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martedì 4 settembre 2012

Jane e lo spirito del Male - Le indagini di Jane Austen #4 di Stephanie Barron


Carissimi Lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

voglio parlarvi oggi - in tono molto informale - di un romanzo che ho appena finito di leggere e che mi ha riappacificato con questa serie - quella scritta da Stephanie Barron - che vede Jane Austen nei panni di investigatrice. Dopo un inizio molto promettente (Jane e la disgrazia di Lady Scargrave), infatti, il gradimento per questi romanzi era andato lentamente a decrescere, tanto che avevo assegnato al terzo romanzo della serie (Jane e il mistero del medaglione) appena due stelle. Tuttavia ho continuato ad acquistare i volumi, che TEA pubblica periodicamente (circa due all'anno) e che sono arrivati in giugno all'ottavo caso, con Jane e l'eredità di Sua Signoria.
Quando sono entrata a casa con l'ottavo volume, ho deciso che era il caso di correre ai ripari e  riprendere a leggere al più presto la serie, laddove l'avevo interrotta. È stato così che ho letto Jane e lo spirito del Male.

SCHEDA LIBRO

Autore: Stephanie Barron
Titolo: Jane e lo spirito del male
Titolo originale: Jane and the genius of the place
Traduzione di Alessandro Zabini
Casa Editrice: TEA
pagine: 322
prezzo: €12,00
Data Pubblicazione: aprile 2010
Trama: Canterbury, 1805. Nell'aristocratica cittadina, gremita di tutta la migliore società inglese in occasione delle annuali corse di cavalli, l'atmosfera si presta agli scandali. Eppure, neanche Jane è preparata alla drammaticità degli eventi di cui sta per essere involontaria spettatrice. Una nobildonna francese di straordinaria bellezza, nota per i suoi costumi sfacciati, viene trovata morta, orrendamente strangolata. Lo scalpore e lo shock lasciano presto spazio alle accuse e gli occhi di tutti puntano su un uomo, un mascalzone che non aveva fatto mistero della sua attrazione per la vittima. Ma Jane, come sempre, non ama fermarsi alle apparenze e decide di approfondire le indagini per conto suo, portando presto alla luce una serie di indizi per lo meno insoliti, che puntano tutti nella stessa direzione. Intanto, le forze di Napoleone si stanno avvicinando alle coste del Kent, minacciando l'incolumità della popolazione. Tuttavia, Jane non è disposta ad abbandonare il caso per mettersi in salvo in terre più sicure, anche se la sua sete di giustizia potrebbe costarle il prezzo più alto: la sua stessa vita.

Recensione di LizzyGee
Un buon modello per Frank Churchill
e 1/2

Cominciamo col parlare della serie: Jane e la disgrazia di Lady Scargrave (TEA, ottobre 2008) è stata una delle  mie prime letture di Austen Inspired Novels e mi ha piacevolmente attratta verso il genere. La qualità è indubbiamente ottima: da bravo ex-agente della CIA, Stephanie Barron sa come condurre le sue ricerche e come sfruttarle al meglio. 
L'autrice ricorre ad un espediente: per giustificare dei romanzi scritti in prima persona dalla stessa Austen, dice di aver ritrovato, durante una ristrutturazione, nel seminterrato di una antica tenuta americana - appartenente ad un ramo di lontani parenti di Jane Austen suoi amici - un baule pieno di diari e lettere della scrittrice (ecco spiegata la loro MISTERIOSA SCOMPARSA!!!). E la Barron è così brava nel ricalcare lo stile di Jane Austen, che sembrerebbe quasi vero! Attinge soprattutto alle Lettere (quelle vere, le poche sfuggite al rogo di Cassandra), utilizzando personaggi che vi compaiono: sconosciuti personaggi storici di cui conosciamo l'esistenza solo perché hanno fatto parte della vita della nostra scrittrice preferita; ma anche i romanzi (da cui trae numerosissime citazioni e caratterizzazione dei personaggi, con un azzeccatissimo capovolgimento di ruoli: i personaggi della Barron risultano essere gli ispiratori di quelli di Jane Austen e non viceversa) e gli altri scritti. 
La Barron sarebbe dunque soltanto la 'curatrice' di memorie che Jane Austen aveva voluto preservare solo per le sue nipoti. È molto interessante ritrovare nel corso della lettura le note della curatrice-Barron, che spiega curiosità di carattere storico o letterario, per coloro che conoscono meno intimamente la nostra scrittrice preferita o il contesto storico.

Un gradevolissimo approccio, dunque; ma già dal secondo caso (Jane e il mistero del Reverendo, TEA aprile 2009) Jane Austen risulta un po' meno se stessa, tanto che la mia recensione su Anobii e Goodreads si intitola "Jane Austen o Jane Eyre?", per alcune somiglianze con l'eroina brontiana (un episodio iniziale mi ha ricordato l'arrivo di Jane Eyre dai Rivers a Moor House, ma soprattutto le schermaglie verbali con un personaggio mi ricordavano quelle con Edward Rochester; inoltre il romanzo - essendo un giallo - è pervaso da un'atmosfera gotica, esattamente come quello della Brontë). E sebbene ci siano numerosi richiami sia a Sanditon che a Persuasion (la scena si svolge a Lyme Regis, dopotutto), sul finale sembra di essere incappati nell'Isola del Tesoro di Stevenson, con Jane Austen che diventa una versione in abito Regency di Jim Hawkins, che compie escursioni notturne nei covi di contrabbandieri...

Il terzo caso, Jane e il segreto del medaglione (TEA, ottobre 2009), mi ha lasciata molto delusa. Sia ben chiaro, la Barron ha svolto lo stesso lavoro di ricerca storica degli altri libri. In esso vengono menzionati - e fanno parte della trama - i ritratti alla moda di Thomas Lawrence e Richard Cosway e gli attori di Drury Lane del calibro dei tre fratelli Sarah Siddons, Charles e John Kemble. La scena si svolge nel 1804 a Bath , dove Jane Austen si era ormai trasferita in pianta stabile con la sua famiglia. Eppure tutto il caso mi è suonato di inverosimile; Lord Harold Throwbridge che affianca Jane nelle indagini come un partner sia investigativo che sentimentale, un'ingombrante appendice.
L'interno del teatro di Drury Lane, 1808

Dopo un lungo periodo di attesa, dunque, ho intrapreso la lettura del quarto caso e... delizia delle delizie: ho ritrovato la MIA Jane Austen!
Il caso è ambientato nella zona di Canterbury (Kent) nel 1805, subito dopo la morte del reverendo Austen. Jane è in visita dal fratello Edward (Neddie) e dalla cognata Elizabeth (Lizzy, una fonte di ispirazione, tanto che talvolta sono giunta a considerarla la vera protagonista del romanzo, come se fosse Lizzy Bennet!) nella tenuta di Godmersham
Godmersham, Kent
Il caso è legato alle corse ippiche ma, soprattutto, è immerso nella Storia, quella storia che Jane Austen faceva entrare pochissimo nei suoi romanzi, ma che tuttavia influenzava la sua vita. 
In quel periodo Napoleone era sul punto di invadere l'Inghilterra. Il Kent, in quanto regione meridionale costiera poteva essere proprio uno degli obiettivi per lo sbarco delle truppe e la minaccia di evacuazione aleggiava su tutte le tenute signorili della zona. Essendo poi la prima vittima della storia una signora francese, la prima cosa a cui si pensa è lo spionaggio o il tradimento.
Numerosissimi i riferimenti (e le citazioni da romanzi e lettere) alla vera vita di Jane Austen e le fonti di ispirazione (come ho detto prima con capovolgimento dei ruoli) per i suoi scritti. 
Particolare attenzione è riservata all'architettura di giardini, ai suoi esponenti (Lancelot "Capability" Brown, Humprey Repton) e ai suoi stili. In Mansfield Park Jane Austen coglierà l'occasione per esprimere le sue opinioni, con la sua solita penna affilata.
Humphrey Repton, Tatton Park, Cheshire 1792, prima e dopo la trasformazione
Tuttavia ciò che mi ha maggiormente colpito è la 'storia ispiratrice' della relazione segreta di Jane Fairfax e Frank Churchill in Emma (da qui il titolo della recensione). Jane Austen (quella vera) 'salva' la sua coprotagonista dal destino di istitutrice (destino verso il quale la odiosa Mrs Elton cercava di spingerla). In Jane e lo spirito del male, invece, il personaggio parte già da tale situazione.
Troppe giovani gentildonne di buona famiglia e patrimonio esiguo si erano consegnate alla relativa schiavitù del mestiere di istitutrice, né nobile né infimo, però suscettibile di essere apprezzato o disprezzato a seconda degli umori dei padroni di casa. Così, le istitutrici vivevano in una sorta di limbo un'esistenza che non era servile e neppure signorile, subendo mille umiliazioni, mille privazioni, perennemente obbligate a rimandare la realizzazione delle loro speranze soltanto per concludere i loro giorni nella povertà iniziale, costrette a sopravvivere col minimo salario ricavato inculcando un minimo d'istruzione a numerose ragazze frivole, sprecando del tutto la loro bellezza e sacrificando il periodo migliore della loro giovinezza.
Unica pecca di questo libro, IMHO, è la traduzione del titolo, che avrei lasciato fedele all'originale (Jane and the Genius of The Place - Jane e il Genio del Luogo), con riferimento ad Alexander Pope, che aveva detto che nell'architettura di giardini niente si poteva ottenere senza rispettare il "genio del luogo", ovvero lo spirito che pervadeva e dominava il paesaggio.
Capability Brown, parco di Blenheim, Oxfordshire, 1764
Una lettura deliziosa per un falso d'autore: sembra di leggere veramente un diario di Jane Austen e ci si sente davvero vicini alla scrittrice, alla sua vita, al suo periodo e ai suoi pensieri. 
E non vedo l'ora di dedicarmi al quinto caso: Jane e l'arcano di Penfolds Hall!


Link Utili

☞ Stephanie Barron in Galleria Ritratti 
☞ Sito Autrice
☞ Blog Autrice
☞ Le recensioni dei primi 4 libri delle Indagini di Jane Austen, su Un tè con Jane Austen di LizzyS
☞ Le recensioni dei primi 4 libri delle Indagini di Jane Austen, su La Collezionista di Dettagli di LizzyP


4 commenti:

  1. Stephanie Barron si dimostra ogni volta precisa e attenta ad ogni dettaglio, sia questo relativo alla biografia di JA, sia al contesto storico e agli usi e costumi del suo tempo.
    Penso che l'abilità maggiore risieda nell'inserire perfettamente la finzione, trama del mystery, negli eventi reali della vita di JA, senza perdere di credibilità, anzi, seguendo lo stato d'animo della scrittrice strettamente connesso con le vicissitudini della propria esistenza. In questo, a parer mio, Stephanie Barron non ha rivali.
    Voi che ne pensate?
    LizzyP

    RispondiElimina
  2. La serie dei Misteri di Jane Austen mi ha sempre affascinata... I libri di Stephanie Barron infatti sono equamente divisi fra gli scaffali della mia libreria e il mio Kindle - e sto cercando di leggerli in ordine di apparizione. Se è vero che non sono tutti uguali in quanto a brillantezza della trama, bisogna dire che la qualità della narrazione è sempre su alti livelli: l'autrice dimostra una conoscenza di Austen e del periodo storico davvero precisa e completa. Finora il mio preferito è ancora il romanzo di debutto (La disgrazia di Lady Scargrave), ma nel mio Kindle mi aspetta Pensfold Hall!

    RispondiElimina
  3. @Miss Claire: certo! La Barron è proprio un ex agente della CIA!!! Precisa in ogni dettaglio e fedele nella ricostruzione storica (e devo dire anche nello stile, che ricalca quello di Jane Austen - e questo non credo le venga dal suo addestramento alla CIA, ma sia una sua dote naturale).

    @MaraB: anche se vorrei leggere l'ultima pubblicazione, preferisco anch'io seguire l'ordine d'uscita (dunque, anche per me il prossimo sarà Penfolds Hall). Se potessi li leggerei tutti subito, ma, ahimè, devo dare la precedenza ad altre letture.

    Piuttosto, consiglio a tutti la lettura di un altro romanzo di Stephanie Barron: Virginia Woolf e il giardino bianco

    http://www.diariodipensieripersi.com/2011/06/virginia-woolf-e-il-giardino-bianco-di.html

    (@Mara, a te che sei patita di thriller letterari in particolar modo!) ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Cara LizzieG, ho adorato "Il giardino bianco" e anche la recensione che ne hai fatto su Diario di Pensieri Persi : ) Se ti va di leggere il mio post al riguardo, ecco il link
      http://ipsalegit.blogspot.it/2012/04/il-giardino-bianco.html

      Elimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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