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lunedì 10 dicembre 2012

GdL Searching for Pemberley di Mary Lydon Simonsen | Recensione

Carissimi lettori e amici di Old Friends & New Fancies,

eccoci giunti all'appuntamento con la recensione del libro che è stato il nostro Gruppo di Lettura di novembre, Searching for Pemberley di Mary Lydon Simonsen. 
Questa lettura ci ha davvero conquistate, perché, oltre alla testimonianza storica Regency (anzi, in questo caso potremmo definirla georgiana, dal momento che l'autrice attribuisce le vicende di Pride and Prejudice a un periodo antecedente al 1811), ci si ritrova completamente immersi nella Storia, in particolare nel periodo della prima e della seconda guerra mondiale e del Dopoguerra, con testimonianze, aneddoti e racconti che ci fanno vivere un'atmosfera quanto mai realistica.
Dal momento che LauraT si è appassionata a questo romanzo quanto noi, le abbiamo chiesto di contribuire alla recensione con i suoi commenti: sarà dunque nostra graditissima ospite e dialogherà con LizzyGee sull'esperienza di questa splendida lettura.
Se volete rinfrescarvi la memoria, potrete consultare la SCHEDA LIBRO >> QUI<<

N.B.: Dal momento che questa recensione scaturisce da un Gruppo di Lettura, potrebbe contenere SPOILER
Legenda:
LauraT scrive in magenta
LizzyGee scrive in verde


RECENSIONE
Cercando Pemberley e trovando Mr Darcy!

L'atmosfera di questo romanzo è molto triste: dopo una guerra si raccolgono i cocci e, se è difficile riprendere a vivere dopo una grande perdita, immaginiamoci cosa può voler dire ricominciare a vivere quando un'intera generazione è stata spazzata via da una guerra mondiale. I sopravvissuti non possono considerarsi fortunati, perché sanno di dover ricominciare a vivere una vita in cui la maggior parte dei loro affetti non ci sarà più. 
In questi momenti ci si aggrappa spesso a qualcosa in apparenza futile per non perdere la ragione. 
Lyme Park, Cheshire, Pemberley in Pride and Prejudice 1995
La ricerca delle radici di Orgoglio e pregiudizio, anche se può sembrare una sciocchezza, in un periodo di incertezza e di sofferenza come può essere un dopoguerra, è tuttavia un'ancora di salvezza. Orgoglio e pregiudizio, come tutta la produzione di Jane Austen, lo è sempre. Ecco che la ricerca nella storia della famiglia Garrison/Bennet e della famiglia Lacey/Darcy, con relativi sequel — dal momento che si viene a conoscenza di tutte le storie dei discendenti delle due famiglie e di quelle ad esse correlate − diventa un'oasi in cui ristorarsi, un punto fermo nel deserto lasciato dalla guerra, in cui i sopravvissuti sembrano aggirarsi sbandati e senza meta.
Questa è l'atmosfera che si percepisce nel leggere Searching for Pemberley, un titolo quanto mai appropriato, in cui Pemberley/Montclair si erge come unica roccaforte fra le macerie fumanti dell'Inghilterra. Mary Lydon Simonsen costruisce un romanzo storico pieno di dettagli e di aneddoti, che si sviluppa su tre diversi piani temporali e con tre diverse storie d'amore, fra le quali si inseriscono decine di altre storie ed esperienze parallele, precedenti o successive.
Anche io penso che il voler fare della passione per la Austen, di Orgoglio e Pregiudizio in particolare, una sorta di scavo archeologico e su questo costruire un romanzo solido è stato sicuramente un progetto ambizioso, da parte della Simonsen, a maggior ragione perché si trattava della sua opera prima. Tuttavia la scrittrice è riuscita a realizzare qualcosa che si regge bene in piedi. 
Belton House (Rosings/Desmet Park in Pride and Prejudice 1995)
Anche le tre storie d'amore che si intrecciano e procedono non parallele, ma incontrandosi, incrociandosi, scontrandosi vicendevolmente mi hanno dato sicuramente motivo di "attaccamento alla lettura". Ho trovato, però, la protagonista un po' spenta, la più assente fra tutte le figure femminili presenti nel romanzo. 
Hai ragione Laura! Maggie sembra essere più che altro un espediente, una sorta di «intervistatrice», la cui curiosità ha fatto sì che venissero raccolti un'enorme quantità di aneddoti storici e privati riguardanti un po' tutti i personaggi che si trovavano a incrociarla e a parlare con lei. Se devo trovare una pecca in questo romanzo, è proprio l'eccessiva abbondanza di episodi contingenti, che — talvolta — mi sono sembrati superflui. Maggie, invece, rimane abbottonata fino alla fine, forse un po' priva di passioni (ma ho considerato il suo atteggiamento come sintomo del periodo storico in cui si trova a vivere). Eppure la Simonsen ha svelato che il suo personaggio si basa su una persona realmente esistita, anzi, su due, se si conta una sua zia che si recò in Germania subito  dopo la seconda guerra mondiale.
Il matrimonio di Kathleen Kennedy e William Cavendish
Le testimonianze e i personaggi storici sono stati inseriti accuratamente e strategicamente all'interno del romanzo: che Kathleen (Kick) Kennedy,la sorella di JFK si sia sposata con William Cavendish, marchese di Hartington, erede del Duca del Devonshire,  è sacrosanto — con conseguente codazzo di polemiche dovute, oltre alla differenza di estrazione anche a quella di provenienza religiosa! L'inserimento di fatti realmente accaduti fa venir voglia di credere che sia tutto vero. Di sicuro a me ha messo voglia di fare un giro per la campagna inglese tra il Derbyshire e Peak District! (E magari cercare Montclair, vero Laura?)

A proposito delle polemiche sulle differenze di religione, fa riflettere ciò che dice Jack in proposito:
To me, the whole thing was a storm in a teacup. What difference does it make if two people get on? With all the blood spilled in two wars, people get upset about nonsense like that. 
{Per me l'intero affare è stato una tempesta in un bicchiere d'acqua. Che importa la differenza [di religione] se due persone vanno d'accordo? Con tutto il sangue che è stato versato in due guerre, la gente si irrita per sciocchezze del genere.}
La Simonsen ritornerà poi nuovamente alla fine sull'argomento della poca tolleranza delle famiglie riguardo ai matrimoni fra due persone di diverse religioni. Una sorta di 'differenza sociale' come in Orgoglio e Pregiudizio, che continua a ripetersi.
Jena Malone e Carey Mulligan (Lydia e Kitty Bennet in Pride and Prejudice 2005)
Anche io avrei da fare un (piccolo) appunto all'autrice: il continuo saltare da una storia all’altra, da un secolo all’altro ammetto che a volte mi ha confusa — specialmente all’inizio —, tuttavia, mi ha fatto piacere riscoprire che personaggi, che per un momento avevo accantonato, hanno poi avuto il loro ruolo centrale nel prosieguo del romanzo.
Sì, per quanto riguarda la storia ispiratrice di Orgoglio e Pregiudizio, se già per noi è stato un po' complicato abituarsi al 'doppio nome' (quello 'reale' — secondo la Simonsen — e quello scelto dalla Austen) — tanto più che Lydia e Kitty, in realtà si chiamavano Lucy e Celia —, non oso pensare a che confusione possa fare chi è meno pratico, o totalmente digiuno, dei personaggi di Jane Austen. Ottima, dunque, l'idea di inserire una legenda del Cast of Character e un'Appendice da consultare quando si perde la bussola.
Una volta dato il giusto nome ai personaggi, però, è divertente leggere diari e lettere, anche in ordine sparso come li inserisce l'autrice. In particolar modo ho amato il personaggio di Anne Desmet/De Bourgh e il suo rapporto con il cugino William Lacey, di cui era confidente — un personaggio che appare totalmente differente dalla Anne de Bourgh di Orgoglio e Pregiudizio, ma molto vicina a come noi Janeites amiamo raffigurarcela.
Rosamund Stephens (Anne De Bourgh, Pride and Prejudice 2005)
Inizialmente su Rob non nutrivo grandi speranze. Uomini così ci sono sempre stati, a prescindere dalle esperienze, certo molto forti, della guerra. Lui in America, lei in Inghilterra... 
Sai una cosa, Laura? Io credo che sia stata Maggie ad allontanarlo da sé: lui mi sembrava ben disposto, anche se ancora un po' scioccato dalla guerra; Lei, invece, sembrava sì, volere una proposta di matrimonio, ma era anche più interessata alle sue ricerche che a tornare in America con Rob. Infatti, alla fine, ho avuto ragione! 
Ma infatti! In fondo Rob non è che non volesse impegnarsi, aveva solo bisogno di tempo. Era Maggie che un impegno di quel tipo non lo voleva: gli Stati Uniti le stavano stretti dopo due anni d’Europa, anche con tutte le ristrettezze e complicazioni del dopoguerra e del razionamento di cibo e carbone. Avrei fatto anche io la stessa scelta, ma certo non è facile lasciare famiglia e “il noto” per l’avventura e l’ignoto, anche se, devo ammettere, Jack e Beth sono una bella ancora... (Una volta che si è trovata la strada per Pemberley è difficile ripercorrerla a ritroso!)
Monumento al Ponte Aereo, all'aeroporto Tempelhof di Berlino,
con incisi i nomi dei 39 piloti britannici e 31 americani
che persero la vita nell'operazione umanitaria
Ritornando invece nell’ambito della ricostruzione storica mi ha fatto piacere riconoscere il “ponte Aereo” per Berlino — chiunque sia stato lì lo ricorda se non altro per il monumento — che in fondo ha segnato l’inizio di un’altra Guerra, altrettanto terribile delle due precedenti: la Guerra fredda…
Certo, Laura! Spunti e testimonianze storiche di certo non mancano in questo libro; del resto la Simonsen, come dice nei Ringraziamenti, ha attinto ampiamente al Britain’s World War II Oral History Project (Progetto Britannico per la trasmissione orale storica della seconda guerra mondiale) e chissà a quante altre fonti!

Lo stile è scorrevole e confidenziale, come una chiacchierata fra amici. 
Searching for Pemberley è una rilettura diversa di Orgoglio e pregiudizio, da parte di un'autrice che, oltre ad amare Jane Austen, ama immensamente anche il periodo storico della prima metà del XX secolo e ha una curiosità innata e un interesse per le persone e le loro storie come pochi altri (come la sua Maggie).


 Link Utili
☞ Il Segnalibro di LizzyP




2 commenti:

  1. LauraT! Che bello trovare anche te su questi lidi! ^^
    Tintaglia

    RispondiElimina
    Risposte
    1. LauraT è la quarta Lizzy, proprio come te, Gonza e tante altre amiche che ci fanno compagnia in GdL e letture varie! ^__^

      Elimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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