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martedì 15 novembre 2011

GdL: "Sense & Sensibility & Sea Monsters" | Le recensioni ed uno SCOOP!

Sempre nell'ambito dei festeggiamenti per il Bicentenario di Sense and Sensibility, abbiamo scelto Sense and Sensibility and Sea Monsters come terzo derivato dal primo romanzo di Jane Austen per due motivi essenziali:
- trattasi di un mash-up, un collage creato aggiungendo al romanzo originale contaminazioni mostruose; pertanto andrebbe letto contemporaneamente al romanzo-ispirazione. Dal momento che era in corso anche il Gruppo di Lettura di Ragione e Sentimento, abbiamo ritenuto opportuno non effettuare un'ulteriore rilettura e approfittare di quella appena iniziata;
- il GdL cadeva in concomitanza con la ricorrenza di Halloween, e per quel giorno, quale lettura migliore di quella legata a qualsivoglia tipo di mostro (in questo caso marino)?
Scheda del Libro
Titolo: Sense and Sensibility and Sea Monsters
Autore: Ben H. Winters
Lingua: Inglese
Pagine: 344
Editore: Quirk Books
Prima Edizione: 1 Settembre 2009

Sinossi
"Dall'editore di Pride and Prejudice and Zombies arriva un nuovo racconto romantico, di passione e di caos tentacolare."
Sense and Sensibility and Sea Monsters (Ragione e Sentimento e Mostri Marini) amplia il testo originale di Jane Austen con scene del tutto nuove di aragoste giganti, piovre scatenate, serpenti marini a due teste ed altre mostruosità biologiche. All'inizio della nostra storia le sorelle Dashwood vengono sfrattate dalla casa della loro infanzia e mandate a vivere su un'isola mostruosa piena di creature selvagge e oscuri segreti. Mentre la sensibile Elinor si innamora di Edward Ferrars, la sua romantica sorella Marianne viene corteggiata sia dall'aitante Willoughby che dall'orribile Colonnello Brandon, mezzo uomo e mezzo mostro. Potranno le sorelle Dashwood trionfare su matriarche intriganti e mascalzoni senza scrupoli e trovare il vero amore? O saranno preda di chele e tentacoli che scattano richiudendosi continuamente alle loro spalle? Il magistrale ritratto dell'Inghilterra Regency che miscela la cronaca sociale di Jane Austen a rappresentazioni ultra-violente della sferza dei mostri marini. È la selezione naturale - e solo i nuotatoti più rapidi troveranno il vero amore!
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In fondo al post, trovate UNO SCOOP PER I LETTORI ITALIANI!!! Oltre ai consueti links utili alle tappe ed ai segnalibri.

Dunque, dopo esserci divertite a leggere questo originalissimo mash-up, eccovi finalmente le impressioni delle Lizzies, con le recensioni!
RECENSIONI
Originale, rutilante, fantasmagorico e soprattutto coerente. Ma S&S scompare tra i flutti... di LizzyS (Sylvia-66)
- Ragione, Sentimento e tanta Avventura! di LizzyP (Miss Claire)
- Un Cartone animato di LizzyGee
Originale, rutilante, fantasmagorico e soprattutto coerente. 
Ma S&S scompare tra i flutti... 
di LizzyS (Sylvia-66)
Finalmente un mash up davvero divertente e ben costruito, che re-impasta abilmente il testo austeniano con salse marinare e restituisce un'opera originale, senza bisogno di ricorrere agli ormai banalizzati e logori zombie e vampiri. E' pieno di ironia graffiante, talvolta un po' pesante (e poco austeniana), ma coerente. In breve, è un ottimo esempio del genere letterario. 
Per intenderci, mi pare all'opposto di P&P&Zombies, che al confronto impallidisce ancora di più per la povertà dell'operazione di Grahame-Smith, che si è limitato a infilare qualche sparuto zombie qua e là. Qui l'operazione di rimaneggiamento è molto più profonda e ponderata.
A cominciare dal modo in cui sono "marinati" alcuni personaggi....
Elinor (Hattie Morahan, S&S BBC 2008) sulla soglia di
Barton Cottage, battuto dal vento dell'Oceano
Che S&S sia raccontato attraverso gli occhi di Elinor è cosa evidente. Ma in questo fantasmagorico mash-up, Winters si è concentrato su questa figura con particolare impegno: Elinor, infatti, diventa quasi la protagonista assoluta, con scene mostruose e piratesche in cui, con tutta la sua stoica imperturbabilità apparente, tiene a bada aragoste giganti, piovre assassine, sirene malefiche, granchi impertinenti e pirati feroci, il cui solo nome fa svenire dalla paura.
Ed ha furbamente affidato alla sorella più piccola, Margaret, l'elemento soprannaturale: la sua sensibilità bambina è l'unica a carpire un segreto spaventoso racchiuso nell'isola su cui sorge Barton Cottage, ribattezzata (con uno dei tanti giochi linguistici che costellano la toponomastica del libro) Pestilent Island. Ed è piacevolissimo vedere la piccola Dashwood assumere un tale ruolo da protagonista.
Marianne non mi sembra subire la stessa trasformazione, anzi, accanto a cotante sorelle è quasi noiosa ma credo sia stata una scelta azzeccata: non solo sarebbe stato arduo toccare un tale "pezzo da 90", ma credo anche che Winters abbia capito che Marianne è già sufficientemente ricca di mostri interiori per infierire su di lei ulteriormente anche con quelli marini...
Splendide anche tutte le altre trasformazioni, tutte pertinenti ai personaggi originali.
Un'immagine dall'onirico film
di Jean Cocteau, La Belle e la Bête, 1946
Tra i personaggi maschili, è inevitabile citare il Col. Brandon, che di certo è, insieme ad Elinor, il più riuscito. Una maledizione oscura (e saggiamente mai del tutto chiarita nel libro) lo ha condannato ad essere un po' pesce: lunghi tentacoli viscidi e bavosi pendono dal suo volto, rendendolo forse ancora più spaventoso dei mostri veri e propri. Sono segni esteriori della sua unicità nel mondo degli uomini e, nello stesso tempo, veicoli delle sue emozioni - come se la parte più profonda di lui, cioè quella più "naturale", istintiva, fosse vista dagli altri (più trincerati dietro le apparenze e le convenienze) come qualcosa di mostruoso, che dovrebbe essere nascosta... Un'apparenza mostruosa che solo lo sguardo di un animo sensibile può penetrare per apprezzarne la vera natura... come quello di Marianne! Ed ecco che il Col. Brandon e Marianne sembrano ricreare qui l'antica storia della Bella e la Bestia...

Ma non posso non citare anche Sir John Middleton, che qui è un meraviglioso pirata e cacciatore di mostri ritiratosi a vita privata ma sempre attento alle vicende marinare, che non sfigurerebbe affatto tra i pittoreschi protagonisti del film della serie Pirati dei Caraibi.

Anche i luoghi vengono rimaneggiati. La Londra in cui tutte le disavventure delle sorelle Dashwood si consumano ed imprimono un ritmo vorticoso al romanzo originale non è più Londra: è una città sottomarina, costruita sul fondo dell'Oceano, al largo delle coste gallesi, nel bel mezzo del territorio nemico: la mitica Submarine Station Beta, prodigio dell'ingegneria, brulicante e super-tecnologica tanto da sembrare quasi più New York che Londra! 
Ma è anche un amaro trionfo dell'umanità sulla natura, perché, mentre leggiamo, è chiaro che la natura sta già preparando la resa dei conti... Ed è un'allegoria (anche qui azzeccata) del contrasto tra la società fatta di convenienze ed apparenze e la libera espressione dell'animo umano.

L'edizione è molto curata (i refusi che ho notato si contano sulle dita di una sola mano e questo è notevole), impreziosita da belle e divertenti illustrazioni in bianco e nero che restituiscono la cupa quanto strampalata atmosfera del romanzo "mashato".

Tutto bene, dunque? Sì, se lo prendiamo per ciò che è, un mashup. Che, fedele alla caratteristica di questo genere letterario (o editoriale?...), distrae molto dalla traccia principale, che quasi sparisce, perché adombrata dalla traccia "mashata", così rutilante e fantasmagorica.
Insomma, come mashup mi ha fatto un'ottima impressione. Ma attenzione: se non si conosce S&S, è impossibile cogliere la genialità e godersi il divertimento di questo rimaneggiamento. 
...Che vale davvero la pena di leggere.

Postilla acidula ma pertinente, come il limone sul pesce: è chiaro che l'alibi (editoriale?...) del far scoprire i grandi classici al grande pubblico grazie ad una veste più vicina ai gusti odierni (ma abbiamo davvero questi gusti?...) non regge proprio. E questo mashup lo dimostra!
Ragione, Sentimento e tanta Avventura!
di LizzyP
Provate ad immaginare...

...un arcipelago a largo della costa meridionale inglese, al suo interno, un’isola misteriosa dal nome poco incoraggiante di “Isola Pestilenziale”. Adesso, aggiungete mari turbolenti e profondi, abitati da creature mostruose e, per qualche oscuro motivo (che scoprirete), molto, ma molto, insofferenti all’umana presenza.
Dopo, sulla superficie, disegnate vascelli carichi di sfrontati pirati, ambiziosi cacciatori di tesori ed instancabili avventurieri che solcano in lungo e largo le acque in tempesta de La Manica...ci siete?
Ora, un “tocco di pericolo” anche sulla terra: inquietanti mormorii al limite della brughiera, opportune sabbie mobili qua e là, ostacoli e trabocchetti come su una mappa del tesoro, incontri sovrannaturali e, ancora, miti e leggende declamate con voce roca da qualche vegliardo lupo di mare...
Immaginate, adesso, nelle profondità marine, un luogo incredibile, addirittura impensabile, prodotto del genio umano che pare aver domato in esso le leggi della Natura mediante la scienza e l’ingegno...non vi ricorda qualcosa?
Completate il quadro con un’atmosfera grigia, molto gotica, ove la nebbia confonde il confine tra realtà ed immaginazione, caricando ogni cosa del pathos sufficiente a rendere incomprensibile e misteriosa ogni cosa contenga.
Infine, fate qualche passo indietro, allargate lo sguardo sul dipinto nella sua interezza...davvero un’esecuzione degna di Stenvenson e Verne, non c’è che dire!
Non resta che sforzare un altro poco l’immaginazione (e credetemi, Winters vi faciliterà molto l’operazione!) per dipingere proprio al centro del quadro le stranite, inesperte (neanche troppo!), ma pur sempre fragili fanciulle del romanzo austeniano, le Dashwoods.
Quindi, sedetevi comodamente su sofà, armati di tè e pasticcini e godetevi l’imprevedibile svolgimento degli eventi!


“Impossibile!” dite?
Au contraire, niente di più ovvio per Ben H. Winters!
Vi accorgerete, leggendo il suo mash up di Sense and Sensibility, quanto divenga naturale unire tutti questi ingredienti, apparentemente incongruenti, in un’ottima ricetta, “esotica” quanto basta da evitare il disgusto per la mutazione in corso del meraviglioso testo originale!
Sense and Sensibility and Sea Monsters è una vera “espansione” del romanzo della Austen, gli appassionati di giochi di ruolo comprenderanno più facilmente quello che intendo usando tale parola, ovvero, non un semplice intercalare di paragrafi di un altro genere (horror, fantasy, ecc...) nel testo classico ottocentesco, piuttosto una vera operazione di trasformazione di quest’ultimo, il quale, sebbene inattaccato nella sua forma, si veste di una maschera che lo trasfigura a tal punto da renderlo irriconoscibile!
Winters si rivela un genio del make up, un vero esperto di trucchi e mascheramenti, poiché è riuscito a dare un volto nuovo decisamente convincente ad un testo sacro della Letteratura senza oltrepassare i limiti del rispetto dovuto, senza snaturare i personaggi, piuttosto ampliandone abilità e agire. Personalmente, confesso, mi sono divertita molto a leggere le mirabolanti acrobazie delle nostre eroine alle prese con inaspettati incontri ravvicinati con aragoste e polipi giganti! Surreale, ovviamente, ma non è questa una definizione che si adatta al neo-genere mash up?
Dopo i primi  brevi capitoli, in cui l’attenzione serba un ovvio pregiudizio nel paragone con il testo originale, di quest’ultimo se ne perde memoria! Il romanzo della Austen è lì, sotto i nostri occhi, ma ogni cosa è diversa!
Caspar David Friedrich - Mönch am Meer (Monk by the sea)
Le atmosfere mi hanno ricordato questo dipinto...
Winters affida una nuova identità esteriore ai personaggi, li maschera da pirati, lupi di mare, principesse di tribù delle Indie, cacciatori di tesori, eppure, il loro animo, il loro carattere non muta.
Sono debitrice a Winters per aver fatto tre omaggi ai classici in uno...come un abile regista ha intrecciato il romanzo della Austen con le atmosfere, i personaggi, i paesaggi ed il grande spirito d’avventura dei romanzi di Stevenson e di Verne e con tale naturalezza da farmi rimangiare qualsiasi giudizio d’infattibilità!
Il risultato di questa bizzarra mistura è condito appena con un pò di fantasia, giusto per legare il tutto nel pentolone e rendere infallibile quest’incantesimo.
I paragoni con i più recenti Pirati dei Caraibi è troppo ovvio, poiché, anche per essi, la radice è la medesima: quei romanzi d’avventura e di fantasia che ci hanno cullato nell’infanzia e poi nella fanciullezza, animando i nostri animi di aspirazioni e desideri, alimentando i nostri sogni futuri che ci hanno fatto dichiarare in mille occasioni di voler diventare “liberi come un pirata!” o “forti come un cavaliere!” o “geniali come il Capitano Nemo!”.
Sono convinta che l’azzeccatissima idea d’inserire delle divertenti illustrazioni nel testo, sia un ulteriore omaggio ai romanzi classici d’avventura, sebbene possa ritrovare riferimento anche agli stessi classici ottocenteschi, molto spesso (come per Sense and Sensibility) completi d’intermezzi finemente illustrati.
Pur dotata di una vastissima immaginazione, credetemi, non avrei potuto mascherare meglio gli eventi ed i personaggi come ha fatto Winters... Marianne, forse, è restata un pò in disparte, ma non nego che la cosa mi abbia fatto piacere visto il maggior spazio riservato a Margaret, che con gli occhi dell’ingenuità e la sensibilità particolare dei fanciulli vede al di là della superficie delle cose, vivendo in modo empatico le mutazioni in corso.
Ho sorriso delle altre divertenti, quanto appropriate, maschere apprezzando il tentativo di evidenziare in esse il carattere dei personaggi, se pur in modo esasperato.
Pierre Denys de Montfort "Giant Octopus attacks ship" (1810)
L’intrusione di situazioni pericolose nei momenti decisivi della trama ha creato un parallelo fra i personaggi in gioco e le creature mostruose intervenute, persino l’evoluzione dell’azione che segue all’allarme funziona perfettamente come metafora di quel particolare istante...fatto che rinnova la mia stima per l’autore, conscia, adesso, del lavoro attento e molto ben pensato che è alla base di questo interessante mash up.
Potrei dilungarmi ancora sui molti particolari che mi hanno entusiasmato di questa lettura, ma rovinerei non poco il gusto di scoprirli da soli, poiché vi consiglio vivamente di comprarne una copia, in inglese o nella versione italiana che (forse) arriverà presto (!).

Fedele, dunque, ad un giudizio profetico insospettato, consegno al mash up di Winters quattro meritatissime Austenstars!
Un cartone animato
di LizzyGee
Confesso di aver iniziato a leggere questo mash-up senza molto entusiasmo: venivo dalla lettura di Wuthering Bites, un’alterazione con vampiri del tutto inutile nel già fin troppo violento e passionale Cime Tempestose.
Invece… mi sono divertita! Perché Ben H. Winters ha sicuramente centrato in pieno il giusto spirito del mash-up, seguendo la trama di Jane Austen e riportando un buon 80% del suo romanzo, ma riuscendo nel contempo a snaturarlo completamente.
Durante l’arco di tutta la lettura si formano nella nostra mente le immagini un cartone animato: non si riesce nemmeno a dare un volto umano ai personaggi, e le illustrazioni di Eugene Smith sono sicuramente un ottimo ausilio a questo scopo.
Alcuni personaggi diventano esilaranti, come Lady Middleton, che in Sense and Sensibility era un personaggio quasi trascurabile e spesso dimenticato, e qui diventa una principessa esotica rapita da Sir John, che cerca durante tutto l’arco del romanzo di organizzare la sua fuga; o come John Dashwood, che si presta a programmi di sperimentazione cercando di raggranellare qualche sterlina (l’avaraccio!), facendosi impiantare appendici, squame e posticci d’ogni genere in varie parti del corpo, salvo poi emettere strani versi nel bel mezzo di un discorso. 
La stessa Marianne diventa una caricatura della fanciulla delicata che è quando una spina di pesce le resta incagliata in gola: prima cerca di espellerla con smorfie e versi gutturali poco femminili (e anche molto poco educati), poi addirittura utilizza la spina finalmente espulsa come stuzzicadenti! Ora voi nell’immaginare una scena del genere pensate a Marianne o a Gatto Silvestro?
Il ton, poi, si trasferisce per la season non più a Londra, bensì alla Stazione Sottomarina Beta, una ricostruzione subacquea della capitale, sotto un’enorme cupola di vetro. Qui i divertimenti, più che i balli ed i consueti svaghi che ritroviamo in Jane Austen sono esibizioni pseudo-circensi di mostri marini, che sfuggono però spesso al controllo dei loro domatori, con risultati cruenti, ma che non spostano di un capello la compassione di coloro che restano incolumi dopo l’attacco. Inoltre sono onnipresenti banchetti luculliani a base di pesce, che mi hanno ricordato una sorta di Impero Romano Sottomarino.
Un romanzo assolutamente scenografico, una via di mezzo fra un film apocalittico ed un cartone animato, con diversi riferimenti allo Squalo, a Pirati dei Caraibi, a Ventimila leghe sotto i mari e a L’isola del tesoro di Stevenson… A tutto, tranne che a Jane Austen, insomma! Nonostante l’80% del testo sia tratto da Sense and Sensibility!
Anche le malattie sono scenografiche: non bastava che Marianne fosse in fin di vita, doveva addirittura risultare deturpata (non permanentemente, per fortuna!) dalle punture di zanzara anofele, dalla febbre gialla e c’è chi sostiene che abbia avuto anche il lupus! Insomma, la povera secondogenita delle Dashwood, che già Jane Austen guarda con un velo d’ironia per via del suo carattere impulsivo e passionale, sembra essere addirittura messa alla berlina da Winters!
A parte il carattere goliardico del libro, che ci fa assistere a scene apocalittiche e morti cruente senza battere ciglio (del resto sono sempre i servitori le povere malcapitate vittime), Sense and Sensibility and Sea Monsters dovrebbe essere ritenuto un libro di fantascienza: ogni tentativo di sottomettere la natura è destinato a fallire. Così è stato per la Stazione Sottomarina Alfa, per la Beta, e lo sarebbe anche per la Gamma, se venisse costruita. Inoltre, sebbene le cause dell’Alterazione, che ha portato ogni pozza d’acqua ad essere pullulata da mostri acquatici, siano sconosciute, sicuramente sarà stata causata dal comportamento degli uomini.
Margaret meriterebbe qualche riga a parte: in questo romanzo è molto più presente che nell’originale (nonostante i tentativi di sua madre di zittirla e, talvolta anche di dimenticarla), ma anche Winters, che desta la nostra curiosità nei suoi confronti per tutto il libro, alla fine ci fa perdere interesse, affidando a Mr Palmer la spiegazione del mistero che la riguarda.

Una lettura davvero divertente, diciamo adatta alla cura delle acque (ihih!) di Bath, sicuramente da tradurre, perché, nello snaturare Ragione e Sentimento Winters è riuscito a creare un romanzo adatto ad un target che è quasi agli antipodi con gli estimatori di Jane Austen, originalissimo e divertente. Ma che poi gli estimatori di questo mash-up possano essere attratti a leggere il testo originale, ho sinceramente i miei dubbi…
L'ispirazione originaria per la copertina del libro (2009 © Quirk Books)
La cover è stata realizzata dall'illustratore e artista Lars Leetaru

SCOOP delle Lizzies!!!
Prima delle curiosità, dei links riassuntivi e della conclusione, le Lizzies vi comunicano in anteprima che presto il mash up di Winters verrà pubblicato in Italiano, sebbene non si conosca ancora né l'editore né la data di uscita, l'edizione italiana è comunque una certezza! Vi aggiorneremo sugli sviluppi, naturalmente! 
^ SCOOP delle Lizzies!!!  ^
Curiosità!
Se il romanzo è un mash up, ovvero un collage tra il testo originario della Austen e quello nuovo di Winters, anche la copertina è coerente con il genere!
La realizzazione di questa fantasiosa copertina è stata affidata all'artista Lars Leetaru che si è ispirato a questo dipinto proprietà della Bridgeman Art Library International, che come vedete dal confronto qua sopra, ha aggiunto qualcosa di fantasioso all'opera originale, esattamente come lo scrittore con il romanzo -  > qui < potete consultare il suo sito ricchissimo di lavori e  > qui < l'articolo sul suo blog che parla della collaborazione con la Quirk Books per Sense and Sensibility and Sea Monsters.
Le illustrazioni interne, invece, sono opera del bravo Eugene Smith > qui < potete leggere il post dedicato al mash up di Winters e apprezzare gli altri lavori in corso.
Ben H. Winters e la sua visione di Marianne e del Col. Brandon!

2 commenti:

  1. Il miglior mash up che abbia letto finora! :)

    RispondiElimina
  2. Mi avete incuriosito! :) Starò alla larga da O&P e zombie ma darò un'occhiata a questo quando sarà tradotto...

    RispondiElimina

"È solo un romanzo...o, in breve, un'opera in cui i più grandi poteri della mente vengono esercitati, in cui la più profonda conoscenza della natura umana, la più felice delineazione della sua varietà, le più vivaci effusioni di arguzia e umorismo sono trasmesse al mondo nel miglior linguaggio possibile."

L'Abbazia di Northanger

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