Una conversazione in particolare?

Caricamento in corso...

mercoledì 25 aprile 2012

Quanto Much Ado About Nothing ha influenzato Jane Austen nella stesura di Pride and Prejudice?

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies, 
No, non vi sto facendo la domanda da un milione di euro, semplicemente ho in quest’ultimo periodo avuto uno stretto rapporto con la commedia di William Shakespeare Molto Rumore per Nulla - avendo scritto un articolo per lo Speciale Shakespeare di Diario di Pensieri Persi* - e ho trovato talmente tanti paralleli con Orgoglio e Pregiudizio… da pensare quasi che quest’ultimo potesse essere una sorta di retelling della bellissima commedia scritta nel 1598/99 dal Bardo di Stratford-on Avon. 
Sicuramente Jane Austen conosceva ed apprezzava le opere di Shakespeare, se poi queste la abbiano influenzata consapevolmente o inconsapevolmente rimarrà un mistero per sempre. Fatto sta che le somiglianze sono davvero tante.

Jennifer Ehle (Elizabeth Bennet Pride and Prejudice 1995)
Emma Thompson (Beatrice Much Ado About Nothing 1992)
Keira Knightley (Elizabeth Bennet Pride and Prejudice 2005)
Il primo elemento che balza agli occhi è, naturalmente, la figura della protagonista femminile. Sia Beatrice che Elizabeth sono un prototipo di figura femminista: intelligenti, argute, ironiche e senza peli sulla lingua nel difendere le proprie posizioni, a costo di essere considerate fuori luogo dalla società in cui vivono, tanto da rischiare di venirne criticate. La loro intelligenza e la loro bellezza, tuttavia, non passano inosservate agli uomini di valore, in particolar modo ai protagonisti maschili che, se in un primo momento entrano in conflitto con un carattere femminile così forte, ben presto diventano consapevoli che tutte le altre donne sbiadiscono al cospetto di cotanto spirito
Darcy si arrende alle grazie di Elizabeth, suo malgrado, molto prima di Benedetto, che viene costretto dall’inganno di Don Pedro, Claudio e Leonato a rivalutare Beatrice, con cui, fino a quel momento, ci sono stati solo battibecchi.



E proprio quello dei battibecchi fra i due protagonisti è un altro fondamentale tema comune, una sorta di inconsapevole schermaglia amorosa, che però fa percepire a tutti coloro che stanno intorno ai due interessati, compresi i lettori e gli spettatori della commedia, la forte attrazione che ciascuno dei due esercita sull’altro, creando una sorta di innamoramento collettivo. Sia Shakespeare che Jane Austen sono infatti consapevoli che le schermaglie verbali sono spesso all’origine dell’incontro di due menti che riconoscono l’arguzia dell’avversario e che spesso raggiungono il loro cuore. Inoltre, il fascino che tale incontro di intelletti riscuote, si propaga anche a tutti coloro che li circondano, come quando lanciamo un sasso su una superficie d’acqua piatta: le onde emotive che si propagano influenzano con la loro magia anche le persone vicine, in questo caso anche i lettori o gli spettatori. E questa emozione palpabile rende la storia d’amore che la produce ‘LA storia d’amore’, l’utopia a cui tutti aspiriamo.


Kenneth Branagh ed Emma Thompson in Much Ado About Nothing 1992
Keira Knightley e Matthew Mcfadyen in Pride and Prejudice 2005
Il protagonista maschile è in entrambi i casi un uomo di grande valore, ma restio ad impegnarsi affettivamente: sia Darcy che Benedetto pensano che l’altro sesso sia inaffidabile, falso, adulatore, traditore. Vuoi per l’esperienza negativa che hanno avuto nella società, vuoi per una grande dose di spirito critico, sono diffidenti nei confronti delle donne; per questo motivo in un primo momento sottovalutano le nostre carissime eroine, che però sono fatte di ben altra pasta e sono una spanna e più al di sopra di tutte le altre. Ma una frecciatina, una stoccata, una risposta salace e disinteressata dopo l’altra li rendono ben presto consapevoli del valore delle nostre amate Elizabeth e Beatrice.


Kate Beckinsale e Robert Sean Leonard (Much Ado About Nothing 1992)
Rosamund Pike, Keira Knightley e Simon Woods (Pride and Prejudice 2005)
E le somiglianze non si fermano qui. In entrambe le opere vi è anche un’altra storia d’amore, secondaria, perché lo sono i personaggi coinvolti, ma fondamentale agli effetti della trama. La storia d’amore di Ero e Claudio è infatti il perno intorno al quale ruotano tutti gli avvenimenti di Molto Rumore per nulla, sebbene i personaggi siano notevolmente ‘deboli’ rispetto a Beatrice e Benedetto. Analogamente anche la storia d’amore fra Bingley e Jane riveste un ruolo fondamentale nel plot di Orgoglio e Pregiudizio. Anche in questo caso le due figure femminili sono molto simili: dolci, modeste, buone e virtuose. E in entrambi i casi la loro dolcezza viene fraintesa: quella di Jane viene mostrata come una maschera che nasconde l’interesse economico piuttosto che affettivo per Bingley da Caroline e da Darcy; quella di Ero viene addirittura considerata falsità quando Don Juan fa trovare Borraccio alla finestra della fanciulla la notte prima delle nozze. E in entrambi i casi la parte maschile della coppia, vuoi per debolezza, vuoi per ingenuità, viene convinta che l’amata non è meritevole del suo affetto.


Kate Beckinsale (Ero in Muche Ado About Nothing 1992
Rosamund Pike (Jane Bennet in Pride and Prejudice 2005)
Ancora: le protagoniste femminili, Elizabeth e Beatrice si battono come tigri in difesa dell’adorata sorella/cugina, vorrebbero essere degli uomini in grado di far valere le ragioni dell’altra fanciulla, che vorrebbero difendere a qualsiasi costo. E in questo coinvolgono i protagonisti maschili, convincendoli delle loro posizioni e mettendo in gioco la loro amicizia con Bingley (Darcy), ma soprattutto con Claudio (Benedetto) per amore loro. 

Keira Knightley e Rosamund Pike
Emma Thompson e Kate Beckinsale
Jennifer Ehle e Susanna Harker
Sia Benedetto che Darcy si trasformano, seppur riluttanti, in ‘vendicatori’, per provare il loro amore alla fanciulla del loro cuore. Benedetto non vorrebbe dover sfidare in duello l’amico, Darcy deve addirittura venire a patti con l’odiato Wickham. 

Anche nei personaggi secondari ci sono alcuni corrispettivi. Leonato, saputo del comportamento scandaloso della figlia, se ne lava le mani, esattamente come Mr Bennet non vede l’ora di fare alla notizia della fuga di Lydia. Entrambi sono lieti di lasciare la patata bollente nelle mani di qualcun altro. 
E soprattutto, ulteriore elemento comune, è l’atmosfera di serenità, di giocosità che permea sia la commedia di Shakespeare che il romanzo di Jane Austen, nonostante la guerra sia alle porte: i personaggi di Much Ado About Nothing stanno rientrando a Messina dopo essersi battuti sul campo di battaglia; in Pride and Prejudice a Meryton e poi a Brighton è di stanza l’esercito, pronto ad affrontare la guerra contro Napoleone. Eppure i nostri personaggi pensano all’amore, perché esso è un elemento essenziale della vita, a maggior ragione quando fuori dalla porta li aspettano la guerra e la morte.


Non sapremo mai se Jane Austen si sia ispirata alla commedia di Shakespeare, o se tanti paralleli siano frutto di pura coincidenza. Io mi sono limitata a confrontare e ad analizzare i due capolavori per pura curiosità. Se doveste trovare altre analogie, vi prego di farmele presenti, i vostri acuti interventi sono sempre graditi. 

Umilmente al vostro servizio, 
LizzyGee


(* Se voleste rinfrescarvi la memoria  sulla trama di Molto Rumore per Nulla, vi invitiamo a leggere l'articolo dello Speciale Shakespeare su >Diario di Pensieri Persi<)

23 commenti:

  1. articolo stupendo!! :O complimenti, non avevo mai fatto caso a tutti questi paralleli, chissà davvero se sono voluti o meno :D
    ho scoperto questo blog oggi, che danno, meglio tardi che mai, complimenti, è stupendo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie @Lilly! Sono contenta che il nostro blog ti piaccia! ;)

      Elimina
  2. Un interessantissimo articolo, grazie!

    RispondiElimina
  3. Articolo molto arguto e interessante, brava Gabri :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Germana! Da te questo complimento vale più che doppio! :)

      Elimina
  4. Giuseppe Ierolli25 aprile 2012 18:56

    Come scrivi tu, non sapremo mai quanto siano voluti questi accostamenti (secondo me li hai individuati tutti), ma, d'altronde, l'influenza di Shakespeare su tutta la cultura inglese, e non solo, è innegabile, e quindi anche se non ci fosse un'influenza diretta di Much Ado (o, più genericamente, della cosiddetta "wit comedy", della quale la commedia shakespeariana è il precursore più illustre) le tue considerazioni rimarrebbero comunque valide.
    Forse il maggiore tributo di JA a Shakespeare è in MP, quando, nel cap. 34, Henry Crawford afferma: "Shakespeare lo si conosce anche senza sapere come. Fa parte della natura di un inglese. I suoi pensieri e le sue bellezze sono così diffusi intorno a noi che si percepiscono dappertutto; con lui si ha un rapporto intimo per istinto. Nessuno con un po’ di cervello può entrare in contatto con una parte di valore di una delle sue opere senza sentirsi immediatamente inserito nel flusso del suo pensiero.”
    e Edmumd Bertram risponde:
    "Non c’è dubbio,verso Shakespeare si avverte un certo grado di familiarità fin dall’infanzia. I suoi brani famosi sono citati da tutti; sono nella metà dei libri che apriamo, e tutti parliamo di Shakespeare, usiamo le sue similitudini e descriviamo con le sue descrizioni;"

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie Giuseppe,
      sono onorata della tua presenza sul post del mio articolo!
      E grazie per averci ricordato questo passo di Mansfield Park, che ci fa comprendere quanto fosse importante Shakespeare per Jane Austen.

      Elimina
    2. Non sono esperta in materia quanto te, caro Giuseppe, ma ho sempre associato Shakespeare allo spirito inglese, come se fosse parte del loro DNA, un po' come per noi lo è Dante! :)

      La nostra Gee ha scritto davvero un ottimo articolo!

      Elimina
  5. Cara Gee,
    lo so che sono di parte, ma devo scriverlo qui...
    QUESTO ARTICOLO è BELLISSIMO!!! *___*
    Molto molto acuto e, non che ne dubitassi, preciso in ogni confronto!
    Complimenti cara!
    La tua LizzyP

    RispondiElimina
  6. Non avevi mai notato queste somiglianze, eppure Molto rumore per nulla è la commedia di Shakespeare che amo di più!
    Grazie per quasto bell'articolo, che tra l'altro giunge proprio ora che ho scoperto che è in lavorazione un nuovo film tratto dall'opera del Bardo con un regista e degli attori che amo molto, e quindi già non vedevo l'ora di vederlo! :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ovviamente "Non avevi" sta per "Non avevO"

      Elimina
    2. Anche io sono curiosa di vedere il film di Joss Wheldon anche se credo che Emma Thompson sia una Beatrice inarrivabile... ;)

      Elimina
    3. Su quello non c'è dubbio, ma io sono davvero curiosa di vedere Nathan Fillion nei panni di Dogberry, Alexis Denisof in quelli di Benedetto e Sean Maher nellaparte del cattivo!

      Elimina
  7. Davvero uno splendido articolo, interessantissimo :-) è stato un piacere leggerlo!

    RispondiElimina
  8. Splendido post! E veramente splendido blog, accurato come pochi! Per quanto riguarda le cimilitudini, beh credo che ogni scrittore abbia una fonte dalla quale attingere, volantariamente o involontariamente. Resta sempre, in maniera incontestabile, l'alta qualità dei due autori, che altrimenti non sarebbero rimasti nella storia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, Simona!
      In fondo Jane Austen ci ha risposto con le parole di Mansfield Park che ci ha gentilmente postato Giuseppe:
      Shakespeare lo si conosce anche senza sapere come. Fa parte della natura di un inglese. I suoi pensieri e le sue bellezze sono così diffusi intorno a noi che si percepiscono dappertutto; [...] tutti parliamo di Shakespeare, usiamo le sue similitudini e descriviamo con le sue descrizioni;

      Elimina
  9. Ciao
    lo so che arrivo tardi ma il tuo commento mi ha fatto venire in mente l'articolo di Marilena Saracino (contenuto nel saggio Dalla parte di Jane Austen di Francesco Marroni) che stabilisce un parallelismo tra le due strutture di P&P e Much Ado About Nothing sia nella trama che nell'elaborazione testuale.
    Il mondo di JA è veramente una continua scoperta ma anche quello delle Janeites

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non ho mai letto il saggio di Marroni, ma sono lieta di sapere che non sono l'unica ad aver trovato tanti paralleli fra le due opere.
      Certo, non pretendevo di aver fatto una scoperta sensazionale: immagino che le somiglianze siano evidenti per chiunque voglia coglierle.

      Elimina
  10. Sì, certo, però è bello proprio questo, stabilire corrispondenze, approfondire...pensa ho trovato un riferimento a Benedetto (Darcy viene paragonato a lui) nel terzo volume della Aidan in Quello che resta (pag. 429)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie di questo nuovo spunto, @romina. Andrò subito a verificare! :)

      Elimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Share US!

Share The Lizzies!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Segui le Conversazioni!