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sabato 17 settembre 2011

GdL "Willoughby's Return" di Jane Odiwe | Prima Tappa

Benvenuti alla Prima Tappa del Gruppo di Lettura:
Willoughby's Return di Jane Odiwe
il secondo titolo tra i derivati che proponiamo nell'anno del Bicentenario del libro ispiratore, Sense and Sensibility.


Siete sempre in tempo per leggere con noi!!!
Vi aspettiamo!!!

SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Willoughby’s Return: A tale of almost irresistible temptation
(Il ritorno di Willoughby: un racconto di una tentazione quasi irresistibile)
Autore
: Jane Odiwe
Casa editrice
: Sourcebooks Landmark
Data pubblicazione
: 01/11/2009
Pagine
: 352
Lingua
: inglese
Sinopsi
: In Ragione e Sentimento quando Marianne Dashwood sposa il Colonnello Brandon, si mette alle spalle l’afflizione per l’affascinante canaglia John Willoughby.
Tre anni dopo, il ritorno di Willoughby mette Marianne in crisi fra ricordi dolorosi e intensi sentimenti di incertezza. Willoughby è tanto affascinante quanto filibustiere, ed è innamorato di Marianne come non mai. E il tempismo non potrebbe essere peggiore: con il Colonnello Brandon assente e Willoughby determinato a riconquistarla, riuscirà Marianne a trovare la forza per salvare il suo matrimonio, o la tentazione del primo amore sarà troppo potente per resisterle?

CALENDARIO GdL

Prima Tappa
17/23 Settembre 2011 - Cap. 1-13
Seconda Tappa
24/30 Settembre 2011 - Cap. 14-26
Terza Tappa
01/07 Ottobre 2011 - Cap. 27-39
 
Aspettiamo i vostri commenti!!! Buona Lettura!

9 commenti:

  1. Letti i primi due capitoli. Devo dire che questa Marianne non mi piace per niente! E' vero che Marianne piace a pochi, con il suo carattere impulsivo e passionale e l'insofferenza verso tutto ciò che non la interessa, ma dovrebbe essere cresciuta e maturata, no?! Invece nei primi due capitoli mi è sembrata una ragazzina viziata e capricciosa, pericolosamente simile a Mrs Bennet!!!

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  2. Finita la tappa! Il libro è molto gradevole, mi fa pensare a tanti romanzi e a tanti personaggi di zia Jane... Sir Edgar Lawrence mi ha ricordato in particolare Sir William Lucas di P&P e, non so perché, il ballo a Delaford, che occupa 4 capitoli buoni, mi ha ricordato I Watson.
    Comunque ho apprezzato che la Odiwe abbia un po' spostato il riflettore sui personaggi di Margaret (The Third Sister Dashwood)e di Henry Lawrence... chissà che, anche per gli sviluppi di questa storia, non si affidi a qualche comportamento... già visto, come sospetto fortemente, viste le frequentazioni del giovane... anche se il giovane, sotto alcuni aspetti, mi ha ricordato un altro Henry (il mio carissimo Tilney!)

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  3. Ah, P.S.: la faccia tosta di Willoughby naturalmente non conosce limiti!!!

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  4. Io devo ancora finire questa tappa, ma concordo sul riflettore ben orientato su Margaret, sui miei appunti, riassunta in MEG! ;)
    A me ricorda un'altra sorella "dimenticata", la Mary Bennet presa a protagonista dalla McCullough...la stessa voglia d'indipendenza, la medesima chiarezza d'intenti, persino lo stesso senso di responsabilità verso la madre...mi fa riflettere sul destino di certe figlie costrette dagli eventi e dalle condizioni a passare la giovinezza assistendo i genitori, in effetti, non c'è niente di strano, lo faccio anch'io! Però, quale differenza nella varietà di cose che possiamo fare oggi, forti della nostra più ampia libertà, pur restando fedeli a questo atto di riconoscenza ed affetto!!! :)

    @Gabriella: già...The Third Sister...riusciremo mai a trovarlo??? :(

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  5. @Miss Claire, hai proprio ragione: Margaret ha davvero uno spiccato senso d'indipendenza!

    Stavo pensando: non vi sembra che Lady Hannah Lawrence somigli vagamente a Mrs Churchill, la zia di Frank? Sempre malata e che brilla per la sua assenza! E Henry Lawrence non vi sembra che si stia comportando con Margaret esattamente come Frank Churchill fece con Emma? O_O

    Speriamo bene...

    RispondiElimina
  6. Oh fly! O.O Non ci sono ancora arrivata...!

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  7. Arrivata anche io - e non perchè fossi indietro ma perchè come al solito non trovavo la discussione!!!!
    Allora devo dire che il libro è gradevole, ma lo trovo abbastanza prevedibile: adesso vedremo se lo sviluppo della trama mi sorprenderà, ma dubito fortemente. Anche i personaggi non mi sembra abbiamo tratti nuovi rispetto a quelli della Austen; come diceva Gabriella è vero che Marianne era impulsiva, ma dopo 7 anni di matrimonio non doveva esserci stato un cambiamento? E Margaret è messa lì per fare da controaltare - o reiterazione se volete - delle vicende della sorella 10 anni prima ...
    Ripeto: la lettura è gradevole e scorrevole, ma rispetto a Il diario del colonnello, che aveva osato "aprire" nuovi orizzonti, mi sembra più ... addomesticata.

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  8. Eccomi da buona ultima a commentare la prima tappa.

    Devo riconoscere che la mia impressione è molto in sintonia con quanto dite, soprattutto con quest'ultima nota di @Laura. Sarà che il Col.Brandon's Diary ha saputo caratterizzare ed amalgamare bene tutti e tutto, ma qui non vedo nulla di originale, anzi.
    Troppo facile spingere l'acceleratore sull'impulsività di Marianne, clonare Willoughby (in Henry Lawrence), e la stessa Marianne (in Margaret), e affibbiare ad Elinor sempre il ruolo di cane da guardia delle intemperanze di tutte le donne di famiglia - uh, ma quante ne combina anche Mrs Dashwood? Possibile che non abbia imparato nulla?
    Mrs Jennings, tra l'altro, mi sembra troppo insensibile pure per il canone austeniano, per non parlare delle battute che vengono affibbiate a Lady Middleton, mi sembrano del tutto incoerenti col personaggio che conosciamo...

    Mi è piaciuta molto l'orchestrazione dei movimenti e degli eventi (anzi, sembrano manovre militari!) durante i capitoli del ballo. Sottolinea l'importanza sociale dei balli come luoghi privilegiati e determinanti per i rapporti umani.

    Vediamo che cosa succede nella prossima tappa.(comincio stasera, non sgridatemi!!)

    RispondiElimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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