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giovedì 10 gennaio 2013

Jane e l'arcano di Penfolds Hall | Le indagini di Jane Austen #5 di Stephanie Barron

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,

in questo mese dedicato ai festeggiamenti per il Bicentenario di Orgoglio e pregiudizio, non poteva mancare il romanzo delle indagini di Jane Austen che Stephanie Barron ha riservato proprio agli episodi ispiratori del capolavoro della scrittrice inglese. E dunque vi porterò con me in Derbyshire (solo col pensiero, ahinoi!), per svelare l'Arcano di Penfolds Hall e per inserire altri tasselli nella vita della nostra scrittrice preferita, nella ricostruzione un po' cruenta ma verosimile che la ex-agente della CIA Stephanie Barron compie grazie all'espediente dei diari perduti di Jane Austen, di cui dice di essere solo Curatrice.


SCHEDA LIBRO
Autore: Stephanie Barron
Titolo: Jane e l'arcano di Penfolds Hall
Titolo Originale: Jane and the Stillroom Maid
Traduzione di Alessandro Zabini
Casa Editrice: TEA
Pagine: 312
Prezzo: € 12,00
Data Pubblicazione: 14 ottobre 2010
Descrizione: Derbyshire, agosto 1806. Jane, in vacanza, sta assaporando il mite clima estivo e scoprendo le bellezze della regione, quando, durante una delle sue passeggiate, trova il cadavere di un giovane uomo dai boccoli biondi e dal viso bello come quello di un angelo. A sconvolgerla ulteriormente è il coroner che le rivela che non si tratta di un uomo, bensì di Tess Arnold, domestica personale di Mr. Charles Danforth di Pensfolds Hall, travestita con gli abiti del suo padrone. Dopo lunghi anni di fedele servizio, Tess era stata accusata di stregoneria e quindi cacciata dal maniero. Che cosa si nasconde dietro la sua morte? È stata la vittima di un pazzo? O qualcuno l'ha uccisa per seppellire con lei segreti innominabili? Come sempre, il fiuto di Jane per l'intrigo e la menzogna porterà la nostra eroina a lanciarsi in un'indagine pericolosa, e nemmeno le peggiori minacce potranno dissuaderla dalla ricerca della verità.


RECENSIONE DI LizzyGee
Il ricordo di Georgiana
In questo romanzo Stephanie Barron ci trasporta nel periodo che Jane Austen trascorse in Derbyshire con sua madre e sua sorella nell'estete del 1806, dopo la morte del Reverendo George Austen. Recatesi in visita ad Hamstall Ridware, in Staffordshire, dove il cugino Edward Cooper era parroco, le tre donne si ritrovarono a dover sfuggire a un'epidemia di pertosse che colpì la famiglia Cooper, rifugiandosi in Derbyshire. Qui Jane Austen visitò Chatsworth, l'ancestrale dimora dei duchi del Devonshire, che  come molti sostengono  prese a modello per la sua Pemberley.
Naturalmente la Jane Austen della Barron non può non incappare in un delitto. Questa volta si tratta di un omicidio efferato, che sembra voler coinvolgere la massoneria e molti dei nobili della zona, sebbene la vittima sia una semplice dispensiera (che si occupava, però, anche di erboristeria). Quando è stata uccisa Tess Arnold, questo il nome della vittima, indossava abiti da uomo che, come si scoprirà in seguito, appartenevano al suo padrone, Charles Danforth.
Nella famiglia Danforth di Penfolds Hall sembra che la sopravvivenza sia merce rara. Charles Danforth ha seppellito tre figlioletti e la moglie, morta per un parto prematuro. Che la dimora sia colpita da una maledizione? 
Jane Austen indaga per scoprire se Charles Danforth sia colpevole  come crede il popolo e il coroner Mr Tivey  o se sia necessario guardare altrove, forse anche nella famiglia Cavendish!
William George Spencer Cavendish (1790-1858)
ritratto da Thomas Lawrence (1811)
La Barron dipinge la famiglia dei duchi del Devonshire con grande abilità. A marzo 1806 si era spenta la compianta duchessa Georgiana e il duca William 'Canis' era a Chatsworth con la sua amante storica, Lady Elizabeth Foster, che sarebbe diventata la sua seconda moglie, e i figli Harriot e William George Spencer Cavendish, marchese di Hartington (questo è il titolo che spetta all'erede del Duca del Devonshire), sulla cui nascita ci furono sempre grandi dubbi. Molti sostenevano, infatti, che il marchese non fosse figlio di Georgiana, ma di Lady Foster, e il ragazzo, all'epoca sedicenne, soffriva per una crisi di identità dettata non soltanto dall'età adolescenziale.
Lady Harriet Cavendish (1785–1862)
in un dipinto di Thomas Barber (1810)
Harriot, d'altro canto, che in quell'estate raggiunse la maggiore età, cominciava a rivelare il suo carattere di donna forte e conquistatrice  da brava figlia di cotanta madre ―,  che mal cedeva il posto di padrona di casa all'amante del padre.
A fare da chaperone alla nostra Jane a Chatsworth, conducendola ancora una volta nell'alta società, è Sua Signoria Harold Trowbridge, quinto Duca di Wilborough, che spesso affianca Jane Austen nelle sue indagini.

Qualche parola va spesa sulla figura del cugino delle Austen, il Reverendo Edward Cooper, che la Barron  e altri scrittori  considerano il modello su cui la scrittrice creò il Mr Collins di Orgoglio e Pregiudizio. Come mai? In Jane e l'arcano di Penfolds Hall è un personaggio quantomai ridicolo, che a ogni minima difficoltà inizia a cantare a voce spiegata (e stonata) inni religiosi. In effetti il cugino di Jane Austen doveva essere un tipo tronfio e presuntuoso e questo non si deduce da ciò che scrive la Austen, ma dagli scritti dello stesso Cooper. Egli ci ha infatti lasciato ben due volumi di Sermoni, uno dei quali contiene dei Gospel. Non provo il minimo desiderio di leggere le sue perle, ma non dubito che la Barron lo abbia fatto, da scrupolosa agente della CIA, ricavandone un personaggio gretto e borioso.

I capitoli del romanzo sono inframezzati da pagine del ricettario di Tess Arnold, la vittima, che la Barron ha ricavato consultando diversi testi e ricettari dell'epoca, in particolar modo The British Housewife, or, The Cook, Housekeeper's and Gardiner's Companion, by Mrs. Martha Bradley, late of Bath (1756).
Una delle indagini più affascinanti fra quelle lette finora, che mi ha lasciata col desiderio di continuare a leggere i successivi episodi della serie. Perché anche se i delitti sono un'invenzione, la ricostruzione della vita di Jane Austen e dei suoi spostamenti è precisa e dettagliata.


Link Utili

Scheda Libro sul sito TEA 
☞ Stephanie Barron in Galleria Ritratti
☞ Le indagini di Jane Austen #4 (e brevi recensioni delle prime tre)
☞ Sito Autrice
☞ Blog Autrice
☞ Le recensioni dei primi 4 libri delle Indagini di Jane Austen, su Un tè con Jane Austen di LizzyS
☞ Le recensioni dei primi 4 libri delle Indagini di Jane Austen, su La Collezionista di Dettagli di LizzyP


3 commenti:

  1. Ah... Pemberley!... O meglio, Chatsworth. ;-)
    Come sai, cara LizzyGee, anch'io ho molto amato questo romanzo di Mrs. Barron. Ti ringrazio per le note su Edward Cooper e il ricettario perché non sempre queste finezze (tipiche della ricostruzione accurata di Mrs. Barron) vengono colte appieno - e invece costituiscono proprio uno degli elementi di maggiore valore di questi piacevolissimi libri, che contribuiscono a rendere la "sua" Jane Austen ancora più reale.

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    Risposte
    1. Il personaggio di Edward Cooper mi ha subito conquistata (negativamente). Del resto, lo avevo già incontrato in I was Jane Austen's Best Friend di Cora Harrison, per cui non mi era completamente sconosciuto. E quel che più mi ha colpita è stata la somiglianza fra il personaggio della Harrison e quello della Barron! :)

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    2. Forse ad entrambe le autrici è venuto spontaneo dipingerlo così, come un Mr Collins all'ennesima potenza.
      Di certo, voglio assolutamente leggere i libri di Cora Harrison, soprattutto dopo le tue recensioni qui su OF&NF (http://oldfriendsnewfancies.blogspot.it/search/label/Cora%20Harrison) che mi hanno molto incuriosito. E poi, il pensiero di ritrovare Mr Collins... ops, Edward Cooper, è irresistibile. ;-)

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"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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