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domenica 16 ottobre 2011

3° Tappa GdL: Ragione e Sentimento | Jane Austen

Sense and Sensibility
Watercolor Illustrations by C.E. Brock
 BENVENUTI alla 3° Tappa del Gruppo di Lettura
RAGIONE e SENTIMENTO di Jane Austen
...sempre in trepidante attesa dei festeggiamenti per l'ormai prossimo Bicentenario dalla pubblicazione di Sense & Sensibility il 30 Ottobre 2011.

Dove siamo arrivati con la lettura?
Riassunto prima tappa

L'arrivo di Edward Ferrars
Avevamo lasciato la compagnia in procinto di partire per una gita, quando il Colonnello Brandon è costretto ad una partenza immediata per Londra in seguito ad una missiva dal contenuto misterioso; Mrs Jennings (non ne dubitavamo!) immediatamente espone le sue ipotesi sull'accaduto, tirando in gioco una certa Signorina Williams, parlandone come della figlia naturale del Colonnello. La mancata gita si trasforma in un giro in carrozza; Willoughby approfitta subito per rapire Marianne al gruppo in una folle fuga di cui Elinor rimproverà alla sorella la sconvenienza. Elinor si preoccupa di capire se l'assidua e palese frequentazione di Willoughby e Marianne nasconda un fidanzamento, ma la partenza repentina del primo per Londra, in seguito alla precisa richiesta della ricca zia e senza ulteriori motivazioni né ipotesi di ritorno, aumenta la sua ansia per la situazione che vede Marianne abbandonata alla disperazione, senza alcuna spiegazione plausibile. E mentre Elinor cerca di guarire lo spirito ferito della sorella, un ritorno inatteso torna a sconvolgerle la mente, Edward Ferrars giunge al Cottage quando ormai ogni speranza era fugata, ma quale cambiamento nei modi, così distante eppure cordiale, sembra nascondere qualcosa...e quella ciocca di capelli pare confermare il sospetto, che sia un pegno dell'amore per Elinor? Lui sostiene di no, sebbene dopo appena una settimana decida di partire lasciano la famiglia Dashwood senza risposte e nel più assoluto sconcerto.
Mr e Mrs Jennings, dopo aver riconosciuto in Edward il misterioso innamorato di Elinor, dopo qualche giorno dalla sua partenza tornano al cottage presentando alle Dashwood l'altra figlia Mrs Palmer ed il marito, una coppia davvero ben assortita per diversità di carattere, ma ugualmente altezzosi.
Sense and Sensibility (BBC 2008)
E come se non bastassero le insinuazioni sdegnose di questi due, entrano in scena altre due parenti dei Jennings, le signorine Steele. Lucy Steele con una propensione per Elinor, si apre ad una sconcertante confidenza che le svela le ragioni dello strano comportamento di Edward...con il quale è segretamente fidanzata da molti anni! Elinor è sconvolta da questa rivelazione, ma l'incredulità la porta a cercare conferme o smentite su questo fidanzamento, che scopre essere un perdonabile errore dovuto ad una leggera promessa di gioventù. Si propone, quindi, di capire meglio i sentimenti di Lucy per Edward nonché a convincerla della vacuità di tale promessa, la prima occasione si presenta un pomeriggio a Barton Cottage... 
...riuscirà la nostra eroina a sbrogliare i nodi di questa matassa?
Willoughby tornerà da Marianne?
E Edward da Elinor?
Dunque, cari partecipanti al GdL, che vi ha lasciato questa seconda tappa del libro?
Avete cambiato o confermato le prime impressioni sui personaggi?
E coloro che sono all'ennesima rilettura hanno trovato qualche nuovo dettaglio sfuggito in precedenza?
Insomma, commentate, domandate, criticate o elogiate, il confronto è il miglior modo per imparare, memorizzare e fare tesoro degl'altri punti di vista!
Ecco il calendario aggiornato...e buona continuazione!!!
CALENDARIO
2-8 ottobre: cap. 1-12
Leggi i commenti alla 1° tappa
9-15 ottobre: cap. 13-24
Leggi i commenti alla 2° tappa
16-22 ottobre: cap. 25-36
23-29 ottobre: cap. 37-fine
Domenica 30 ottobre: commenti finali e celebrazione!
Presentazione del GdL con elenco Edizioni Italiane
Ebook in lingua originale
Ebook in italiano su jausten.it
Audiolibro in lingua originale
Bibliografia completa sul sito jausten.it
Elenco Letture Sense & Sensibility Anniversary su OF&NF
Le illustrazioni di C.E. Brock di Sense & Sensibility su Molland's

14 commenti:

  1. Eccomi! Per mancanza di tempo non sono riuscita ad unirmi a voi nelle precedenti tappe. Dunque, arrivati a questo punto, i personaggi sono tutti in scena e la trama entra finalmente nel vivo.
    Fin’ora il personaggio che ha destato maggiormente il mio interesse è il colonnello Brandon. E’ l’unico personaggio ad avere un passato misterioso, un passato sicuramente doloroso, che ne ha fatto l’uomo che è. Marianne, buon’anima, è davvero troppo giovane e sì, se vogliamo anche immatura, per cogliere appieno le potenzialità di un uomo del genere, e infatti si lascia conquistare da quella ‘simpatica canaglia’ di Willoughby, più simile a lei per temperamento e sicuramente più vicino per età. Marianne è sicuramente giustificata dalla giovane età, infatti il suo è un comportamento molto adolescenziale: questo vivere ‘di sensazioni e sentimenti’, in positivo e in negativo, è certo ciò che rende ogni ragazzina sicura che l’amore che prova in quella difficile e delicata età è l’amore più puro, immenso e intenso che mai proverà. E dunque, la sofferenza che seguirà alla recisione di questo legame, non può che rappresentare il ‘dolore perfetto’, quello cui ci si abbandona dimenticandosi tutto il resto.
    Può risultare esasperata, ma è una ragazzina, e avrà certo tempo di crescere e mitigare questo animo che la spinge a vedere tutto bianco o tutto nero, senza vie di mezzo. Capirà certamente che la vita è una scala di grigi, e che le sfumature, talvolta, sono ben più complicate e affascinanti dei colori netti.
    Elinor, contrariamente alla sorella, è già molto matura per la sua età, forse anche troppo. L’aver perso il padre ed essersi trovata quasi ‘capo famiglia’, dato che la madre, seppur buona come il pane, sembra essere un’estensione di Marianne per indole e comportamenti, l’ha dovuta fortificare in fretta, rendendola a tratti quasi spigolosa.
    Elinor interiorizza tutto ciò che Marianne esterna. E’ un’esasperazione in senso opposto. Perciò le parole della frivola Lucy Steele sul suo amato Edward, non trovano sfoghi in Elinor, che si tiene tutto dentro, restando, agli occhi del mondo, calma e serena come sempre.
    Le due sorelle sono due completi opposti di una stessa medaglia, togliendo da una parte e integrando nell’altra raggiungerebbero l’equilibrio perfetto. Per adesso, tuttavia, questi modi di agire non hanno portato loro che infelicità nei rapporti con gli uomini da loro amati.
    Ma la strada è lunga davanti a loro, e il cambiamento, la crescita e lo smussamento di molti angoli faranno il resto.
    Il libro mi sta piacendo abbastanza. Lo stile è sempre perfetto, molto misurato, a tratti ironico.
    Avrei solo una critica da muovere, ma capisco che non può essere una critica rivolta alla bravura di Jane Austen che, nonostante tutto, era una donna del suo tempo.
    Trovo molto difficile l’immedesimazione con i due personaggi femminili, e in generale, con tutti i personaggi femminili dell’intero romanzo, dato che più di un’idea non hanno in testa.
    Sono donne che, ahimè, non hanno altro nella vita che non siano gli uomini.
    Il raggiungimento dell’amore, così come la speranza di fare un buon matrimonio, la condizione di vedova e quella di donna perduta.
    Tutto gira intorno al mondo maschile, le donne, altro non hanno che balli e chiacchiere, mentre passeggiano, cuciono, accudiscono i figli, fanno una partita a carte e si cimentano al pianoforte.
    Questo era quello che avveniva all’epoca. Un mondo molto limitato, in cui, ma non potrebbe essere altrimenti, si muovono personaggi bene o male limitati.
    Il finale perfetto (e non credo sia uno spoiler, tutti i romanzi della zia Jane si concludono così) sarà fare un buon matrimonio.
    Oggi le donne, grazie a Dio, hanno ben altro. Hanno sogni da rincorrere, lavori su cui sudare, occasioni per studiare e crescere. L’amore c’è, continua ad esserci e ad essere parte integrante della nostra vita.
    Ma non la governa totalmente.
    Elinor e Marianne sono due bei personaggi, considerati nella loro epoca. Ma niente affatto moderni e contemporanei, come tante volte ho sentito dire.

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  2. @francesca D... vedo che hai recuperato abbastanza... anche se ci hai raggiunto adesso! Benvenuta :) comunque non essere troppo dura con jane... hai detto bene era uso dell'epoca pensare per una madre e anche per una ragazza di fare un buon matrimonio.... se c'era anche l'amore tanto meglio... però non devi visualizzare i personaggi limitandoli così tanto... guardando solo lo scopo finale.... che probabilmente sarà un matrimonio coi fiocchi, ma analizzare come si comportano nelle varie situazioni che si presentano; per esempio io sono molto riflessiva per le cose importanti... diffidente... penso sempre alle conseguenze che un azione può portare... e in questo io mi identifico in elinor... ecco come identificarsi in un personaggio austeniano... il lato psicologico del personaggio... è per questo che vengono definiti contemporanei... perchè come ora da jane austen in poi si da peso più alla psiche del personaggio e non alle descrizioni fisiche o al paesaggio che pur essi sono importanti.

    RispondiElimina
  3. Che bello leggere i vostri commenti di lettrici che affrontano questo ormanzo per la prima volta!
    Ebbene..
    Comincio con le due protagoniste, Elinor e Marianne.
    A questo punto del romanzo, le loro figure sono molto chiare. Eppure, sfuggono... O meglio, Elinor è sì tutta riflessività (una diciannovenne che sta lasciando l'adolescenza e diventando adulta) ma è pur sempre agitata dalle emozioni che si muovono potenti nel suo animo. E Marianne è, sì, tutta sentimento e passione (perfetta adolescente in preda delle sue tempeste interiori) ma è pur sempre portata a riflettere..
    Insomma, entrambe sono una miscela di ragione e sentimento - e spesso penso a cosa di loro c'è in me: forse, ci sono sia l'una quanto l'altra, si alternano secondo il momento.

    Il potere di Jane Austen sta proprio nell'aver messo in scena una perfetta situazione "ordinaria" per quel tempo (ma, attenzione, non vi sembra che per certi versi molte imposizioni ci siano anche oggi?), in cui il destino delle donne era sempre e soltanto uno, ma con protagoniste che cercano di rompere gli schemi e che rifiutano di sposarsi "perché si deve fare", o di ammuffire nel ruolo di figlia e moglie senza coltivare la propria anima. E che poi sì, acconsentono a fare la moglie ma ALLE PROPRIE CONDIZIONI e non a quelle dettate dalla società.

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  4. (continuo qui)
    E' in questa libertà di scelta, anzi, in questa autoconsapevolezza che trovo una perfetta sintonia con le donne austeniane.

    Ma ecco, la società: avete visto le due sorelle Steele? O i tremendi coniugi Dashwood (John e Fanny)? E tutta la famiglia di Fanny? Qui c'è una satira feroce degli schemi sociali di cui parlavamo prima.
    Nelle due sorelle Steele (quasi l'opposto di Elinor e Marianne!) trovo un monumento a tutte le storture prodotte dalla società "maschile" sulle giovani donne dell'epoca, condannate ad essere belle scatoline del tutto vuote e superficiali!
    E in Fanny e John il monumento al peggior un matrimonio (o rapporto conuogale) possibile.
    Che ne dite?

    E la nostra Lucy? Non vi sembra disgustosamente subdola? Calcolatrice? Per essere una scatolina vuota, ha molto sale in zucca (ma lo usa in modo sbagliato, distorto, e prima o poi commette qualche errore...).

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  5. Ah, ma cosa aggiungere a quanto detto del Col. Brandon? Qui Jane Austen inizia a delineare questi grandi personaggi maschili, concretizzazione dell'ideale di uomo che ogni donna vorrebbe avere. E che non è un principe azzurro! No, è un uomo vero, un essere umano con i suoi difetti ma con tanta sensibilità oltre a tanto cervello, capace di sbagliare ma poi di imparare dagli errori!
    E soprattutto, si pone su un piano di parità con la donna che ama... Credo che per i tempi di Jane Austen questo fosse davvero rivoluzionario!
    Mah, forse lo è ancora oggi...

    Scusate, ho scritto molto ma i vostri commenti mi sono piaciuti tanto che sentivo il bisogno di fare una lunga chiacchierata con voi!

    A presto
    LizzyS

    RispondiElimina
  6. @Tina, non penso di 'limitare' i personaggi, o quantomeno le due protagoniste, dato che tutti gli alrti personaggi femminili sono molto caricaturali. Riesco a vedere il lavoro certosino che Jane Austen ha svolto su Elinor e Marianne, sui loro caratteri e sulle loro personalità. La mia era una considerazione, più in generale, sul fatto che queste donne si muovono in uno spazio molto ristretto, senza altre occupazioni nella vita che passare da un salotto ad una passeggiata in campagna. Per questo non riesco ad identificarmi pienamente, contrariamente a quanto, per esempio, mi è successo con 'Jane Eyre', una donna più emancipata e indipendente, in grado di 'guadagnarsi il pane' e pronta a difendere a tutti i costi la propria autonomia.
    @Sylvia, trovo che gli altri personaggi siano tutti alquanto esasperati nei tratti e negli atteggiamenti, quasi delle macchiette. Il contrasto 'buoni&intelligenti' e 'Cattivelli&stupidi' è molto marcato. Unica eccezione probabilmente è Brandon, che è tutto e il contrario di tutto: noioso all'apparenza ma interessante nella sostanza, con un passato torbido, ma gentiluomo fino al midollo, misurato, ma sincero e devoto...
    Ecco, si capisce che già lo amo alla follia?! Io i libri, alla fin fine, raramente riesco a leggerli da 'persona obbiettiva'XD

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  7. @francesca D condivido con te la passione per il colonnello Brandon... un vero uomo! ...diciamolo.... come direbbe "fiorello" ahahah .. uno che veramente vorremmo a fianco così paziente nell'aspettare la donna che ama... e che le perdona tutto.. pure di essersi invaghita di un verme come willoughby , come brandon ce ne sono pochi ... così sinceramente innamorati ... e pronti a far tutto per te...

    @silvia... che piacere i tuoi commenti! come vedi la pensiamo come te altro che principe azzurro... vogliamo un uomo al nostro fianco... e il colonnello brandon lo è... ci stiamo tutte innamorando di lui... però nella mia classifica mi dispiace comunque viene dopo Darcy! Darcy per me è il top--- il principe azzurro dei sogni

    RispondiElimina
  8. Uh, è proprio vero, qui Zia Jane "taglia" marcatamente i personaggi e in questo @FrancescaD hai ragione. Sembra che, da un lato, debba ancora perfezionare il fine lavoro di cesello che vedremo nei romanzi successivi; ma, dall'altro, sembra proprio che abbia voluto giocare sui contrasti degli opposti, a cominciare dalle due protagoniste, e del titolo stesso...

    RispondiElimina
  9. Ebbene, sì, la supremazia di Darcy per me è ormai scontata, cara @Tina. Il primo posto nel mio cuore è suo, ed è una verità universalmente riconosciuta nonché granitica! Poi, vengono questo splendido Col. Brandon - e il Cap. Wentworth (Persuasione), of course... Ma che dire di Mr Knightley (Emma)?... E come non resistere all'ironia e alla sensibilità di Henry Tilney (L'abbazia di Northanger)?... Una classifica diventa impossibile (fermo restando sempre il primato del "nostro" Darcy)!
    Ma sto divagando.

    E' bello vedere che effetto fanno certi libri, come questo. E' davvero impossibile restare obiettivi o distaccati. Si viene catturati, e leggendo sembra di essere lì, sedute accanto al fuoco con Mrs Dashwood che cuce, Marianne che suona e canta, Elinor che legge e Margaret che ripassa la storia d'Inghilterra - o nel chiacchiericcio di un ballo, o a cena con l'irrefrenabile Mrs Jennings, o a passeggiare con quella inqualificabile strana "amica" Lucy Steele, o ad ascoltare ed interpretare le cose dette e non dette da Edward, o ad osservare l'effetto ipnotico e trascinante di quell'incantatore di serpenti che è Willoughby!... Ecco che apriamo il ventaglio e ci bisbigliamo qualche commento tra noi, o ci diamo di gomito, o ci scappa un sorrisetto o un'alzata di sopracciglio (bè, a volte mi scappa anche di rovesciare un po' di tè..!).

    Mie care, a presto!

    RispondiElimina
  10. E Londra fa da catalizzatore degli eventi. Spesso nei romanzi della Austen ho notato che le scene “pivot”, quelle cioè da dove le cose cambiano in maniera effettiva, sono al di fuori del “contesto familiare”. Che sia Bath, che sia il Derbyshire, I grandi avvenimenti avvengono fuori casa. Mi chiedo perché.

    Comunque in questo caso Londra porta lo smascheramento di Willoughby per il Villain che è – non solo per come si comporta nei confronti di Marianne, ma anche per la rivelazione che fa il colonnello Brandon della storia della sua “protetta”.
    Ma anche Edward non fa un figurone… Ho capito che era giovane quando si è fidanzato, ma mi sembra un bel cetriolo alle prese con Lucy e Elinor!!!

    RispondiElimina
  11. @LauraT: Mia cara, anch'io, altrove, avevo fatto notare questa scelta della Zia e, in quell'occasione, dopo un cospicuo scambio di riflessioni con altre lettrici, la tesi più probabile era risultata quella della ricerca di un terreno neutro per lo scontro o l'incontro fra i personaggi, un escamotage per privare gli stessi di vantaggio o difficoltà.
    Ogni personaggio, esattamente come nella realtà di ognuno di noi, è più forte nel proprio spazio di vita quotidiana, è semplice notare come la Zia abbia volutamente associato il carattere di ognuno con il proprio luogo di appartenza; ne sono chiaro esempio i comportamenti e gli stati d'animo che indossano tali personaggi rispettivamente nella sicurezza del proprio spazio di vita, nel disagio e la guardia di quello delle controparti in dialogo, infine, nello smarrimento ed incertezza di ognuno su un terreno neutro, dove avvengono, appunto, tutti i cambiamenti rilevanti della trama.

    "bel centriolo" LoL!!! XD

    @FrancescaD: Comprendo perfettamente il tuo sentimento verso le eroine di questo romanzo, sebbene, personalmente non le condivida appieno...ma ciò fa parte della magia del libro, trovare o meno un personaggio in cui identificare noi stessi, ovviamente, per somiglianza reale di carattere o per riflessa aspirazione! :)
    Personalmente, mi sento di somigliare moltissimo a Elizabeth, sebbene, ogni Janeite aspiri ad indossarne il ruolo; spesso mi sono chiesta se anche la mia fosse semplice stima e aspirazione verso questo personaggio e per gli eventi che la coinvolgono...mi sono, dunque, messa a paragone con le altre eroine austeniane, persino con la tua Jane Eyre, ritrovando un poco di me stessa in ognuna di loro, ma in nessuna quanto nell'orgogliosa Lizzy. Sono sicura che la tua somiglianza con Jane Eyre è reale, come è certo il suo forte sentimento d'indipendenza, ma ricorda che è figlia di un tempo successivo, di un'altra mente che ha sfidato apertamente la Società di allora scrivendo di comportamenti e sentimenti taciuti, facendo del contrasto fra passione e dovere il vero soggetto della trama.
    Se metti a confronto Jane Eyre con Marianne ed Elinor, facilmente troverai gli stessi contenuti, la passione, il senno, il dovere...gli stessi fragili equilibri che costringono le eroine nell'eterno conflitto interiore tra essere quello che si conviene alla Società o liberamente e spregiudicatamente se stesse.
    A mio avviso, Jane Eyre è solo apparentemente più libera ed indipendente, poiché ciò dipende dalla sua condizione che la vede sin dal principio "sola al mondo"...è tragica, eppure libera di scegliere il suo destino. I suoi limiti sono nella mancanza di mezzi, di persone amiche, nel suo atteggiamento imperturbabile imposto dall'educazione di Lowood e, prima di tutto, nella sua incrollabile fede religiosa, che sembra non abbandonarla mai, neanche quando è palese causa della sua disgrazia!
    In questo stato di cose, mi sono sempre chiesta se fosse quella una condizione di vera libertà di pensiero...
    :)

    @LizzyS: My Dearest, la tua analisi mi ha lasciata di nuovo di stucco! Hai un talento naturale nel rendere chiari dei concetti e visualizzare riflessioni che ogni volta rapiscono completamente la mia attenzione, mi ritrovo, solo alla fine, a dire ad alta voce "Verissimo! Tutto ciò era già evidente anche a me...ma non avrei saputo dirlo meglio!" :*

    @Tutte le altre partecipanti: ci siete care??? Attendiamo il vostro parere in questo interessantissimo confronto!!!

    Buona continuazione!!!
    LizzyP

    RispondiElimina
  12. @ laura t... anche io ho notato lo strano carattere di edward capace di lottare per le proprie convinzioni.... a dispetto dei pensieri ed oppinioni della propria famiglia... per la donna sbagliata, che non ama neanche...è questo che mi lascia perplessa.. pechè non è che non ha carattere o non abbia le....p... ma tutta l'energia la spreca sbagliando dove rivolgerla... e poi un altra cosa al contrario di willougby che si prende gioco dei sentimenti delle donne pur di ricavarne piacere... edward invece pur di salvare l'onore e mantenere la parola data è disposto a sposarsi con una che non ama... o non ama più. per cui è difficile giudicare il suo carattere è un uomo? oppure è un citriolo.. come dici tu? bo comunque sebbene certamente migliore di willougby non si può mettere a paragone con il colonnello brandon

    RispondiElimina
  13. ciao a tutte io ieri ho finito il libro.... comunque a me ha un po deluso l'ultimo capitolo, poi vi dirò perchè.
    l'altro giorno mi sono comprata un libro dove raccoglie in unico tomo tutti i libri di jane austen, visto che alcuni mi mancavano... quindi sono pronta ad immergermi in un altra lettura austeniana... quando iniziamo ? a presto... non vedo l'ora di leggere i vostri commenti sugli ultimi capitoli...

    RispondiElimina
  14. Scusate per l’ennesimo ritardo con il quale giungo a questa terza tappa… ormai siamo nel pieno delle vicende di “Ragione e Sentimento” e leggere i vostri commenti è un ottimo spunto di riflessione :-)

    Non immaginavo che Willoughby potesse giungere a tanto (sedurre ed abbandonare una fanciulla, un’azione che per l’epoca aveva conseguenze davvero devastanti per il gentil sesso), pensavo fosse “solo” un fanfarone che promette le sue simpatie per poi sparire nel nulla (comportamento criticabile ma meno oltraggioso)… La sofferenza di Marianne ha reso questo personaggio ancora più reale e, di riflesso, ha dimostrato il forte legame tra lei ed Elinor. Le due sorelle Dashwood, al di là della differenza caratteriale su cui si basa la dicotomia del titolo, sono uguali per valori e bontà d’animo. Non stupisce, quindi, che siano pronte a sostenersi a vicenda nel momento del bisogno e a fare scudo contro le ingerenze del mondo esterno.

    Concordo con LauraT sul comportamento “da cetriolo” di Edward :-D nel salotto della signora Jennings mancava solo la signorina Morton per fare tris :-D Fino a questo momento ho apprezzato il self-control di Elinor ma, personalmente, di fronte ad una Lucy Steele avrei messo da parte qualsiasi espediente diplomatico… e qui spunta fuori il lato “Marianne” che è in me ;-)

    Infine debbo lodare la figura del Colonnello Brandon. Come avete giustamente già scritto, è l’unico personaggio maschile che si comporta senza venir meno alle aspettative e dimostrando un attaccamento autentico per la donna che ama.

    RispondiElimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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