (c’è poi la risata continua, il fissarsi sulla competizione, ecc)...
Apprezzo inoltre che Lydia abbia fatto la sua scelta anche guardando il suo cuore. Su questo almeno non c’è dubbio: Lydia era innamorata di Wickham e si sa che spesso l’amore rende ciechi.
Adrian Lukis e Julia Sawalha  (Pride and Prejudice 1995)
La Odiwe è davvero perspicace nel cogliere alcuni aspetti della personalità di Lydia che Jane Austen ha tralasciato. E questo romanzo ci fa rivalutare questo personaggio fortemente negativo in Pride and Prejudice, un caso che sembrerebbe disperato. Ma... la Odiwe, da brava estimatrice di Jane Austen, sa che un'eroina deve compiere un percorso di crescita. Lydia si è sposata troppo giovane per potersi rendere conto di come giri il mondo; crede che sposarsi sia il raggiungimento del sogno, ma si dovrà presto rendere conto che il sogno va costruito giorno per giorno, e con Wickham non si può costruire, ma solo demolire.
Questa è la parte in cui Lydia mi fa davvero pena... Wickham non solo distrugge la sua fiducia e il suo amore, ma addirittura la umilia, facendosi “beccare” e iniziando un vortice di pettegolezzi senza fine.
Lydia non si trova più fra le sue amiche di un tempo e le “nuove amicizie” se così si possono definire, sono viscide e mirano solamente a screditarla...
Direi che la Odiwe le ha fatto davvero toccare il fondo prima di farle iniziare la risalita!
Perdita Weeks e Tom Mison (Lost in Austen 2008)
Quasi subito Lydia resterà delusa dal matrimonio: fa compassione quando, dopo essere stata ospite prima di Lizzy a Pemberley e poi di Jane a Netherfield, si troverà davanti due matrimoni solidi e felici, esattamente l'opposto di quel che ha lei. Da questo punto in poi inizia la crescita, la maturazione di Lydia, che dovrà fronteggiare una grande vergogna e si rassegnerà a un destino completamente opposto a quel che aveva sperato fosse in serbo per lei. Ma la Odiwe ci riserva delle sorprese e - proprio come Elizabeth in Orgoglio e Pregiudizio - Lydia supererà i preconcetti e, ormai matura, avrà il suo lieto fine.
Ho veramente adorato gli espedienti che la scrittrice ha utilizzato per il riscatto di Lydia.
Alla fine non mi sembrava più di leggere la vita della frivola e stupida ragazza di Orgoglio e Pregiudizio, ma una versione un po’ più briosa della nostra Lizzy.
L’ultima parte è quella che mi è piaciuta di più perché ho scoperto un lato gentile e altruista di Lydia, che non pensavo avesse.
Ovviamente ho adorato il lieto fine.
Jennifer Ehle e Julia Sawalha - Pride and Prejudice 1995
Promuoviamo dunque a pieni voti Jane Odiwe e la sua eroina, sulla quale non avremmo puntato un centesimo all'inizio del romanzo e che ci ha piacevolmente stupito.

Un romanzo da tradurre assolutamente in italiano, che ci fa rivalutare la più giovane e frizzante delle sorelle Bennet. 


Link utili
 Prima Tappa
 Seconda Tappa
Terza Tappa
 Segnalibro realizzato da LizzyGee
 Jane Odiwe in Galleria Ritratti

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"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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