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martedì 12 novembre 2013

GdL "Orgoglio e Preveggenza" di Carrie Bebris | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

Ci abbiamo messo un po', ma finalmente oggi parleremo del romanzo che ha costituito il Gruppo di Lettura di settembre di OF&NF, un Gruppo di Lettura che ha visto una partecipazione massiccia di lettori, anche grazie al fatto che il romanzo è disponibile in italiano.
Parliamo di Orgoglio e preveggenza di Carrie Bebris, naturalmente.

Dobbiamo dire che questa rilettura ci ha fatto riscoprire un romanzo che – essendo stata una delle nostre prime esperienze con i derivati – non eravamo riuscite ad apprezzare appieno la prima volta. Il nostro voto è infatti salito di mezza Austenstar!

Ma, bando alle ciance, vi invitiamo a leggere la nostra recensione, ricordandovi che 

LizzyGee scrive in Georgia verde
LizzyS scrive in Verdana violetto


RECENSIONE
LizzyGee: I Darcy ideali
LizzyS: Ma quale mistero, Lizzy&Darcy sono più reali che mai

e 1/2



Avevo letto questo romanzo qualche anno fa, ma avevo parzialmente rimosso il finale: ricordavo solo vagamente chi fosse il colpevole e la natura semi-paranormale della soluzione al mistero. Ricordo di aver pensato: «Per fortuna che ho letto prima Le ombre di Pemberley, perché non so se cominciando dal primo della serie sarei riuscita ad apprezzare queste indagini di Mr e Mrs Darcy investigatori.» E meno male, aggiungo adesso, perché il prosieguo della serie, da Le ombre di Pemberley in poi è una collana di piccole perle prive di elementi magici in cui si perdona alla Bebris di 'uccidere' alcuni dei personaggi secondari dei romanzi di Jane Austen, personaggi che muoiono ma risorgono immortali a ogni rilettura dei sei romanzi canonici, perché delineati dalla penna della grandissima scrittrice dello Hampshire.



Anch'io ho letto questo romanzo alcuni anni fa. Dirò di più: è stato il mio primo derivato austeniano. Non sapevo nemmeno io che cosa aspettarmi perché non conoscevo l'esistenza di questo genere letterario e credevo che questo tipo di elucubrazioni fossero dominio esclusivo delle fanfiction. Non ero abituata a vedere Elizabeth e Darcy & Co. tra le pagine di un libro in panni diversi da quelli confezionati per loro da Jane Austen – a parte quelli nei quali li mettevo io nell'unico derivato che mi ero concessa fino a quel momento, ovvero l'insieme di elucubrazioni che ero solita fare nella mia mente da vent'anni, ogni volta in cui leggevo Orgoglio e Pregiudizio (chi di noi non lo fa?..).
Voltando l'ultima pagina di questo Orgoglio e Preveggenza, mi ero sentita spaesata, persino interdetta, e credo che molto dipendesse dalla presenza del mystery, che avvertivo come invadente e incoerente. Ma, per fortuna, dopo una lunga esperienza di derivati, ho potuto rileggerlo in questo GdL! E ho scoperto...

Ho scoperto durante questa rilettura, tuttavia, di essermi sbagliata riguardo a questo particolare libro, perché, se è vero che non tanto ho apprezzato l'elemento paranormale di Orgoglio e preveggenza, ho letteralmente adorato i due investigatori protagonisti e la loro relazione: i Darcy sono assolutamente deliziosi, quelli che qualunque Janeite si aspetterebbe da loro in un sequel. Le loro schermaglie proseguono quelle di Orgoglio e Pregiudizio con una familiarità e un'ironia dovute alla nuova intimità creatasi fra marito e moglie, intimità rivelata solo da piccoli dettagli e da un Darcy più sciolto, meno ombroso, sempre rispettando, però, i confini della pudicizia. Il nostro eroe, anzi, si scandalizza a un minimo accenno al talamo nuziale da parte dell'americano – e quindi più disinvolto – Mr Parrish!


Sono del tutto d'accordo, Carrie Bebris tratta i nostri beniamini nel modo migliore possibile, senza mai farci sobbalzare sul sofà, anzi, offrendoci nuovi spunti per viaggiare con la fantasia, nel totale rispetto dell'originale. 
Devo però confessare di essere stata un po' combattuta sul personaggio di Elizabeth: da un lato, la sua mente vivacissima e piena di curiosità verso l'animo umano mi faceva accettare la sua fascinazione per il soprannaturale; dall'altro, però, proprio la sua caparbietà nell'analizzare la realtà (anche sbagliando) mi faceva pensare che Lizzy avrebbe valutato tutti questi eventi straordinari con molta ironia, senza lasciarsene coinvolgere  per intenderci, un po' come farebbe la Jane Austen della Barron, tanto per restare in tema di derivati... ma soprattutto, l'Autrice di Northanger Abbey. Ma alla fine, ammetto di esserne stata conquistata. 
Gli scorci delicatissimi che Carrie Bebris dipinge della vita coniugale di Mrs Darcy sono impagabili.


Anzi, sul contrasto razionale/irrazionale all'interno della coppia, la Bebris ricrea, anche se su scala decisamente ridotta, l'antico antagonismo con qualche duello verbale che riecheggia quelli scintillanti di O&P (Elizabeth istintiva e percettiva, Darcy ostinatamente analitico e deduttivo), dimostrando che la vita della coppia d'oro austeniana non è quell'idillio artificioso e poco fedele che spesso viene dipinto nei derivati  ma continua ad essere fonte di confronto e crescita per entrambi.

Avendo letto tutti e sei i libri che costituiscono questa serie finora, mi sono resa conto che la Bebris si diverte ad accasare i personaggi secondari femminili dei vari romanzi, come è normale in una serie di sequel in cui nulla si può intromettere ad alterare l'happy ending fra Lizzy e Darcy (e scusate, ma sono ancora sconvolta da Mad About the Boy, ovvero Bridget Jones 3, in cui la Fielding ha ucciso Mark Darcy a soli 51 anni, per permettere a Bridget di farsi il toy boy!).



In questo caso il sequel parte dal matrimonio doppio fra Elizabeth e Darcy, Jane e Bingley (meraviglioso il passaggio in cui Lizzy scherza sulla confusione del pastore che ha celebrato il matrimonio: 
«Mia madre è talmente estasiata per essere riuscita a maritare due figlie lo stesso giorno, che sono decisa a fare in modo che la doppia cerimonia diventi un evento annuale. O forse dovremmo procedere ad anni alterni: io dovrei sposare Bingley e tu Jane, tanto per mantenere il pastore in perenne stato confusionale.» In verità, Mr. Edwards aveva sbagliato tante volte a pronunciare i nomi di tutti, durante la cerimonia, che Elizabeth non poteva essere certa che loro quattro non fossero tutti reciprocamente sposati.),
da subito rovinato da quella che durante il Gruppo di Lettura è stata più volte definita Iena da salotto (grazie a LizzyS), Caroline Bingley, che richiama l'attenzione sul suo improvviso fidanzamento con un americano, Mr Parrish 
(Elizabeth sapeva ben poco sul conto di Mr. Parrish, anzi, non aveva mai incontrato l’Americano prima di quel giorno. A sentire Miss Bingley, era un gentiluomo molto importante. Possedeva una casa in città, due carrozze, tre sarti, ed era in grado di camminare sull’acqua tutti i martedì. Inoltre, com’era stato lasciato intendere a chiunque fosse a portata di voce, era un ricco possidente, patrono delle arti, nonché maestro del complicato nodo alla cravatta stile «sala da ballo».)

Elizabeth e Darcy sono costretti a rimandare il viaggio a Pemberley per presenziare al matrimonio, con la povera Georgiana che va ospite dai Gardiner per permettere ai due piccioncini di godersi la luna di miele.
Caroline, che fino al matrimonio era sempre la solita iena da salotto, una volta che diventa Mrs Parrish subisce una trasformazione incredibile. È spesso assente, diventa quasi umana con Elizabeth ma, soprattutto, fa cose stranissime, come vagare di notte per le strade più pericolose di Londra o cercare di tagliarsi i polsi con un coltello da cucina.

Confesso di essermi divertita molto, all'inizio, pensando ad una vendetta dell'autrice verso questa iena da salotto che ha talmente tanti "arretrati di cortesia" da pagare a Lizzy da meritare qualche sgambetto. Ma poi ho cominciato a sentirmi quasi... dispiaciuta per lei (non posso credere di averlo scritto, persino nei commenti del GdL!).

Preoccupata, la famiglia decide di trasferirsi in massa a Netherfield (compresi i poveri Darcy, che chissà quando riusciranno ad andare a Pemberley). Qui accadranno degli strani incidenti, su cui Lizzy e Darcy, sempre più turbati dal comportamento di Caroline e degli altri cercheranno di far luce.



I personaggi originali di Jane Austen sono fedelissimi, a parte Caroline che, dopo un inizio promettentemente acido, diventa un'altra. Ma questo fa parte del mistero del libro.
Oltre a Elizabeth e Darcy ho apprezzato l'evoluzione di Bingley e Jane, che sono proprio come aveva predetto Mr Bennet in Orgoglio e pregiudizio 
(«Sei una brava ragazza», replicò lui, «e mi fa tanto piacere pensare che ti sistemerai così bene. Non ho dubbi sul fatto che insieme starete benissimo. Avete caratteri molto simili. Siete entrambi così accondiscendenti, che non prenderete mai una decisione; così indulgenti, che tutte le persone di servizio vi imbroglieranno; e così generosi, che spenderete sempre di più della vostre entrate.») Orgoglio e pregiudizio cap. 55 Traduzione di Giuseppe Ierolli
e anche quella degli Hurst: lei egoista che poco si cura del benessere della sorella e lui che è divenuto un giocatore e ha perso la sua fortuna alle carte. Il finale per loro è forse stato ispirato a La fiera delle vanità di Thackeray.


Una lettura gradevolissima – nonostante l'improbabile giallo e l'ancora più improbabile soluzione – che ci fa desiderare di rileggere l'intera serie, perché la Bebris ci fa provare la sensazione di essere proprio con quella Elizabeth e quel Darcy che nacquero 200 anni fa dalla penna di Jane Austen.


Link utili
☞ Invito al Gruppo di Lettura
☞ Segnalibro
☞ Prima Tappa
☞ Seconda Tappa
☞ Terza Tappa
☞ Carrie Bebris in Galleria Ritratti
☞ Sito Autrice
☞ Anteprima Inganno e Persuasione
☞ Recensione Inganno e Persuasione di LizzyGee su Diario di Pensieri Persi

3 commenti:

  1. Bellissima questa doppia recensione sul 1° dei sei romanzi della Bebris che ho adorato!!!!
    Ho partecipato anch'io al gruppo di lettura di qualche mese fa (sono Lory..nel frattempo ho modificato il mio profilo facendolo coincidere con quello di FB) e mi sono divertita tanto a rileggerlo con voi...
    Condivido la vostra analisi sul romanzo e sullo stile della Bebris molto fedele alla Austen, elemento paranormale a parte che, in alcuni romanzi, ho trovato un pò "naive", sopratutto per il modo in cui si giunge alla risoluzione del mistero. In questo certamente la James di Morte a Pemberley avrebbe potuto darle qualche lezione..:p
    Simpaticissima questa tendenza della Bebris dì accasare vecchie zitelle dello stampo di Anne De Bourgh, Miss Bates ma anche la ancor giovane Kitty.
    Se poi penso che invece nel giallo austeniano della James la povera Anne è bella e defunta, ho apprezzato ancor di più la sua vivacità e il doppio matrimonio in L'enigma di Mansfield Park...
    Sono pronta per il prossimo GdL con Il diario di Mister Darcy che ho faticato, e nn poco, a nn leggere...
    Complimenti e a presto...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Lory, per questo tuo commento! E grazie per la pazienza con cui attendi l'inizio del GdL del Diario di Mr Darcy!
      Ti confesso che a me è venuta una gran voglia di rileggermi tutti i romanzi della brava carrie bebris proprio perché, dopo questa rilettura che abbiamo fatto insieme, e alla luce di maggiore esperienza e consapevolezza del mondo dei derivati, ho scoperto che mi piace davvero tanto (sì, è delizioso il modo in cui "sistema" le "single" dei romanzi!). Nel 2014, rileggeremo insieme L'enigma di Mansfield Park proprio per festeggiare il bicentenario.
      A presto, dunque!
      LizzyS (Sylvia-66) di Un tè con Jane Austen

      Elimina
    2. Grazie Lory! Hai ragione, la Bebris ha risolto il mistero troppo semplicisticamente ma, in effetti, non ho trovato la James di Morte a Pemberley eccessivamente superiore. La parte giallistica del suo sequel, infatti, mi è apparsa quanto mai deludente, forse perché, per non introdurre troppi personaggi nuovi, Dame James ha penalizzato quel che sa scrivere meglio, ovvero il giallo, con un movente e un assassino intuibili fin da metà libro.
      Anche a me piace come la Bebris 'accasa' le signorine, e non le chiamiamo VECCHIE zitelle, ché in Inganno e persuasione tocca a Georgiana e in Sospetto e sensibilità a Kitty. E poi non direi che i 29/30 anni di Anne la possano qualificare come 'vecchia zitella' (avere quell'età!!!) :D

      Ma abbiamo spoilerato abbastanza, e non è il caso, visto che a marzo leggeremo L'enigma di Mansfield Park! ;)

      Elimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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