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venerdì 1 giugno 2012

I Was Jane Austen's Best Friend di Cora Harrison | Recensione

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

parliamo oggi di un libro per teenager che ha per protagoniste due adolescenti, la giovane Jenny Cooper e LEI, Jane Austen!
Scritto sotto forma di Diario, il libro della Harrison vuole essere un modo per avvicinare pre-adolescenti e adolescenti alla lettura della scrittrice inglese, o anche per approfondire una conoscenza che – ricordiamolo – nei paesi anglofoni fa parte del programma di studio, con un libro assolutamente irresistibile, che ci fa immergere nel mondo più patinato e divertente dell’Inghilterra di fine ‘700.
Newton Compton ha da poco tradotto in Italiano il secondo volume della serie, Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato, ma noi Lizzies – per non perderci pezzi per strada – abbiamo deciso di iniziare dal primo libro, o meglio, dal primo diario segreto di Jenny Cooper: I was Jane Austen’s Best Friend, che speriamo venga presto tradotto.
                                           SCHEDA LIBRO                                          
Autore: Cora Harrison 
Titolo: I was Jane Austen Best Friend 
Casa Editrice: Macmillan Children’s Books 
Brossura 342 pagine 
Data pubblicazione: 7 Gennaio 2011 
Sinossi Quando Jenny Cooper va a stare da sua cugina Jane Austen, non sa niente del bel mondo fatto di abiti, balli, segreti, pettegolezzi e storie d’amore in cui Jane vive. Ma Jane è già un’acuta osservatrice del costume del corteggiamento, e quando Jenny si innamora perdutamente del Capitano Thomas Williams, chi meglio di Jane potrà aiutarla a conquistare il cuore del più desiderabile degli uomini? 

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       Potete leggere > QUI < un estratto dal libro        

Recensione di LizzyGee
La dodicenne che è in me lo ha adorato!
Già dal titolo — e dalle Austenstars — si capisce pienamente che ho gradito immensamente questo libro. Ritengo, infatti, che la Harrison abbia centrato in pieno il suo obiettivo, ovvero quello di fare avvicinare pre-adolescenti e adolescenti a Jane Austen. Mentre lo leggevo, mi sono ricordata della prima volta che ho preso in mano la mia edizione ridotta di Una ragazza fuori moda di Louisa May Alcott: stavo provando esattamente le stesse sensazioni! Leggere di ragazzine poco più grandi di me, della loro vita sociale, dei primi approcci con l’altro sesso, dei balli, dei vestiti — e sappiamo quanto ci attraggano, anche adesso, quegli abiti del settecento e dell’ottocento! — mi ha fatta immergere in un’atmosfera spensierata e quasi fiabesca. 
Il fatto che Jenny Cooper, protagonista e cugina di Jane Austen, narri scrivendo il suo diario, poi, ci fa immedesimare ancora di più nel personaggio. Jenny è la migliore amica di Jane Austen, ma — grazie alla confidenza che ci dona, permettendoci di leggere il suo diario — lo siamo anche noi! E — sebbene talvolta sembri un po’ frivola e volubile, soprattutto quando si parla di ragazzi — ricordiamoci sempre che è una sedicenne: chi si aspetterebbe di trovare riflessioni profonde sulla vita e sull’amore sul diario di una sedicenne?
Ma I was Jane Austen Best Friend non è soltanto questo: anche leggendolo da un punto di vista ‘adulto’ questo libro ha i suoi lati positivi.
Innanzi tutto conosciamo Jane Austen e la sua famiglia ‘dal di dentro’: la Harrison ha ricostruito i personaggi di Mr e Mrs Austen e di tutti i loro figli interpretando le lettere di Jane e ciò che ci potrebbe essere di loro nei suoi romanzi. Ne escono fuori dei personaggi vividi e dinamici, per un ambiente familiare pieno di calore.
La canonica di Steventon
Jane Austen, poi, è proprio quella che traspare dai suoi scritti giovanili (nel corso del libro è in fase di scrittura Love and Freindship): brillante, ironica e un pizzico demenziale; sempre pronta alla farsa, una quindicenne dissacratrice, ma sensibile e dal cuore d’oro. Jane dona spesso le brutte copie dei suoi scritti a Jenny, che le incolla sul diario: sentiamo così anche la voce della giovane Jane, che ci narra la storia di Jack e Alice, o che si diverte a burlarsi del padre, compilando pubblicazioni di nozze improbabili.
Grazie alla forma di Diario e ai disegni di cui il libro è corredato (eseguiti dalla stessa Jenny, abile disegnatrice — in realtà l’illustratrice Susan Hellard), impariamo a conoscere meglio e a mettere in ordine l’albero genealogico della famiglia Austen, impresa spesso ardua anche per gli appassionati non troppo zelanti della scrittrice. E questo ci permette di conoscerla un po’ meglio. Conosciamo anche il fratello secondogenito — spesso dimenticato — George, un ragazzo dalla salute fisica e psichica compromessa, che crebbe lontano dal resto della famiglia.
E, naturalmente, non poteva mancare l’affascinante figura di Eliza de Feullide, la cugina — poi cognata — di Jane Austen, con la sua aria esotica e nobile — nel libro il marito marchese non è ancora stato ghigliottinato, anche se siamo in piena Rivoluzione Francese —, modello per Jane e Jenny di femminilità. La cugina arriva alla canonica e ammalia tutti; porta regali raffinati, prepara le cugine per le uscite di società, con profumi e acconciature che le fanno sentire delle donne di mondo, istruisce le ragazze sul linguaggio del ventaglio, per affascinare i corteggiatori.
Molti personaggi hanno nomi che ci suonano familiari: oltre ai personaggi storici, come le sorelle Bigg e i Lefroy, amici di famiglia degli Austen, troviamo i nomi e i caratteri a cui si è ispirata la scrittrice nei suoi romanzi; Augusta, la terribile cognata di Jenny è Mrs Elton; Edward-John è Mr Collins.
Dal libro scaturiscono, com’è logico, anche parecchi spunti di riflessione, come, ad esempio, quello sui collegi femminili (boarding school) in cui studiarono Jane Austen e Jenny: luoghi in cui le ragazze imparavano ben poco:
The young ladies, as Mrs Cawley calls them, will all be in the schoolroom, practising their handwriting or listening to a teacher droning on and on, or spending hours getting in and out of an old sedan chair that Mrs Cawley keeps outside the back door so that her pupils can learn how to do this gracefully, without showing our ankles at all — which according to Mrs Cawley would ruin our marriage prospects forever.
[Le giovani dame, come le chiama Mrs Cawley, saranno tutte nell’aula, a esercitarsi sulla calligrafia o ad ascoltare un insegnante che parla e parla, o perderanno ore intere a entrare e uscire da una vecchia portantina che Mrs Cawlry  tiene fuori dalla porta posteriore in modo che le sue allieve imparino a farlo aggraziatamente e senza mostrare le caviglie — eventualità che, a dire di Mrs Cawley, rovinerebbe per sempre le nostre prospettive matrimoniali.]
Collegi in cui spesso le allieve rischiavano di morire per mancanza di cibo e di cure. E proprio per mancanza di cure Jane Austen era in punto di morte. È grazie all’intraprendenza — e all’audacia — di Jenny se riuscirà a salvarsi; ma — come abbiamo visto nello stesso brano appena citato — basta poco per rovinare la reputazione di una fanciulla e per distruggere le sue prospettive matrimoniali (che, ricordiamolo, sono l’unico modo un cui una donna poteva ritagliarsi un briciolo di indipendenza, all’epoca). Proprio quella stessa intraprendenza che le ha permesso di salvare la vita alla cugina, rischierà di rovinare la sua per sempre.
Alterando leggermente la verità — la Cooper in realtà si chiamava Jane e non Jenny, ma il nome le è stato modificato per ovvi motivi; inoltre era più vecchia di Jane Austen di un po’ di più del mezzo anno attribuitole in questo libro —, Cora Harrison ha ricostruito un ambiente assolutamente avvincente e realistico, l’ambiente dal quale è nato un grande genio della Letteratura, l’ambiente in cui tutte le ragazzine e le donne che abbiano amato Jane Austen vorrebbero essere cresciute.
Il seguito di questo libro è stato già tradotto in italiano e pubblicato da Newton Compton, disponibile nelle nostre librerie già dal 10 Maggio 2012.
Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato è l’edizione italiana di Jane Austen stole my boyfriend, che racconterà le vicende dei mesi successivi a quelli degli eventi narrati nel diario I was Jane Austen’s Best Friend.
Autore: Cora Harrison
Titolo: Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato
Titolo Originale: Jane Austen stole my boyfriend
Traduzione di Stefania Di Natale
Casa Editrice: Newton Compton
Pagine: 320
Prezzo: € 9,90
Data pubblicazione: 10 Maggio 2012
Trama
Inghilterra, 1791. Jane Austen e sua cugina Jenny trascorrono le vacanze di primavera a Bath, tra balli di gala, pettegolezzi e sale da tè. Jenny ha trovato l’uomo giusto da sposare, l’affascinante e coraggioso capitano Thomas Williams, ma ha bisogno dell’aiuto di Jane per coronare il suo sogno d’amore e superare le resistenze del fratello, il pavido Edward-John, che si rifiuta di acconsentire alle nozze. Jane, invece, non ha ancora trovato il principe azzurro: il suo fascino e la sua arguzia, sorprendenti per una quindicenne, attraggono molti pretendenti, anche quelli su cui hanno già messo gli occhi altre ragazze… E così, suo malgrado, la ragazza si ritrova al centro di uno scandalo che potrebbe rovinarle la reputazione e mettere fine a tutte le sue speranze di trovare il vero amore. Tra storia e finzione, sontuose sale da ballo e sfarzose boutique, Cora Harrison ci offre il delizioso ritratto di Jane Austen da ragazza, nel diario segreto di sua cugina Jenny.
Leggi un estratto dal libro
                                           BOOKTRAILER                                            
Speriamo dunque vivamente che Newton Compton traduca anche il primo romanzo della serie.
Nell’attesa di recensire anche questo romanzo, noi Lizzies vi consigliamo assolutamente di leggere questo, in inglese —  se non dovesse essere tradotto — dal momento che, essendo diretto a un pubblico di adolescenti, è scritto in un linguaggio molto semplice, comprensibile anche ai meno esperti.

                                 GIUDIZIO CONCLUSIVO                                 
Questo romanzo è smaccatamente femminile — sebbene ci siano degli elementi da non trascurare neanche per gli studiosi di Jane Austen di sesso maschile — e vi farà tornare indietro al mondo incantato dei vostri dodici anni.
Assolutamente da tradurre: a maggior ragione perché Newton Compton ha già tradotto il primo della serie!

 Link Utili                                                                                                   
☞ Recensione di Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato (prossimamente)

7 commenti:

  1. Bellissima recensione! Non capisco perchè la Newton abbia tradotto prima il secondo capitolo della storia, non partendo direttamente da questo. Sarà uno dei prossimi acquisti su bookdepository!

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    Risposte
    1. Grazie Sally!
      Fra l'altro ho dato un'occhiata al secondo della serie, quello in Italiano, e non direi che sono due cose separate. Vedo che ci sono moltissimi riferimenti al primo... O___O

      Urge contattare la Newton e chiedere l'immediata traduzione di questo! ;)

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    2. Si stavo pensando anche io di scrivere alla Newton! Intanto oggi ho comprato 'Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato'.. :)

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    3. non si capisce la logica di certe scelte. non si può fare niente? serve una petizione? a me è piaciuto tantissimo Come Jane Austen mi ha rubato il fidanzato e mi ha incuriosito verso il primo

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    4. Ci stiamo provando in tutti i modo. Speriamo di riuscire al più presto! :)

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  2. Quest'altro volume edito dalla Newton si rifà sempre a Jane Austen, almeno nella presentazione: http://www.unilibro.it/libro/goodman-allegra/la-collezionista-di-ricette-segrete/9788854136946/dettagli
    che ne dici?

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    Risposte
    1. Sì, mi era stato già suggerito nel post dei derivati tradotti in italiano (forse proprio da te?). E' fra le mie prossime letture: non appena vedrò di che si tratta, lo inserirò (dipende, naturalmente, dal livello di somiglianza con Sense and Sensibility).
      Confesso che la fascetta del romanzo ci aveva rese perplesse: ormai basta citare Jane Austen per vendere un libro. Quindi non l'avevamo preso in considerazione, perché immaginavamo che la millantata somiglianza fosse una bufala. :)

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"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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