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lunedì 14 gennaio 2013

Recensione: Mr Darcy Broke My Heart - Beth Pattillo

Carissimi Lettori e Amici di Old Friends & New Fancies,
eccoci finalmente alla recensione - come sempre a sei mani - delle Lizzies, dell'ultimo spinoff letto nel 2012 ispirato a Pride and Prejudice, firmato dall'americana Beth Pattillo, Mr Darcy broke my heart. Da un libro relativamente breve non ci aspettavamo una trama che vede in gioco alcuni elementi nuovi che hanno concorso a confutare ogni pregiudizio su una trama scontata. Ne è emersa una lettura piacevole che ha sollevato ipotesi su argomenti finora ignorati dai derivati austeniani. Come sempre la scheda del libro, la recensione/chiaccherata delle Lizzies, i link utili e spazio alle vostre domande e ai vostri commenti!
Buona lettura e ancora Buon Anno a tutti voi! ^_^
SCHEDA LIBRO
Autore: Beth Pattillo
Titolo: Mr Darcy Broke my Heart (Mr Darcy mi ha spezzato il cuore)
Casa Editrice: Ideals Publishing  Corporation
Pagine: 264
Data Pubblicazione: febbraio 2010

Sinossi: Claire Prescott è una donna equilibrata che crede nei fatti e nelle cifre, non nelle favole. Ma quando accetta di presentare un saggio a un simposio estivo a Oxford per conto della sorella ammalata, Claire si trova scagliata in un'avventura con un branco di fanatiche di Jane Autsten alla ricerca del proprio Mr Darcy. Al contrario, Claire non cerca il suo Mr Chiunque. Frequenta Neil, un fanatico sportivo, un ragazzo per bene, forse un po' noncurante. Quando uno sconosciuto alto, bruno e affascinante incrocerà il suo percorso, forse che la compassata Claire scoprirà improvvisamente l'eroina romantica che è dentro di  lei? L'incontro fortuito con una donna misteriosa che afferma di possedere una versione precedente di Orgoglio e Pregiudizio - in cui Lizzie finisce con qualcuno ben diverso da Fitzwilliam Darcy - porta a una stupefacente scoperta riguardo alla personale battaglia della venerata autrice per trovare l'eroe giusto per Lizzie Bennet. L'inatteso arrivo di Neil a Oxford complica la ricerca di Claire del suo protagonista romantico. Questo libro è la storia di una donna che scopre che l'amore non ha niente a che vedere con la logica e che un vero eroe può comparire dove e quando meno lo si aspetta.

Vi ricordiamo che le Lizzies scrivono con caratteri e colori diversi:
LizzyGee scrive in Georgia e in verde
LizzyP scrive in Helvetica e in blu
LizzyS scrive in Verdana e in violetto
Buona lettura!!!
RECENSIONE delle LIZZIES
LizzyGee: Non siamo tutte Elizabeth Bennet
LizzyP: First Impress... Persuasion
LizzyS: First impressions & Second attachment
e 1/2
L'improvvisa morte dei genitori, ha fatto di Claire Prescott quello che è, una vera maniaca del controllo; dal giorno di quel tragico evento, il senso di responsabilità e l'istinto di protezione verso la sorella minore Missy hanno assorbito completamente la vita di Claire, lasciando in sospeso ogni cosa la riguardasse personalmente, convogliando tutte le sue energie in un costante supporto a quel che resta della famiglia, così interamente immersa nel tenere in piedi le vite altrui  compresa quella del fidanzato Neal  da dimenticare se stessa. Con questo già  si spiega il titolo che ho dato alla mia parte di recensione: non siamo tutte Elizabeth Bennet. Avrete chiaramente capito che Claire è una novella Anne Elliot! L'istinto di protezione nei confronti di sua sorella e di tutta la sua famiglia, il grande senso di responsabilità l'hanno persuasa a fare delle scelte e a sacrificare la sua vita per il bene (o quel che lei crede sia il bene) degli altri. Non è dunque detto che Mr Darcy vada bene per lei, forse dovrebbe cercare il suo Captain Wentworth!

Così, quando Missy le chiede l'ennesimo favore – partecipare in sua vece ad una conferenza su “Orgoglio e Pregiudizio” di Jane Austen – Claire, sciolto l'unico dubbio intorno alla propria inesistente preparazione sull'argomento, si convince facilmente a risparmiare alla sorella, reduce dal recente parto, il viaggio da Kansas City ad Oxford. Non immagina per un solo istante che la sua vita stia per cambiare...
Keri Russell e Bret McKenzie in una scena di Austenland (2013)
Ammetto che a questo punto ero un po' sconfortata. Mentre leggevo, mi sembrava di avere un déjà vu libresco perché questa vicenda mi ha fatto subito venire in mente qualcosa di simile, molto simile, Austenland: esattamente come in questo romanzo, anche lì una parente della protagonista forza il destino e la costringe ad avere a che fare in modo molto diretto con Jane Austen. La differenza che mi ha spinto a continuare a leggere è stata la maggiore consistenza della narrazione. Che fin da subito suscita curiosità. Sai che non avevo pensato a questa tua considerazione, LizzyS? Comunque Claire è più solida e seria rispetto a Jane Hayes, che, ti ricordo, era ossessionata da Colin Firth con la camicia bagnata. Claire invece sembra decisamente poco interessata agli aspetti steamy (di recente evoluzione) di Pride and Prejudice, sebbene neanche lei sia una Lizzie, esattamente come non lo era Jane Hayes!
Giunta sul suolo inglese, l'affascinante background di Oxford, il paesaggio ed il tempo (!) così diversi, sono già cambiamenti decisivi nella quotidianità di Claire, ma l'entrata in scena di James Beaufortintrigante editore fra i partecipanti al seminario – incrina definitivamente la pelle di cristallo dentro la quale aveva vissuto protetta fino a quel momento.

James è così diverso da Neil: brillante, sicuro di sé, elegante, soprattutto, sembra interessato a ciò che Claire ha da dire, dettagli sufficienti a farne una tentazione irresistibile, esattamente come Mr Darcy. Ma Claire non è una fanatica come la sorella, conosce così poco dei romanzi della Austen da essere costretta a rileggersi Orgoglio e Pregiudizio per rafforzare il proprio ruolo nella presentazione... Mr Darcy, per lei, non è un tallone d'Achille.
Attenzione, però, perché James Beaufort sembra Mr Darcy, per il suo modo di entrare in scena, la sua raffinatezza e la sua riservatezza, ma siamo certi che, in realtà, non si tratti di un Mr Wickham? Jane Austen ci ha insegnato a non fermarci alle prime impressioni; infatti ha smascherato Wickham, Willoughby, Churchill e via discorrendo, che pure, in principio, ci erano sembrati così credibili! Capisco cosa intendi, ma Lizzie ha sbagliato a valutare sia Mr Darcy che Wickham alla first impression! Nel caso di Claire, James rappresenta nell'immediato il termine di paragone con Neil, che somigli prima a Darcy e poi a Wickham poco importa, poiché la protagonista (come hai giustamente sottolineato) non è una Lizzie, ma una Anne!
Il primo scambio tra Claire e James tocca brevemente alcuni temi attuali, come il fanatismo per Mr. Darcy (soprattutto quello di stampo americano, che sconfina nella... tempesta ormonale), i pregiudizi su Jane Austen, lo sfruttamento commerciale del suo nome, e allo stesso tempo ci aiuta anche a conoscere meglio i due antagonisti e, una volta allargatosi il dibattito, anche gli altri personaggi. 

Immersa nei nuovi pensieri, la conoscenza degli altri partecipanti al seminario non fa che confermarle il carattere fanatico di un tale argomento; i personaggi presenti sono esemplari dei diversi approcci alla Austen e tra fans di Colin Firth e Matthew McFadyen, Martin Blakely emerge come un serio studioso della materia, conquistandosi repentinamente la stima di Claire.

Se una tale rosa di elementi non bastasse a destabilizzare l'autocontrollo della protagonista, ecco entrare in scena Harriet Dalrymple ed il suo prezioso segreto.

Harriet è una simpatica e loquace signora anziana che vive in un delizioso cottage (decisamente un soggetto da cartolina o libro di favole!) [a me ha ricordato molto due personaggi di Emma, la mia amatissima Miss Bates e Harriet Smith, portate un po' alle estreme conseguenze, o forse semplicemente un loro mix, con qualche anno in più!]  poco lontano da Oxford, che incontra più o meno casualmente Claire durante una passeggiata, introducendola nella propria casetta e nel segreto che custodisce. Autodefinitasi una lontana cugina degli Austens, dopo pochi scambi in confidenza, Harriet affida alle mani di Claire alcune carte dall'aspetto antico, scritte in una grafia per lei irriconoscibile, ma il cui contenuto le rammenta in modo inequivocabile l'incipit di Orgoglio e Pregiudizio, lo stupore le toglie la parole poiché si tratta – come le conferma Harriet – del primo capitolo della prima perduta stesura di First Impressions.

«It is a truth universally acknowledged that a single man in possession of a good fortune must be in want of a a wife. Therefore when a gentleman by the name of Bingley inquired as to letting the great house at Netherfield, the village of Meryton and its environs blossomed with expectation, for it had been many years since so interesting a development had occurred in that part of Hertfordshire.»

Riuscite ad immaginare di avere tra le mani tale preziosissimo documento?!

Sebbene, Claire sia dichiaratamente una neofita in fatto di Jane Austen, non trascura la possibilità di trovarsi di fronte ad una scoperta importantissima, destinata a cambiare la storia della Letteratura inglese! Quello che non può verificare è l'autenticità della bozza, il come ed il perché un'innocua signora della cui parentela con l'autrice non si hanno conferme, possieda un tesoro del genere fra le quattro mura del suo cottage e ne metta a conoscenza una perfetta sconosciuta  quale è Claire per lei  senza apparente motivo!
E chi diamine sono The Formidables?
The Formidables danno a questo romanzo quella giusta aura di mistero quasi da loggia massonica (è quello che ho pensato io! :D), da società segreta che si tramanda documenti e lettere da occultare di generazione in generazione: mi hanno fatto pensare a una versione edulcorata de Il codice Da Vinci, con quel pizzico di ironia che non guasta mai quando si parla di Jane Austen.

La Pattillo ha messo in gioco due elementi trascinanti che conducono da soli la trama: una protagonista inadatta al contesto, ma proprio per questo interessante per l'interazione col tutto; ed un co-protagonista capace da solo di attirare il pubblico austeniano, intendo il manoscritto della prima stesura di Pride and prejudice, ovviamente!
Riguardo alla prima stesura di First Impressions devo dire che non mi sembrava assolutamente di leggere Jane Austen: credo che l'impresa di creare un manoscritto che suonasse autentico fosse troppo al di sopra delle possibilità della Pattillo. Il risultato  anche se si trattava di pochi capitoli, con diversi buchi e lacune  sembrava equivalere a un romance di basso livello. La trama di First Impressions (della Pattillo), totalmente diversa da quella di Pride and Prejudice, mi ha fatto pensare, per alcune caratteristiche in comune, a Jane Eyre. Del resto rivela una passionalità e un romanticismo che proprio la Brontë rimproverava alla Austen di non possedere.
Zelah Clarke e Timothy Dalton in Jane Eyre 1983
L'espediente dell'antico manoscritto perduto mi è piaciuto molto ma subito anch'io, come LizzyGee, sono rimasta delusa perché non è neppure lontanamente somigliante, se non nello stile almeno nella trama, a ciò che conosciamo oggi (è vero, c'è molto più Miss Brontë che non Miss Austen). Ripensandoci, scegliere un espediente di questo genere ha significato mettersi pericolosamente... nei guai, e misurarsi con un'impresa forse al di sopra delle capacità di chiunque. 
La Pattillo potrebbe giustificarsi dicendo che si trattava di uno scritto giovanile, di molto precedente alla stesura definitiva di Pride and Prejudice, se non fosse che la Austen in gioventù era ancora più ironica e poco propensa alle romanticherie che nella maturità, in cui aveva potuto affinare le sue doti e ricoprire di zucchero le sue staffilate. Infatti, in principio, non credevo che il manoscritto fosse un originale, ma che magari lo avesse scritto la stessa Harriet  che non appariva affatto demente come voleva far credere sua figlia!
Il mistero delle pagine ritrovate, il fascino di un moderno Mr Darcy, s'intrecciano alla vita di Claire scompigliandone ogni ordine apparente, certezza o sentimento che sia; Neil ad un tratto è così lontano, fisicamente e mentalmente, Missy è una voce oltreoceano che sembra non aver già più bisogno di lei... d'improvviso, Claire si ritrova sola con se stessa, incredula di fronte alla vacuità della propria esistenza, vuota ed inutile ora che è priva del ruolo che ha sempre interpretato. E in questo, ancora una volta, mi sembra di vedere proprio Anne Elliot  pensate a come si sente Anne dopo l'incidente di Louisa Musgrove a Lyme Regis, quando viene rispedita ad Uppercross prima e da Lady Russell, poi   e non Elizabeth Bennet!
Sally Hawkins in Persuasion 2007
L'autrice, intelligentemente, disegna la quarta dimensione della protagonista, quella del cambiamento, della conoscenza di sé, tema egualmente caro (come ben sappiamo) a Jane Austen, arricchendo una trama già insolita dello spessore fra ragione e sentimento sufficiente a trasformare il personaggio principale, sebbene quest'azione si diluisca in pochi passi, forse troppo repentini, com'è d'abitudine nello scrivere attuale.
Ci sono molti elementi interessanti e originali, raccontati bene ma, come giustamente dici tu LizzyP, troppo velocemente - tanto che alla fine mi sono chiesta se non ci fosse troppa carne al fuoco. Inoltre, non sono riuscita a cogliere il nesso con il titolo perché Mr. Darcy quasi non c'è e il fulcro della trama è altro. Anzi, addirittura ho l'impressione che l'autrice voglia metterci in guardia dal volerlo trovare a tutti i costi, per di più rispondente ad un'immagine aderente alla fantasia piuttosto che al personaggio austeniano...
Ma no, LizzyS, la Pattillo conferma semplicemente quel che sostengo io: forse Mr Darcy esiste, forse Claire lo ha incontrato, ma non va bene per lei! 

Uno spinoff moderno breve, ma dalle buone prerogative, contiene elementi nuovi o, comunque, accostati in modo innovativo, diversi quesiti da risolvere, ipotesi da prendere in considerazione (come il contenuto della prima stesura di P&P), stati d'animo da ponderare ed infine, una particolare riflessione sulla figura più ambita tra i personaggi austeniani e la sua identità... sotto quali spoglie si nasconde veramente Mr Darcy? Secondo me in questo romanzo c'è solo un Mr Darcy fasullo, ma ― ripeto ― Claire non ha bisogno di cercare il suo Mr Darcy, bensì il suo Capitano Wentworth!
Considerazioni finali delle Lizzies
Mr Darcy Broke my Heart è un romanzo molto scorrevole e originale, che vi farà passare delle ore molto spensierate (o le acque, come direbbe LizzyS), consigliatissimo per la pubblicazione in italiano. Ah, se solo le case editrici si decidessero a tradurre un po' più Austen Inspired Novels nella nostra lingua, come saremmo tutti più felici, a partire dai lettori del nostro salotto!
Lo consigliamo a chi ama Persuasione anche più di Orgoglio e pregiudizio!

 Link Utili
 Presentazione Gruppo di Lettura
Prima Tappa
Seconda Tappa
Terza Tappa
Segnalibro di LizzyP
☞ Beth Pattillo in Galleria Ritratti
 Recensione di The Sweetgum Ladies Knit For Love

2 commenti:

  1. Nella serie degli spinoff/prequel/sequel etc. questo mi mancava..è una fatica star dietro a tutti quelli in uscita! Col bicentenario di O&P si stanno scatenando? :)
    Io sto finendo il primo libro della trilogia della Aidan, dopo aver letto quelli della Bebris.. sto per acquistare Mr. Darcy's Diary e Happily ever after..stanno per uscire Morte a Pemberley e la biografia italiana di Jane Austen..e ora devo aggiungere questo all'elenco :))

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    Risposte
    1. No, Eleonora: sono anni ormai che si stanno scatenando: questo risale al febbraio 2010.
      Hai fatto delle ottime scelte e se leggi in inglese - come credo di capire, visto che stai acquistando libri che esistono solo in quella lingua - potrai trovare altri spunti qui su Old Friends & New Fancies (a proposito: lo sai che noi traiamo il nostro nome dal primo sequel della storia, datato 1913, vero?)
      Ma già ti rivelo che io, che parto avvantaggiata, essendo forse una delle italiane che hanno letto più derivati austeniani in assoluto, dispero di poterli leggere tutti, che dico, di riuscire a catalogarli tutti! :)

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"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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